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Covid oggi Italia, bollettino Protezione Civile e contagi regioni 23 febbraio

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Il bollettino con i numeri Covid in Italia di oggi, martedì 22 febbraio 2022, con dati e news della Protezione Civile e del ministero della Salute – regione per regione – su contagi da coronavirus, ricoveri e morti. I numeri da Piemonte e Lombardia, Veneto e Toscana, Lazio, Campania e Sicilia. Il bollettino delle grandi città come Milano, Roma e Napoli, il punto sulla campagna vaccinale e le terze dosi mentre il tasso di positività è sotto il 10% e i ricoveri sono in calo da 4 settimane (report Fiaso). 

Sono 3.201 i nuovi contagi da coronavirus oggi 23 febbraio 2022 in Emilia Romagna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 29 morti. Nel dettaglio, dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 1.174.641 casi di positività, 3.201 in più rispetto a ieri, su un totale di 23.324 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 11.879 molecolari e 11.445 test antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 13,7%.  

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 101 (+3 rispetto a ieri, pari al +3,1%), l’età media è di 63,6 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.630 (-73 rispetto a ieri, -4,3%), età media 74,7 anni.  

I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 44.512 (-1.243). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 42.781 (-1.173), il 96,1% del totale dei casi attivi. Le persone complessivamente guarite sono 4.415 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 1.114.317. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 15.812. 

Sono 4.394 i contagi da coronavirus in Campania oggi, 23 febbraio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 12 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 39.508 tamponi. In Campania sono 59 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 911 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza, per un totale di 970 ricoveri di pazienti positivi al Covid-19. E’ la prima volta dall’inizio della cosiddetta quarta ondata che i ricoveri in Campania scendono sotto la soglia dei 1000. 

Sono 5.639 i nuovi contagi da coronavirus oggi 23 febbraio nel Lazio, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 14 morti. I casi a Roma città sono a quota 2.527.  

“Oggi nel Lazio su 12.618 tamponi molecolari e 37.910 tamponi antigenici per un totale di 50.528 tamponi, si registrano 5.639 nuovi casi positivi (-717), sono 14 i decessi (-5), 1.620 i ricoverati (-45), 139 le terapie intensive (+1) e +18.918 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 11,1%”. Lo comunica in una nota l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19. 

Sono 4.593 i nuovi contagi da coronavirus oggi 23 febbraio in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 27 morti, considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione. Il totale dei decessi da inizio pandemia sale a 13.777, i casi a 1.313.849. Sono 1.189 (-11) i ricoverati in area medica, e 101 (-2) quelli in terapia intensiva. In calo i soggetti attualmente positivi 64.405 (-4.602). 

Sono 1.609 i nuovi contagi da covid in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 23 febbraio. Si registrano inoltre altri 12 morti. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 11528 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 27 ( stesso dato di ieri ). I pazienti ricoverati in area medica sono 352 (-12 ). Sono 34.082 i casi di isolamento domiciliare (-1012 ). Si registrano 12 decessi: due donne di 82 e 88 anni e due uomini di 73 e 94 anni, residenti nella provincia del Sud Sardegna; una donna di 86 anni e un uomo di 84, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; una donna di 50 anni e due uomini di 77 e 80 anni, residenti nella provincia di Sassari; due uomini di 87 e 90 anni, residenti nella provincia di Oristano e una donna di 55 anni, residente nella provincia di Nuoro.
 

Sono 2.956 i nuovi contagi da covid in Toscana secondo il bollettino con i dati di oggi, 23 febbraio. Si registrano altri 32 morti. I nuovi casi Covid, 1.063 confermati con tampone molecolare e 1.893 da test rapido antigenico, che sono lo 0,4% in più rispetto al totale del giorno precedente, portano a 844.989 il totale dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. I guariti crescono dello 0,7% e raggiungono quota 795.243 (94,1% dei casi totali). 

Oggi sono stati eseguiti 8.719 tamponi molecolari e 19.208 tamponi antigenici rapidi, di questi il 10,6% è risultato positivo. Sono invece 5.837 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 50,6% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 40.859, -5,6% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.002 (20 in meno rispetto a ieri), di cui 65 in terapia intensiva (10 in più). dei 32 nuovi decessi: 16 uomini e 16 donne con un’età media di 82,8 anni (7 a Firenze, 6 a Prato, 5 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 3 a Lucca, 2 a Pisa, 4 a Livorno, 2 a Siena, 2 a Grosseto). 

Sono 1.639 i nuovi contagi da covid in Abruzzo secondo il bollettino di oggi, 23 febbraio. Si registrano inoltre altri 8 morti. Il totale dei casi dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – è di 258.377. Dei positivi odierni, 833 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. 

Gli 8 pazienti deceduti hanno un’età compresa tra 67 e 91 anni (1 in provincia dell’Aquila, 5 in provincia di Teramo, 1 residente fuori regione, 1 risalente ai giorni scorsi e comunicato solo oggi dalla Asl), il bilancio totale dei decessi sale a 2.940. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 186.276 dimessi/guariti (+25527 rispetto a ieri).
 

Sono 838 i nuovi contagi da coronavirus oggi 23 febbraio in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 3 morti. Su 5.489 tamponi molecolari sono stati rilevati 327 nuovi casi, con una percentuale di positività del 5,96%. Sono inoltre 6.728 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 511 casi (7,6%). 

Le persone ricoverate in terapia intensiva scendono a 15, mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti calano a 299. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi. Per quanto riguarda l’andamento della diffusione del virus tra la popolazione, la fascia più colpita è quella 50-59 anni (18.50%), seguita dalla 40-49 (17.66%) e 30-39 (13.84%). Nella giornata odierna si registrano i decessi di 3 persone: una donna di 98 anni di Cordenons (deceduta in ospedale), una donna di 96 anni di Monfalcone (deceduta in Rsa) e infine una donna di 87 anni di Terzo d’Aquileia (deceduta in ospedale). 

Sono 3.834 i nuovi contagi da coronavirus oggi 23 febbraio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 14 morti. I nuovi casi, individuati attraverso 30.064 tamponi, sono così suddivisi per provincia: Bari: 1.090; Bat: 269; Brindisi: 289; Foggia: 634; Lecce: 1.031; Taranto: 475; Residenti fuori regione: 32; Provincia in definizione: 14. Sono 84.096 le persone attualmente positive, 708 ricoverate in area non critica e 48 in terapia intensiva. Dati complessivi: 719.722 casi totali, 8.607.108 i tamponi eseguiti, 628.023 le persone guarite e 7.603 i decessi.  

