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Covid oggi Italia, 38.168 contagi e 345 morti: bollettino ultima settimana

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Sono stati 38.168 i contagi da Coronavirus in Italia nel bollettino settimanale di oggi con i dati Covid dal 20 al 26 gennaio della Protezione Civile e del ministero della Salute. Numeri in calo del 26,5% rispetto alla settimana precedente, quando erano 51.897. Si registrano, inoltre, altri 345 morti in calo del 30,3% rispetto alla settimana precedente quando erano 495. 

Nell’ultima settimana il tasso di positività per Covid in Italia è al 6,3%, con una variazione di 1,3 punti percentuali in meno rispetto alla settimana precedente (quando era al 7,6%). Calano anche i test eseguiti in 7 giorni: il bollettino riporta infatti un totale di 608.732 tamponi, pari all’11,4% in meno rispetto alla settimana precedente in cui erano 687.233.
 

LAZIO – Sono 708 i nuovi contagi da Coronavirus oggi 27 gennaio 2023 nel Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 2 morti nella Regione. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.662 tamponi molecolari e 6.120 antigenici con un tasso di positività al 9%. I ricoverati sono stati 532, 5 in meno di ieri, le terapie intensive occupate sono 22 e 1.129 i guariti da ieri. I casi a Roma città sono a quota 433.Si registra un’ulteriore diminuzione del totale dei casi su base settimanale, -30%. L’incidenza scende a 98 ogni 100 mila abitanti, il valore Rt è stabile a 0.81.Nel dettaglio, questa la situazione nelle ultime 24h. Asl Roma 1: sono 154 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl Roma 2: sono 189 i nuovi casi e 1 decesso. Asl Roma 3: sono 90 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl Roma 4: sono 29 i nuovi casi e 0 i decessi. Asl Roma 5: sono 42 i nuovi casi e 1 decesso. Asl Roma 6: sono 85 i nuovi casi. Nelle province si registrano 119 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 35 i nuovi casi. Asl di Latina: sono 64 i nuovi casi. Asl di Rieti: sono 6 i nuovi casi. Asl di Viterbo: sono 14 i nuovi casi. 

LOMBARDIA – Sono stati 5.341 i contagi da Coronavirus nell’ultima settimana, dal 20 al 26 gennaio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Lombardia, in calo rispetto ai 6.099 della settimana precedente (13-19 gennaio). Negli ultimi 7 giorni ci sono stati 48 morti nella Regione. Il bilancio totale da inizio pandemia è di 45.190 decessi. Nell’ultima settimana monitorata i tamponi sono stati 92.655, per un tasso di positività del 5,8%, in calo rispetto al 6,2% della settimana precedente.  

Negli ospedali, secondo il bollettino regionale aggiornato al 26 gennaio, ci sono 26 ricoverati Covid in terapia intensiva, rispetto ai 25 della settimana precedente, e scendono i ricoverati in area medica, a quota 340, dai 442 del precedente bollettino.  

ABRUZZO – Sono 1.831 (di cui 996 reinfezioni) i nuovi contagi da Covid registrati tra il 21 e il 27 gennaio in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 647.542 (di cui 35462 reinfezioni). Il bilancio dei pazienti morti registra 18 nuovi casi (di età compresa tra 75 e 98 anni, di cui 6 risalenti a periodi precedenti e comunicati solo questa settimana dalle Asl) e sale a 3895.Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità precisando che nel totale dei casi positivi sono compresi anche 632469 dimessi/guariti (+2913 rispetto a venerdì scorso). 

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 11178 (-1100 rispetto a venerdì scorso). Di questi, 111 pazienti (-44 rispetto a venerdì scorso) sono ricoverati in ospedale in area medica; 4 (-4 rispetto a venerdì scorso) in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3666 tamponi molecolari (2573809 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 10116 test antigenici (4777753). 