Sono 523 i contagi da coronavirus in Basilicata oggi, 23 febbraio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Non si registrano morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 2.997 tamponi (molecolari e antigenici). Sono state registrate 523 guarigioni. I ricoverati per Covid-19 sono 110 di cui 2 (+1) in terapia intensiva: 64 (di cui 1 in TI) nell’ospedale di Potenza; 46 (di cui 1 in TI) in quello di Matera.  

Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono circa 19.800.  

 

 

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Covid Italia, Iss: Rt in lieve aumento, stabili intensive e ricoveri

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(Adnkronos) – Situazione ancora sotto controllo nei reparti Covid in Italia. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è sostanzialmente stabile all’1,1% (rilevazione al 23 marzo) contro l’1% (rilevazione al 16 marzo). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è stabile al 4% (rilevazione al 23 marzo) contro il 4,1% (rilevazione al 16 marzo)”. Lo evidenzia il report con il monitoraggio settimanale Covid della Cabina di regia Istituto superiore di sanità-ministero della Salute.  

RT – “Nel periodo 1 – 14 marzo, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,96 (range 0,84-1,18), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente ma sotto la soglia epidemica” sottolinea il report. L’indice di trasmissibilità “basato sui casi con ricovero ospedaliero è stabile e sotto la soglia epidemica: Rt=0,89 (0,84-0,94) al 14 marzo Rt=0,87 (0,82-0,92) al 7 marzo”. 

INCIDENZA – E’ “in lieve diminuzione l’incidenza settimanale a livello nazionale: 38 ogni 100.000 abitanti (17-23 marzo) contro 40 ogni 100.000 abitanti (10-16 marzo)” si evidenzia. 

RISCHIO REGIONI – “Una regione risulta non valutabile dovuto a mancanza di trasmissione di dati ed è equiparata a rischio alto. Una regione è a rischio alto a causa di molteplici allerte di resilienza. Tredici sono a rischio moderato e sei classificate a rischio basso. Quindici regioni/province autonome riportano almeno una allerta di resilienza. Sei regioni/province autonome riportano molteplici allerte di resilienza”, conclude il report.  

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“Tubercolosi in ripresa, ricomincia a fare paura”

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(Adnkronos) – “La tubercolosi ricomincia a fare paura, a causa dei ceppi resistenti ai farmaci. E’ brutto da dire perché di paura ne abbiamo avuta troppa e non ne vorremmo più sentire parlare. Ma i micobatteri resistenti cominciano a preoccuparci davvero”. Così all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), oggi a Roma, a margine dell’incontro ‘We stand with public health: a call to action for infectious disease’, organizzato insieme alla Società italiana di medicina generale e cure primarie (Simg), alla vigilia della giornata mondiale della tubercolosi.  

“Parliamo di una malattia in ripresa”, continua Andreoni. “E questo è un po’ inevitabile perché la globalizzazione ha tanti aspetti positivi ma anche molti negativi. Permette anche ai germi di circolare meglio. Il problema è che anche il bacillo tubercolare, che conosciamo da centinaia di anni, ora sta diventando multiresistente. Esistono dei casi in cui il trattamento diventa molto complicato perché dobbiamo usare 7 o 8 farmaci e a volte non riusciamo a sconfiggere il micobatterio. Se questi casi diventano preponderanti, il problema diventa molto grave”.  

CASI NEL MONDO – La tubercolosi resta una delle principali infezioni killer nel mondo, con 1,6 milioni di morti e milioni di contagi ogni anno a livello globale, e un impatto enorme su famiglie e comunità. L’anno scorso, complice la pandemia di Covid-19, per la prima volta in quasi due decenni l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato una risalita dei casi di Tbc e di Tbc resistente ai farmaci, insieme a un aumento dei decessi.  

L’Italia è in pole verso l’obiettivo di eliminare la tubercolosi entro il 2030, rilanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità alla vigilia del World Tb Day che si celebra il 24 marzo. “L’Italia, con circa 3mila nuovi casi l’anno, è un Paese definito a bassa endemia di tubercolosi (come la maggior parte dei Paesi dell’Europa occidentale) ed è uno dei Paesi candidati a vincere questa battaglia”, afferma Daniela Maria Cirillo, presidente della Società europea di micobatteriologia (Esm) e coordinatore per l’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli) del gruppo di lavoro sui micobatteri. Ma “perché questo avvenga – avverte l’esperta, a capo dell’Unità Patogeni emergenti dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano – è necessario che si prenda coscienza che la malattia esiste ancora, che colpisce i più fragili e che deve essere riconosciuta prontamente e trattata opportunamente per evitare nuovi contagi”.  

 

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Pd, Schlein apprezzata in Ue. Ma a Roma è scontro su capigruppo

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(Adnkronos) – “Sugli assetti interni ci prendiamo questi giorni per proseguire un confronto assolutamente sereno e faremo insieme le valutazioni”. Elly Schlein risponde così da Bruxelles dove oggi ha fatto il suo ‘esordio’ al summit Pse con leader e primi ministri socialisti, a partire dallo spagnolo Pedro Sanchez con foto insieme pubblicata sui social, e poi Frans Timmermans e Paolo Gentiloni. La segretaria viene ‘inseguita’ in Europa dalla partita ancora aperta sugli assetti interni al Pd e i capigruppo che sta provocando tensioni tra i dem. La minoranza è in fibrillazione. Tanto che Stefano Bonaccini ha deciso di fare il punto sabato con i parlamentari che lo hanno sostenuto. 

Ieri sera Schlein ha visto a cena gli eurodeputati dem, che tutti o quasi al congresso erano stati sostenitori di Bonaccini, compreso il capogruppo Brando Benifei, che dovrebbe essere riconfermato nel suo ruolo per questo ultimo anno di legislatura prima delle elezioni europee del 2024. Un appuntamento cruciale per il Pd e per Schlein. Ieri, si riferisce all’Adnkronos, la segretaria ha lasciato intendere agli europarlamentari che sarà spesso in Europa. Ci sarebbe già un appuntamento in agenda per la fine di aprile per un incontro con i socialisti.  

“Come è andata? Molto bene”. Si racconta di un “clima positivo. Lei è molto interessata ai dossier che stiamo seguendo dai migranti al green deal alla commissione Covid. Ha chiesto e ascoltato molto. E poi, a differenza di altri, conosce molto bene i meccanismi europei, il che non è irrilevante”, osserva un partecipante alla cena di ieri con Schlein in un tavolo lungo e stretto che ha visto la ‘corsa’ ad avvicinarsi alla segretaria per fare due chiacchiere. “Lei ha parlato con tutti”. Ma non di assetti. Un accenno per informare che lunedì vedrà i parlamentari. Niente sulla segreteria ma tra gli eurodeputati si dà per scontato un ruolo per Pina Picierno, se andrà in porto la gestione unitaria. Nella delegazione Ue si scommette anche su un ruolo per Camilla Laureti, unica sostenitrice di Schlein sin dall’inizio nel gruppo europeo.  

Sul tavolo resta dunque il nodo capigruppo che si lega anche alla composizione della segreteria. La proposta della maggioranza Pd è per Francesco Boccia al Senato e Chiara Braga, già esponente di Areadem di Dario Franceschini, alla Camera. Due personalità vicine a Schlein. Uno schema su cui però continua a non esserci accordo. C’è preoccupazione, racconta un parlamentare vicino a Bonaccini, perché restano in campo ipotesi non condivise e l’accordo, al momento, sembra lontano. 

Nella composita area che ha sostenuto il presidente Pd il grado di ‘insoddisfazione’ però è diverso, tra chi spinge per un accordo e chi invece è pronto ad andare alla conta martedì quando dovrebbero svolgersi le assemblee dei gruppi, separate, per votare i presidenti. Lunedì alle 17 ci sarà la congiunta di Camera e Senato con la segretaria che, dalla sua elezione, non ha ancora incontrato i parlamentari Pd. “Una scelta giusta. Lunedì sarà l’occasione per fare un punto politico, sull’agenda e le battaglie da fare in Parlamento. Giusto distinguerlo dal momento del voto sui vertici dei gruppi”, spiega un parlamentare vicino alla Schlein.  

Il tema è se da qui alla convocazione dei gruppi si sarà trovato l’accordo. La maggioranza dem è ferma sull’indicazione di Boccia e Braga. E in questi giorni in Transatlantico non è sfuggito un certo lavorio per garantire i numeri alla capogruppo in pectore a Montecitorio. Fa notare una deputata vicina a Schlein, in prima fila per sminare il terreno: il profilo di Braga “è quanto di meno divisivo. Chiara è apprezzata, ha maturato l’esperienza parlamentare per guidare il gruppo”. Ma le tensioni, al momento, restano e resta la contrarietà della minoranza alla schema proposto da Schlein.  

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E’ morto Luca Bergia, fondatore dei Marlene Kuntz: ex batterista aveva 54 anni

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(Adnkronos) – E’ morto Luca Bergia, ex batterista 54enne, tra i fondatori del gruppo rock cuneese Marlene Kuntz. Bergia, trovato senza vita nella sua casa di Cuneo, aveva suonato nella band dal 1989, anno di nascita del gruppo che aveva contribuito a fondare assieme a Riccardo Tesio. L’artista si era ritirato dalla scena musicale alla fine del 2020 per dedicarsi all’insegnamento di scienze alle scuole medie di Madonna dell’Olmo di Cuneo e Chiusa Pesio. Nello stesso anno aveva superato anche un momento difficile dopo aver contratto il Covid. La data dei funerali non è stata ancora stabilita. 

 

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Matteo Lunelli: “Per Tassoni piano ambizioso, portiamo la cedrata nel mondo”

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(Adnkronos) – “Oggi si apre una nuova era per Tassoni. Celebriamo il suo 230esimo compleanno presentando un ambizioso piano di crescita e sviluppo per questo marchio, che è iconico, e che dopo due secoli di storia è entrato a far parte dell’immaginario collettivo del nostro Paese”. Matteo Lunelli è entusiasta. L’imprenditore, amministratore delegato del gruppo Lunelli presidente di Fondazione Altagamma e presidente di Tassoni, racconta con il sorriso sulle labbra il progetto di restyling e rinnovamento della storica azienda, celebre per la sua cedrata, e che oggi punta a trasformare nel “luxury drink italiano per eccellenza”.  

La storia tra Tassoni e il gruppo Lunelli risale al 2021, con l’acquisizione da parte del gruppo, di questa azienda nata nel 1793 a Salò, sulle rive del Lago di Garda. Un’eccellenza del Made in Italy, nella quale Lunelli ha subito intravisto un forte potenziale di crescita e sviluppo. “Tassoni – dice Lunelli all’AdnKronos – è un marchio prevalentemente italiano, venduto in Italia ma crediamo ci sia un grande spazio all’estero, e lì occorrerà narrare e raccontare la cedrata. Abbiamo aperto i contatti a livello internazionale, ci saranno incontri con i distributori in Europa e negli Stati Uniti, dove riteniamo ci sia un grande spazio per Tassoni. Vogliamo posizionarci tra i marchi leader del mercato”. La storia dell’azienda è unica nel suo genere ed è riconosciuta come una delle poche realtà del settore che produce da sempre artigianalmente al suo interno gli aromi, esclusivamente naturali.  

Fiore all’occhiello la cedrata, accompagnata da altre bibite che completano la gamma, come la tonica al cedro, il chinotto bio, il sambuco bio. Rinnovata la linea mixability, con l’ingresso di alcune new entry come la Tonica Superfine, la ginger beer, Soda La Classica e ginger ale. Oltre a un’importante novità, il Distilled Dry Gin, la cui ricetta nuova nasce dalla collaborazione con Bruno Vanzan, tra i barman più richiesti a livello internazionale. “Alcune cose non cambiano e non cambieranno mai – assicura Lunelli – come ad esempio la ricetta segreta della nostra cedrata, che custodiano gelosamente, il legame con il territorio del Lago di Garda, che abbiamo addirittura voluto rafforzare, perché Tassoni è a Salò dal 1793 e ci rimarrà sempre. E ancora, la naturalità degli ingredienti, il saper fare artigianale, che è uno dei segreti di Tassoni. Ma ci sono tante novità: una nuova identità visiva, che vuole essere più contemporanea e una nuova gamma, che prevede nuove referenze e nuove bibite che abbiamo studiato con il supporto del nostro mastro erborista di Tassoni. Inoltre, entriamo nella nuova gamma per mixability, un mercato estremamente promettente”.  