Del totale dei casi positivi, 130877 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+215 rispetto a venerdì scorso), 186275 in provincia di Chieti (+969), 154433 in provincia di Pescara (+440), 153637 in provincia di Teramo (+226), 13194 fuori regione (invariato) e 9126 (-19) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. 

TOSCANA – Sono 278 i nuovi contagi da covid in Toscana secondo il bollettino di oggi, 27 gennaio. Non si registrano invece nuovi decessi. 46 i nuovi casi confermati con tampone molecolare e gli altri 232 con test rapido. Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.581.670. I nuovi casi sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% (1.965 persone) e raggiungono quota 1.511.736 (95,6% dei casi totali). I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale. 

Al momento in Toscana risultano pertanto 58.466 positivi, -2,8% rispetto a ieri. Di questi 233 (9 in più rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 8 (1 in più) si trovano in terapia intensiva. 

Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 365 tamponi molecolari e 3.104 tamponi antigenici rapidi: di questi l’8% è risultato positivo. Sono invece 457 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: il 60,8% di questi è risultato positivo. Oggi non si registrano nuovi decessi. Restano quindi 11.468 i deceduti dall’inizio dell’epidemia. 

CALABRIA – Sono 142 i nuovi contagi da covid in Calabria secondo il bollettino di oggi, 27 gennaio. Si registrano inoltre altri 3 morti. 1.923 i tamponi effettuati, +301 guariti, sale a 3.294 il totale dei decessi. Il bollettino, inoltre, registra -162 attualmente positivi, -1 ricoveri (per un totale di 130) e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 10).  

BASILICATA – Sono stati 275 i contagi da Coronavirus nella settimana dal 20 al 26 gennaio secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 2 morti nella Regione. Nell’ultima settimana sono stati processati 2.838 tamponi, tra molecolari e antigenici. Il tasso di positività è in calo, 10%, rispetto al 12% della precedente settimana. Nello stesso report sono state registrate 587 guarigioni.  

I ricoverati per Covid-19 sono 28, 21 in meno rispetto alla settimana precedente, di cui nessuno in terapia intensiva. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 8.194. 

 

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Covid, Oms monitora variante Arturo: in India boom di contagi

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(Adnkronos) – XBB.1.16, ricombinante Omicron ribattezzato ‘Arturo’, entra nella lista delle varianti di Sars-CoV-2 sotto monitoraggio (Vum) attenzionate dall’Organizzazione mondiale della sanità, informa l’Oms nell’ultimo aggiornamento settimanale su Covid-19. Al 27 marzo la nuova ‘osservata speciale’ è segnalata in 21 Paesi per un totale di 712 sequenze condivise nella piattaforma internazionale Gisaid, si legge nel report che per l’India – dove Arturo è ritenuta responsabile di un aumento esponenziale dei contagi – indica nell’ultimo mese un boom dei nuovi casi, +437%, con un raddoppio dei decessi (+114%).  

XBB.1.16 diventa dunque una Vum insieme a BQ.1, BA.2.75, CH.1.1, XBB e XBF. L’Oms ha deciso di aggiungerla all’elenco il 22 marzo e la descrive come un ricombinante di BA.2.10.1 e BA.2.75 con tre mutazioni aggiuntive (E180V, F486P e K478R) nella proteina Spike di Sars-CoV-2, rispetto al suo lignaggio ‘madre’ XBB. La mutazione F486P è presente anche su XBB.1.5 o ‘Kraken’, sempre più vicina a diventare dominante a livello globale. Le mutazioni nella posizione 478 della proteina Spike sono state associate a una maggiore fuga immunitaria, quindi a “un calo della neutralizzazione anticorpale”, oltre che a “trasmissibilità e patogenicità” superiori, sottolinea l’Oms. Tuttavia, precisa l’agenzia ginevrina, “finora i rapporti non indicano un aumento delle ospedalizzazioni, dei ricoveri in terapia intensiva o dei decessi dovuti a XBB.1.16. Inoltre, attualmente non sono riportati studi di laboratorio sui marcatori di gravità della malattia per XBB.1.16”. 

Negli ultimi 28 giorni, dal 27 febbraio al 26 marzo – comunica l’Oms – su Gisaid sono state condivise complessivamente 54.922 sequenze virali. Kraken, rilevata ad oggi in 90 Paesi, resta l’unica variante di interesse (Voi) e rappresenta il 45,1% dei casi nella settimana dal 6 al 12 marzo, in crescita rispetto al 35,6% della settimana dal 6 al 12 febbraio. Dal confronto delle sequenze caricate su Gisaid nelle due settimane, tutti le Vum risultano in calo o stabili tranne XBB, passata dal 6,2% al 19,7%. 

COVID NEL MONDO – Continua il calo dei casi e dei morti di Covid segnalati nel mondo. Ma “nonostante questa tendenza generale al ribasso, è importante notare che diversi Paesi hanno recentemente segnalato aumenti significativi dei contagi”, segnala l’Organizzazione mondiale della sanità nel suo ultimo aggiornamento settimanale. Anche il nuovo report indica infatti un boom di contagi tra Mediterraneo orientale e Sudest asiatico dove spicca il ‘caso India’. 

Complessivamente, a livello globale nel periodo dal 27 febbraio al 26 marzo sono stati segnalati oltre 3,6 milioni di casi e oltre 25mila morti, pari a -27% e -39% rispettivamente rispetto ai 28 giorni precedenti. Al 26 marzo, da inizio pandemia sono oltre 761 milioni i contagi confermati e oltre 6,8 milioni i decessi. Ancora una volta l’agenzia ginevrina ribadisce che “le tendenze attuali sono sottostime del numero reale di infezioni e reinfezioni” da Sars-CoV-2, “come mostrano le indagini sulla prevalenza. Questo è in parte dovuto alla riduzione dei test e ai ritardi nella segnalazione in molti Paesi. I dati presentati possono essere incompleti e pertanto dovrebbero essere interpretati con cautela”, avverte l’Oms che nel monitorare le variazioni delle tendenze epidemiologiche effettua ormai i confronti su intervalli di 28 giorni, considerandoli più affidabili per analizzare l’andamento della pandemia. 

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Covid Italia, Iss: Rt in lieve aumento, in calo terapie intensive

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(Adnkronos) – Nel periodo 8 – 21 marzo 2023, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid-19 è stato pari a 0,99 (range 0,93-1,10), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente ma sotto la soglia epidemica. E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale Covid della Cabina di regia Istituto superiore di sanità-ministero della Salute. 

L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero – riferisce il report – è in aumento e appena sopra la soglia epidemica: con un Rt pari a 1,01 (0,96-1,06) al 21 marzo rispetto allo 0,89 (0,84-0,94) al 14 marzo. 

INCIDENZA – Questa settimana in Italia l’incidenza Covid-19 risulta sostanzialmente stabile con 37 casi ogni 100mila abitanti (registrati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo) rispetto ai 38 ogni 100mila abitanti registrati nel periodo 17-23 marzo.  

RICOVERI E TERAPIE INTENSIVE – In Italia il tasso di occupazione dei pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva è in calo allo 0,8% (secondo la rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 30 marzo) rispetto all’1,1% rilevato il 23 marzo. Il tasso di occupazione nei reparti di area medica nazionale si attesta al 4,0% (secondo la rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 30 marzo). 

RISCHIO REGIONI – Questa settimana in Italia sono 5 le Regioni/Province autonome classificate a rischio alto di Covid-19 a causa di molteplici allerte di resilienza, anche se una di queste, risultando non valutabile per mancanza di trasmissione di dati, è equiparata a rischio alto. Otto le Regioni/Pa a rischio moderato e otto quelle a rischio basso.  