L’obiettivo è valorizzare la tradizione Tassoni ma in chiave contemporanea. “Il claim che abbiamo scelto è ‘Il lusso di osare’ – spiega Lunelli – e racchiude la volontà di un’azienda che vuole osare e avere coraggio di innovare nel rispetto della tradizione”. Il rilancio del mito Tassoni guarda anche a nuovi consumatori “in parte più giovani – sottolinea Lunelli -. In generale vogliamo portare Tassoni sempre più in Italia e nel mondo come il luxury soft drink per eccellenza. Questa è la sfida”.  

Da quando Tassoni è entrata a far parte dell’universo Lunelli di passi in aventi ne ha fatti parecchi. “Siamo molto soddisfatti di questa acquisizione – evidenzia Lunelli -. Rispetto al 2020, anno del Covid, l’azienda si è ripresa molto bene e ha registrato una crescita importante. Nel 2020 il fatturato era di 8,5 milioni di euro, abbiamo chiuso il 2022 a circa 12,5 milioni e questa crescita ci ha portato a superare i livelli del 2019. Pensiamo ci siano grandi opportunità”. Tassoni è coerente pienamente con la filosofia del gruppo Lunelli di creare un gruppo dell’eccellenza del bere italiano, “perché ha valori di grande qualità, legami con il territorio, valori comuni a tutti i brand del nostro gruppo” evidenzia Lunelli, convinto che “da qui partirà una lunga avventura in Italia e nel mondo”. (di Federica Mochi) 

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Covid, Bassetti: “Variante Arturo? Tema da social e bar”

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(Adnkronos) – La nuova variante Arturo (XBB.1.16) è “l’ennesima della galassia Omicron: un argomento per ‘scienziati’ da social o da bar. Nessuna variante Omicron ha finora aumentato patogenicità o gravità del Covid. Non lo sta facendo e non lo farà nemmeno Arturo. Basta parlare di varianti perché si rischia che la gente perda fiducia nella medicina. La pandemia è finita proprio grazie alla variante Omicron e ai vaccini”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commenta una netta ripresa dei contagi Covid nel Sudest asiatico in cui spicca il boom dell’India dove imperversa la variante XBB.1.16, già ribattezzata ‘Arcturus’ come la gigante rossa che è la stella più luminosa della costellazione del Boote. 

“Continueremo ad avere nuove varianti soprattutto da Paesi come l’India dove, pur avendo vaccinato molto, hanno problemi di organizzazione e di sorveglianza – dice Bassetti – Questo per dire che Arturo non sarà l’ultima, non è e non sarà un problema e credo sia meglio parlarne il meno possibile”.  

Anche su XBB.1.16 o ‘Arturo’, la nuova variante di Sars-CoV-2 che ha attirato l’attenzione degli esperti più attenti all’attività ricombinante di Omicron, “ribadisco quello che secondo me è abbastanza logico dire ogni volta che si affaccia una nuova variante” sulla scena Covid: “Prima di giudicare come possa agire” il nuovo mutante, “bisogna aspettare, osservare e studiare”. E’ l’invito della microbiologa Maria Rita Gismondo che tuttavia aggiunge: “Siamo in una fase in cui il virus ha deposto le armi. E quindi, presumibilmente, così come le ultime, anche le nuove varianti saranno sempre meno invasive dal punto di vista della patologia”, dice all’Adnkronos Salute l’esperta, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. 

“Non dimentichiamo poi – sottolinea Gismondo – che la popolazione mondiale, tra vaccinazioni anti-Covid e infezioni naturali, ormai può contare su un bagaglio di anticorpi molto molto consistente, sicuramente idoneo a rispondere e a contrastare nuove varianti del virus”. In ogni caso “osserviamo, studiamo e dopo deduciamo”.  

Per Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano, la comparsa della variante ‘Arturo’ è “un’ennesima conferma dell’instabilità notevole del virus: una caratteristica per certi versi perfida, che ha permesso al Covid di fare quello che ha fatto e che, temo, ancora continuerà a fare”, proprio per questa capacità di sviluppare “nuove varianti in grado di schivare l’immunità (naturale o ibrida, da infezioni più vaccino) e di mantenere alta la circolazione virale”.  

Il coronavirus pandemico dunque circola e continuerà a farlo, ribadisce l’esperto all’Adnkronos Salute, “anche se – precisa – dal punto di vista della sanità pubblica la dimensione non sarà più quella dell’emergenza iniziale, bensì di una convivenza con il virus”. Un patogeno che, ripete Pregliasco, “produrrà ondulazioni con tendenza alla decrescita come quelle delle onde causate da un sasso in uno stagno”. Il fatto che prosegue “un’ampia circolazione del virus in alcune parti del mondo”, che interesserà le diverse zone del pianeta “a macchia di leopardo nel tempo”, conferma secondo il medico “la necessità di un monitoraggio virologico costante e continuo”. Un’attenzione che, “considerando anche il coinvolgimento di mammiferi di varie specie, dovrà essere una sorveglianza in ottica One health – puntualizza Pregliasco – e dovrà riguardare Covid-19, ma anche altre infezioni che ci inquietano come ad esempio l’influenza aviaria”. 

“La variante ‘Arturo’ la stiamo studiando, ma quello che sta succedendo in India, con un aumento dei casi, da noi non accadrà – dice all’Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, responsabile Unità di statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma – I dati sui contagi e sulle vaccinazioni che arrivano da quel Paese, ricordiamolo, sono parziali. Una nuova variante, ormai lo sappiamo, anche quest’ultima, oggi è come una ‘ondina’, può fare un piccolo picco ma non farà gli stessi danni in Europa rispetto all’India. Non credo ci possa impensierire”. 