 

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Long Covid ed encefaliomelite, una relazione pericolosa

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(Adnkronos) – In un articolo recentemente comparso su “Frontiers in Neuroscience”, un team di ricerca australiano afferma di aver rilevato delle importanti analogie tra Long COVID ed encefalomielite mialgica, o sindrome da stanchezza cronica. Gli esperti hanno sottoposto un campione di 10 pazienti a diversi controlli. Come per l’encefalomielite, i risultati emersi dalle analisi evidenziano un allungamento anomalo del tronco cerebrale, la sezione del cervello al centro di processi inconsci come i cicli di sonno e di veglia. 

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Ucraina, von der Leyen: “Cina lavori per pace giusta”

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(Adnkronos) – ‘No a piani che consolidino annessioni russe’. La Cina, che è un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha la “responsabilità” di lavorare perché in Ucraina si arrivi ad una pace “giusta”, che non significa “consolidare le annessioni” di territori ucraini effettuate dalla Russia. Lo sottolinea la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in un discorso al think tank Epc di Bruxelles, in vista del viaggio che la porterà in Cina la settimana prossima, insieme al presidente francese Emmanuel Macron.  

“Come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – dice la presidente – la Cina ha la responsabilità di salvaguardare i principi e i valori che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite. E la Cina ha la responsabilità di svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere una pace giusta. Ma quella pace – avverte – può essere giusta solo se si basa sul mantenimento della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.  

“L’Ucraina – prosegue – definirà le condizioni di una pace giusta, che richiede il ritiro delle truppe degli invasori. Qualsiasi piano di pace che consolidi le annessioni russe semplicemente non è un piano fattibile. Dobbiamo essere franchi su questo punto. Il modo in cui la Cina continua a interagire con la guerra di Putin sarà un fattore determinante per il futuro delle relazioni Ue-Cina”, sottolinea von der Leyen. 

Il presidente cinese Xi Jinping vede la “debolezza” di Vladimir Putin come un’occasione per “aumentare” la presa della Cina sulla Russia, in un equilibrio di potere che si è “invertito” rispetto al XX secolo, afferma ancora von der Leyen. L’indurimento “molto deliberato” della posizione strategica della Cina, nota, “è stato accompagnato da un aumento di azioni sempre più assertive”. Questo “ci è stato ricordato a Mosca, durante la visita di Stato del presidente Xi. Lungi dall’essere scoraggiato dall’atroce e illegale invasione dell’Ucraina, il presidente Xi mantiene la sua ‘amicizia senza limiti’ con la Russia di Vladimir Putin. Ma c’è stato un cambio di dinamica nel rapporto tra Cina e Russia”.  

“È chiaro dalla visita – prosegue von der Leyen – che la Cina vede la debolezza di Vladimir Putin come un modo per aumentare la sua influenza sulla Russia. Ed è chiaro che l’equilibrio di potere in quel rapporto, che per gran parte del secolo scorso ha favorito la Russia, si è ora invertito. Molto significative sono state le parole di commiato del presidente Xi a Putin sui gradini fuori dal Cremlino, quando ha detto: ‘In questo momento ci sono cambiamenti che non si vedevano da 100 anni. E noi siamo coloro che guidano questi cambiamenti insieme'”.  

Il rapporto tra l’Ue e la Cina “è uno dei più intricati e importanti al mondo. E il modo in cui lo gestiamo sarà determinante per la nostra futura prosperità economica e per la sicurezza nazionale”, ha poi sottolineato in vista del viaggio a Pechino. “In meno di 50 anni – nota la presidente – la Cina è passata dalla povertà diffusa e dall’isolamento economico ad essere la seconda economia più grande del mondo, leader in molte tecnologie d’avanguardia. Dal 1978, la crescita della Cina è stata in media superiore al 9% all’anno e oltre 800 milioni di persone sono uscite dalla povertà. Questo è uno dei più grandi successi dell’ultimo mezzo secolo” di storia, sottolinea. 