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Gabbrielli (Iss): “Per telemedicina puntare su formazione e linee guida”

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(Adnkronos) – “La telemedicina, fino alla pandemia, era appannaggio di pochi cultori della materia. L’emergenza Covid ha costretto a un repentino cambio di prospettiva nei confronti della telemedicina, che però è avvenuto in un contesto di conoscenze tecnico-scientifiche e di consapevolezza organizzativa, a livello istituzionale e sanitario, non adeguato. È poi arrivato il Pnrr che ha sancito la necessità di accelerare per stare all’interno delle tempistiche e delle rendicontazioni richieste dall’Ue, cosa a cui il nostro sistema non è abituato. Abbiamo quindi la necessità di fare dei piani con un insieme di professionisti che si cimentano, per la prima volta, sulla realizzazione di progetti di telemedicina su vasta scala che non sono sperimentali, ma in grado di erogare servizi effettivi per i cittadini e che durino nel tempo”. Così Francesco Gabbrielli, direttore del Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in un articolo pubblicato su ‘Alleati per la Salute’), il portale dedicato all’informazione medico-scientifica realizzato da Novartis.  

“Il panorama sanitario – scrive Gabbrielli – ha elementi evolutivi che stanno aprendo grandi prospettive e opportunità a cui si sommano, in questo momento, una grande incertezza sull’organizzazione delle attività sanitarie quotidiane ulteriormente aggravata dalla carenza del personale. Serve quindi molta competenza, che dobbiamo creare investendo nella formazione dei professionisti, e mettere a punto best practices e linee guida medico sanitarie che chiariscano sul dove e come intervenire”. Come Istituto “abbiamo cominciato, anche prima del Covid, a partire dalla teleneurofisiologia clinica, a realizzare una serie di documenti di consensus, preliminari a best practices e linee guida. Attualmente sono attivi 6 gruppi di consensus e uno per le linee d’indirizzo dell’età evolutiva. Stiamo accelerando sulla teleriabilitazione e sul supporto psicologico nell’età evolutiva perché registriamo proprio un’enorme crescita di problematiche neuropsicologiche negli adolescenti, a partire dai 12 fino a 20 anni”.  

Tra “i gruppi di consensus c’è anche quello per la telefarmacia ospedaliera. L’idea è di fare in modo che i farmacisti ospedalieri – che per legge hanno il dovere di seguire, dopo la dimissione, pazienti con specifiche terapie erogate solo in regime ospedaliero – possano verificare l’aderenza terapeutica di farmaci molto specialistici e costosi, monitorando eventuali interazioni con dieta o altri farmaci. Stiamo cercando di individuare gli elementi chiave perché questo lavoro diventi una best practice per garantire, sul territorio, una migliore assistenza sanitaria post ricovero” ai pazienti.  

“Organizziamo gruppi di consensus – sottolinea l’esperto – con le società scientifiche di riferimento per le singole specialità a cui si associano consulenti indipendenti per arrivare a delle raccomandazioni. Il testo – basato su dati scientifici – viene quindi inviato alle associazioni dei pazienti per eventuali proposte o commenti per le questioni organizzative. Il documento viene pubblicato nei Rapporti dell’Iss. Questo sistema permette di ottimizzare i tempi di realizzazione dei documenti: la capacità delle associazioni dei pazienti di esprimersi è maggiore se presentiamo un lavoro con già delle soluzioni scientifiche validate da verificare dal punto di vista pratico/organizzativo”.  

Da questi documenti “vengono redatte le best practice – prosegue l’esperto – le indicazioni scientificamente validate che sono i precursori delle vere e proprie Linee guida e che hanno valore medico-legale, come previsto dalla legge Gelli sulla responsabilità sanitaria: il medico non è punibile nella pratica se ha agito in osservanza delle linee guida e, in loro mancanza, delle best practices licenziate dal Sistema nazionale linee guida, organismo di valutazione dell’Iss, che fa una revisione dei contenuti e pubblica solo quelle giustificate con sufficienti evidenze scientifiche”.  

“Sono passaggi importanti perché le linee guida vincolano le strutture ad adeguarsi – conclude Gabbrielli – È acclarato, per esempio, che il paziente con scompenso cardiaco è seguito meglio in telemedicina che in presenza. Lo provano gli studi. Se questa pratica è nelle linee guida, le strutture sanitarie, come le Asl, devono prevederla, non è un’opzione. Purtroppo, però in Italia i sistemi di telemedicina, le terapie digitali, la teleriabilitazione non sono ancora Lea (Livelli essenziali di assistenza) e quindi possono essere richiesti ma non pretesi dai cittadini”.  

L’articolo completo è disponibile su: https://www.alleatiperlasalute.it/la-voce-del-paziente/telemedicina-la-rivoluzione-digitale-ha-bisogno-di-formazione-e-linee-guida. 

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Uova di Pasqua Lidl con Fondazione Abio per i bambini in ospedale

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(Adnkronos) – Dopo che le conseguenze della pandemia hanno reso l’ospedalizzazione un’esperienza ancora più difficile per bambini e genitori, Lidl Italia ha ritenuto importante lanciare un’iniziativa a sostegno dei pazienti pediatrici e delle loro famiglie. A partire da lunedì 27 marzo, in tutti i 730 store della Catena sarà disponibile l’uovo solidale Deluxe: per ogni uovo acquistato, Lidl Italia donerà 1 euro a Fondazione Abio Italia Onlus, che dal 2006 coordina tutte le Associazioni Abio presenti sul territorio nazionale.  

Con 55 Associazioni e 4.000 volontari che prestano servizio in oltre 200 reparti in Italia, da oltre 40 anni Abio si prende cura dei bambini che devono affrontare la permanenza in ospedale ed è quindi una delle più importanti realtà del volontariato italiano al fianco dei pazienti pediatrici. L’Associazione ha l’obiettivo di rendere meno traumatica possibile la loro esperienza e di aiutare in questo modo anche le famiglie.  

Con il sostegno di Lidl, Abio si dedicherà principalmente a due progetti: il primo, ‘Ripartiamo da Abio’, è mirato a rimodulare il servizio delle associazioni che gradualmente stanno ripartendo con il servizio in presenza al fianco dei bambini in ospedale dopo l’emergenza Covid-19, durante la quale non potendo accedere fisicamente ai reparti hanno portato il proprio sostegno a distanza attraverso donazioni e attività online. Il secondo progetto sostenuto dall’insegna è il Kit d’Accoglienza, composto da uno zainetto che contiene matite, libri e giochi, che viene regalato ai bambini che arrivano in ospedale, per permettere loro una permanenza il più naturale e giocosa possibile.  

“Ancora prima dell’orgoglio, sono la responsabilità e il senso del dovere che ci spingono a sostenere progetti come quelli di Fondazione Abio, che da anni si adopera per rendere meno difficile il contesto dell’ospedale agli occhi dei bambini che ci devono vivere per periodi più o meno lunghi. Un impegno prezioso che permette ai piccoli pazienti di giocare e che li distoglie, almeno in parte, dalla malattia, aiutando anche i genitori ad affrontare questi momenti”, spiega Alessia Bonifazi, responsabile Comunicazione e Csr Lidl Italia.  

“Ringraziamo di cuore Lild e tutti i clienti che vorranno sostenere questa collaborazione così preziosa. Il sostegno di realtà come Lidl, che credono nella nostra attività e nell’impegno con cui da oltre 40 anni ci prendiamo cura dei bambini in ospedale e delle loro famiglie, ci permette di portare avanti i nostri progetti in tutta Italia”, aggiunge Maria Ciaglia, Responsabile dell’Area Comunicazione e Progetti di Fondazione Abio Italia. 

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Covid, Oms: “Boom di contagi in India con variante Arturo”

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(Adnkronos) – Continua il calo dei casi e dei morti di Covid segnalati nel mondo, ma con una netta ripresa dei contagi tra Mediterraneo orientale e Sudest asiatico dove spicca il boom dell’India: il Paese alle prese con la variante ‘Arturo’ (XBB.1.16) – ricombinante di Omicron finito sotto i riflettori anche sui social, tanto da meritarsi il nickname che rimanda a una delle stelle più luminose del firmamento – fa registrare un +251% casi in 28 giorni nell’ultimo bollettino diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità. Frena invece la crescita dei contagi in Europa. Complessivamente, a livello globale nel periodo dal 20 febbraio al 19 marzo sono stati segnalati oltre 3,7 milioni di casi e oltre 26mila decessi, pari a -31% e -46% rispettivamente rispetto ai 28 giorni precedenti. Al 19 marzo, da inizio pandemia sono oltre 760 milioni i contagi confermati e oltre 6,8 milioni le morti.  

Ancora una volta l’Oms ribadisce che “le tendenze attuali sono sottostime del numero reale di infezioni e reinfezioni” da Sars-CoV-2, “come mostrano le indagini sulla prevalenza. Questo è in parte dovuto alla riduzione dei test e ai ritardi nella segnalazione in molti Paesi. I dati presentati possono essere incompleti e pertanto dovrebbero essere interpretati con cautela”, avverte l’agenzia ginevrina che, nel monitorare le variazioni delle tendenze epidemiologiche, effettua ormai i confronti su intervalli di 28 giorni perché “questo aiuta a tenere conto dei ritardi di segnalazione, ad appianare le fluttuazioni settimanali nel numero di contagi e a fornire un quadro più chiaro rispetto a dove la pandemia sta accelerando o decelerando”.  

A livello regionale, negli ultimi 28 giorni i nuovi casi sono dunque aumentati in tre delle 6 regioni Oms (+89% Mediterraneo orientale, +70% Sudest asiatico, +9% Europa), mentre sono diminuiti nelle altre tre (-58% Pacifico occidentale, -43% Africa, -28% Americhe). Le nuove morti sono scese in 5 regioni (-76% Pacifico occidentale, -57% Africa, -38% Americhe, -24% Sudest asiatico, -15% Europa), mentre sono aumentate del 68% nel Mediterraneo orientale.  

Negli ultimi 28 giorni il numero più alto di nuovi casi Covid è stato segnalato da Stati Uniti (792.202, -29%), Federazione Russa (339.564, +25%), Cina (320.029, -50%), Giappone (291.672, -73%) e Germania (281.468, -18%) mentre per decessi riportati in testa ci sono Usa (8.187, -39%), Regno Unito (2.474, -9%), Giappone (1.898, -71%), Brasile (1.587, -15%) e Cina (1.472, -85%). 

Per la regione europea, il report Oms indica negli ultimi 28 giorni oltre 1,5 milioni di contagi e 9.607 morti. Ventinove Paesi hanno registrato aumenti del 20% o più dei nuovi casi, con gli incrementi più elevati riportati da Kirghizistan (+461%), Armenia (+216%) e Ucraina (+201%). Il numero più alto di nuovi contagi è stato segnalato da Federazione Russa (339.564, 232,7/100mila, +25%), Germania (281.468, 338,4/100mila, -18%) e Austria (139.925, 1.572,0/100mila, +33%), mentre in testa per nuove morti ci sono Regno Unito (2.474, 3,6/100mila, -9%), Federazione Russa (1.035, meno di 1/100mila, -6%) e Germania (985, 1,2/100mila, -27%). 

KRAKEN E ARTURO – Cresce intanto nel mondo la quota di sequenze Sars-CoV-2 riconducibili a Kraken (XBB.1.5), l’unica variante considerata ‘di interesse’ (Voi) dall’Organizzazione mondiale della sanità nel suo nuovo sistema di classificazione. Secondo l’aggiornamento, la prevalenza di Kraken – segnalata in 85 Paesi – è salita al 37,7% a livello globale, rispetto al 29% del periodo 30 gennaio-5 febbraio (settimana 5). Riguardo invece alle 5 varianti sotto monitoraggio (Vum), tutte mostrano una tendenza alla stabilità o al calo tranne i sottolignaggi XBB, aumentati dal 5,7% della settimana 5 al 12,5% della settimana 9.  

Della famiglia XBB di Omicron fa parte anche XBB.1.16, che sui social gli esperti hanno ribattezzato ‘Arturo’ – come la gigante rossa che è la stella più luminosa della costellazione del Boote, la quarta più brillante del cielo – ritenendola la possibile responsabile del nuovo picco di contagi registrato dall’India. Ieri il pediatra Vipin M. Vashishtha, ex coordinatore dell’Accademia indiana di pediatria e componente dell’iniziativa Vaccine Safety Net (Vsn) dell’Oms, ha segnalato in un tweet il primo caso di Arcturus intercettato in Cina e ha spiegato che al momento il sottolignaggio XBB.1.16 è stato rilevato in 17 Paesi, compresi Canada e Singapore, per un totale di 474 isolamenti.  

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Oggi il Consiglio europeo, economia e Ucraina su tavolo dei leader

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(Adnkronos) – Il Consiglio Europeo che si riunirà oggi e domani a Bruxelles, avrà sul tavolo prima di tutto l’economia, e in secondo piano gli affari esteri. I capi di Stato e di governo parleranno anche di migrazioni, ma nessuno si attende grosse novità, anche perché la strategia da seguire su questa materia è già stata ampiamente discussa, e messa nero su bianco nelle conclusioni, nel Consiglio straordinario del 9 febbraio scorso.  

Come spiega un alto funzionario Ue, “quello che conta è che abbiamo fissato una linea di azione; ora bisogna attuarla”. Non vuol dire che venga messa nel cassetto: “Manteniamo la pressione”, nel senso che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e la presidenza svedese aggiorneranno i leader su quello che è stato fatto dal 9 febbraio ad oggi. Von der Leyen lo ha già spiegato in una dettagliatissima lettera diffusa lunedì sera. “La stessa cosa avverrà nel Consiglio Europeo di giugno – continua la fonte – l’intenzione non è quello di riaprire la discussione ogni volta, ma di attuare quello che si è già deciso”.  

Per l’Italia, negli aggiornamenti forniti da von der Leyen, ci sono vari aspetti che vengono registrati con soddisfazione, a partire dal fatto che il 26 e 27 marzo il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni sarà a Tunisi, segno che anche a livello Ue si è finalmente compresa l’urgenza di stabilizzare la Tunisia. E’ probabile, a proposito, che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rimarchi la necessità di sbloccare il prestito del Fondo Monetario Internazionale a Tunisi, tuttora in sospeso. 

Il Consiglio Europeo di oggi sarà il primo ordinario del 2023 e verrà seguito dall’Eurosummit in formato allargato, a 27 il giorno successivo. Il summit inizierà prima del solito, alle 11.30 (i prevertici dei grandi partiti europei si svolgeranno di prima mattina: è attesa anche la segretaria del Pd Elly Schlein) per un pranzo di lavoro con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, con il quale ci sarà uno scambio “sulle principali questioni geopolitiche e sulle sfide globali”, come ha spiegato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. 

Dopo il consueto intervento della presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, il primo tema in agenda è la guerra in Ucraina. All’inizio della riunione, il presidente Volodymyr Zelenskyy sarà collegato in videoconferenza. “Come sempre – ha confermato Michel – ribadiremo il nostro fermo impegno ad assistere” Kiev, impegno che include il lavoro sulle “responsabilità” per i crimini di guerra, sull’uso dei beni russi congelati dalle sanzioni e il sostegno all’ordine internazionale basato sulle regole, quello che gli americani chiamano l’American-led order.  

Dal Consiglio straordinario del 9 febbraio, l’Ue ha lavorato per “aumentare urgentemente la produzione e la consegna di munizioni all’Ucraina”, nota Michel. Il problema è che in pochi, in Europa, si attendevano una guerra lunga di attrito, con un enorme dispendio di munizioni da entrambe le parti. E l’apparato militare-industriale europeo, frammentato in tanti piccoli feudi nazionali, ha delle difficoltà (anche gli Usa, in verità, hanno problemi di produzione): “Il nostro obiettivo è fornire all’Ucraina 1 milione di munizioni entro i prossimi 12 mesi e garantire finanziamenti adeguati”, dice Michel. 

Lo schema adottato su proposta di Josep Borrell, con acquisti congiunti tramite la European Defence Agency, comporta tempi lunghi: i primi ordini di munizioni da 155 mm, bene che vada, saranno piazzati entro fine maggio. I tempi di consegna medi dell’industria Ue per questi proiettili da mezzo quintale sono di 12 mesi. Nel frattempo, si rifinanzierà la European Peace Facility per rimborsare gli Stati che scelgano di dirottare verso Kiev munizioni rivenienti dagli stock o da ordini già in corso.  

Anche se le consistenze delle scorte sono “informazioni classificate”, come dice un alto funzionario Ue, lo stato degli arsenali europei è ben lontano dall’essere ottimale, dopo anni e anni di austerità e di tagli alle spese per la difesa: come hanno spiegato recentemente Max Bergmann e Sophia Besch su Foreign Affairs, le forze armate tedesche hanno scorte di munizioni sufficienti per una guerra di “qualche ora”, al massimo “qualche giorno”. Nonostante questi limiti, fonti dell’Eliseo salutano con soddisfazione l’accordo, che i leader ‘endorseranno’ nelle conclusioni, anche perché circoscrive gli acquisti congiunti di munizioni “all’industria europea, più la Norvegia”. 

Ora, davanti alla Russia che ha gridato “alt”, con i cannoni, all’espansione dell’Ue, è chiara la necessità di aumentare la produzione di armi in Europa: “Dovremo adottare misure per potenziare la capacità produttiva dell’industria europea della difesa”, scrive Michel. Si vedrà quanto rapida sarà l’espansione della base produttiva di armamenti, ma nessuno pensa che si possa realizzare in poche settimane. Un problema simile l’Ue lo ha sperimentato con i vaccini anti-Covid, la cui produzione di massa, che ha consentito all’Ue di domare la pandemia, è avvenuta esclusivamente grazie al colosso del Big Pharma made in Usa Pfizer. 

“Faremo tutto il possibile” per aiutare l’Ucraina, spiega un alto funzionario Ue, che però non arriva a dirsi “ottimista” sul fatto che le scorte e gli ordini di munizioni esistenti possano bastare a rifornire l’Ucraina in misura sufficiente ad arrivare al momento in cui l’industria Ue sarà in grado di produrre armamenti in misura sufficiente. Ci sono però anche gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, che sostengono l’Ucraina in maniera cospicua. 

Oltre all’Ucraina, i leader discuteranno della “competitività a lungo termine dell’Ue e dell’ulteriore approfondimento del mercato unico”. Per Michel, “è il momento di sfruttare appieno i nostri punti di forza e affrontare le nostre carenze”. Le conclusioni del Consiglio in materia sono lunghe e riguardano, riassume Michel, “l’esame dei modi per potenziare la capacità di innovazione dell’Ue e rafforzare la nostra Unione dei mercati dei capitali”, per “stimolare gli investimenti per rafforzare la nostra base tecnologica e realizzare le nostre transizioni verde e digitale”. I leader avranno anche un “approfondito scambio di opinioni” sulla politica commerciale, alla luce del contesto geopolitico. 

Per quanto riguarda l’energia, la priorità, scrive Michel, “continua ad essere quella di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento a prezzi accessibili”. I leader discuteranno i modi per “raggiungere questo obiettivo”. Nella bozza delle conclusioni, si invitano la Commissione e gli Stati membri a prepararsi e a predisporre piani di emergenza in vista della “nuova stagione” di riempimento delle scorte di gas, che sarà senza gas russo, o quantomeno con molto meno gas russo rispetto all’anno scorso. Si esortano tutti gli “stakeholder”, i portatori di interesse, a fare “pieno uso” della piattaforma Ue per gli acquisti congiunti di gas “a prezzi sostenibili”. Per quanto riguarda l’Italia, si guarda con soddisfazione al fatto che il passaggio sulla riforma del mercato elettrico è stato reso temporalmente più stringente: si invitano esplicitamente i colegislatori ad avanzare “senza ritardo”, in modo da assicurarne l’approvazione “entro la fine del 2023”.  

E’ prevista anche una discussione sulla politica commerciale, che potrebbe tenersi o nella nottata di oggi di o nella mattinata di domani. L’accordo con il Mercosur, che pone problemi a diversi Paesi tra cui l’Italia, sarà probabilmente uno dei punti focali del dibattito. Non è in agenda, né è stata preparata in Coreper, una discussione sul regolamento in materia delle emissioni degli autoveicoli (ma non è detto che non se ne parli), la cui approvazione finale è stata fermata in Coreper da una minoranza di blocco formata da Italia, Polonia, Bulgaria e Germania. Il Parlamento non ha alcuna intenzione di riaprire il testo, che è stato chiuso in trilogo: il lavoro legislativo è concluso, le difficoltà sono nel Consiglio e devono vedersela loro, è la sostanza del ragionamento che si fa in place du Luxembourg.  

La Germania è l’ago della bilancia e la Commissione, con Frans Timmermans, sta trattando sui carburanti sintetici con Berlino, dove i Liberali dell’Fdp, in difficoltà in una coalizione a trazione sinistra con Spd e Verdi, cercano di incidere su diversi dossier, per recuperare consensi in patria. “Sono dinamiche di politica interna tedesche – conferma una fonte diplomatica Ue – tutti abbiamo una nostra politica interna”. La trattativa, per ora, è solo tra Commissione e Germania, come ha confermato anche l’eurodeputato di Fi Massimiliano Salini. Sui biocarburanti, cari all’Italia, per ora non si registrano aperture. A prescindere da come finirà, il nostro Paese voterà comunque contro il regolamento, come ha detto chiaramente il ministro dello Sviluppo Economico Adolfo Urso, anche per dare “un segnale”.  

E’ molto probabile che questo “segnale” venga ribadito anche dalla premier, forse anche nel Consiglio Europeo di oggi. Ci si aspetta che Giorgia Meloni sottolinei la posizione critica dell’Italia in merito a diversi aspetti del Green Deal che, d’altra parte, è stato concepito sulla base dell’assunzione che i prezzi dell’energia sarebbero andati calando, dopo la fine della pandemia di Covid-19. Così non è stato, perché Vladimir Putin ha attaccato l’Ucraina. 

Dal regolamento sulle emissioni delle auto a quello sulle case green, sono diversi i provvedimenti legislativi che creano difficoltà ad un Paese manifatturiero, i cui cittadini sono molto propensi ad investire negli immobili i propri risparmi. Al di là delle diverse sfumature, che ogni partito politico declina a suo modo, l’Italia non ha mai avuto governi ultra-ecologisti. Lo stesso fondatore dell’Ulivo Romano Prodi si è espresso in termini assai critici nei confronti del regolamento sulle emissioni delle auto, cuore dell’industria meccanica del Nord Italia. Domani, invece, sarà il giorno dell’Eurosummit, a 27, con Christine Lagarde, presidente della Bce, e Paschal Donohoe per l’Eurogruppo, per fare il punto sulla situazione economica e finanziaria. Non dovrebbe essere un Eurosummit rituale: “Affronteremo anche il coordinamento delle nostre politiche di bilancio, scambieremo opinioni sulla governance economica e faremo il punto sull’architettura finanziaria della nostra Unione economica e monetaria”, sintetizza Michel.  

Tra crisi bancarie negli Usa e in Svizzera e riforma del patto di stabilità, gli argomenti di discussione di sicuro non mancano: un alto funzionario Ue spiega che “i leader saranno ansiosi di sentire da Lagarde” spiegazioni su quello che sta accadendo. “Per esperienza, le discussioni con Lagarde e Donohoe sono davvero impegnative”. Si prevedono dunque “domande molto dettagliate su cosa verrà fatto” per evitare l’allargarsi al resto d’Europa delle crisi bancarie esplose negli Usa e poi in Svizzera, con il salvataggio di Credit Suisse ad opera di Ubs, grazie alle casse dello Stato. La discussione tra i leader domani “potrà essere lunga, ma non perché c’è una crisi”. E la presidente Lagarde “è molto brava rispondere a domande dettagliate”.  

Sulla riforma del patto di stabilità, diverse delegazioni vorrebbero una discussione approfondita, dopo le conclusioni dell’Ecofin, ma più fonti sono concordi nell’indicare che la volontà della presidenza è di averla, a livello di leader, solo una volta che sarà sul tavolo la proposta legislativa della Commissione, che fonti dell’Eliseo prevedono arrivi “nella seconda metà di aprile, a priori”, quindi probabilmente prima dell’Eurogruppo-Ecofin informale che si riunirà a Stoccolma ill 28-29 aprile. Una discussione tra i leader senza avere ancora sul tavolo una proposta legislativa, nota una fonte diplomatica Ue, “non darebbe alcun valore aggiunto”. Certo, nulla impedisce che qualche leader sollevi la questione, ma la volontà della presidenza è di evitare una discussione approfondita su un argomento tuttora divisivo. Almeno in questa fase.  

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