Il raggio d’azione della Cina “si estende a tutti i continenti e alle istituzioni globali, e le sue ambizioni sono maggiori. Attraverso la Belt and Road Initiative, è il più grande finanziatore dei Paesi in via di sviluppo. E il suo potere economico, industriale e militare” impedisce di ritenere che “la Cina stessa sia ancora un Paese in via di sviluppo”, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue. 

“Lo abbiamo sentito lo scorso ottobre – continua von der Leyen- quando il presidente Xi Jinping ha detto al Congresso del Partito Comunista che entro il 2049 vuole che la Cina diventi un leader mondiale in ‘forza nazionale e influenza internazionale’. O per dirla in termini più semplici: essenzialmente, vuole che la Cina diventi la nazione più potente del mondo. Date le sue dimensioni e l’influenza globale, è positivo che l’economia cinese abbia finalmente riaperto dopo il Covid-19. Ed è positivo che i nostri cittadini, le nostre imprese e i nostri diplomatici possano avere di nuovo scambi. Perché la comprensione reciproca inizia parlandosi”, continua. 

L’Ue sottolinea quindi “l’importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan. Qualsiasi indebolimento della stabilità regionale in Asia, la regione in più rapida crescita al mondo, incide sulla sicurezza globale, sul libero flusso degli scambi e sui nostri interessi nella regione”. . La Cina, nota, “ha assunto una posizione più assertiva nei confronti del proprio vicinato. L’esibizione di forza militare nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, e al confine con l’India, colpisce direttamente i nostri partner e i loro interessi”, rimarca. 

Le “gravi violazioni dei diritti umani” che si verificano “nello Xinjiang sono motivo di grande preoccupazione, come indicato nel recente rapporto dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani”, ha detto ancora von der Leyen, aggiungendo: “Il modo in cui la Cina rispetta gli obblighi internazionali in materia di diritti umani sarà un altro banco di prova di come, e quanto, possiamo cooperare con la Cina”, continua la presidente. 

La Cina, oltre ad essere maggiormente assertiva sul piano militare, ha anche “intensificato le sue politiche di disinformazione e coercizione economica e commerciale. E’ una politica deliberata, che prende di mira altri Paesi per garantire che si adeguino”, sottolinea quindi von der Leyen nel discorso. “Lo abbiamo visto – prosegue la presidente – quando Pechino ha risposto all’apertura di un ufficio di Taiwan a Vilnius adottando misure di ritorsione contro la Lituania e altre società europee. Lo abbiamo visto con i boicottaggi contro marchi di abbigliamento, che avevano parlato di diritti umani, o con sanzioni contro deputati, funzionari e istituzioni accademiche, per la loro prese di posizione sugli atti della Cina”.  

“Vediamo che gli Stati membri – continua – devono sempre più fare i conti con attività cinesi nelle loro società che non sono tollerabili. E lo abbiamo visto nella regione, per esempio quando la Cina ha limitato molto le esportazioni australiane di orzo e vino, a causa delle domande del suo governo sulle origini del Covid-19. Tutto questo fa parte di un uso deliberato delle dipendenze e della leva economica, per garantire che la Cina ottenga ciò che vuole dai Paesi più piccoli”. 

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Inps, a confronto su legalità e solidarietà fra diritti ed etica

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(Adnkronos) – ‘Legalità e Solidarietà: diritti ed etica per un welfare moderno’: questo il titolo del convegno che si è svolto questo pomeriggio, a Palazzo Wedekind, a Roma, organizzato dall’Inps nell’ambito delle celebrazioni per i suoi 125 anni di vita. La moderazione del convegno è stata affidata al direttore del quotidiano ‘Domani’, Stefano Feltri, che ha aperto i lavori dando la parola al direttore generale dell’Istituto, Vincenzo Caridi, il quale ha iniziato il suo intervento sottolineato come la legalità e la solidarietà siano due valori in simbiosi, due facce della stessa medaglia: “Se la domanda è la spia di un bisogno, la risposta della sfera pubblica diventa il segno di una capacità di tenuta dell’intero sistema, in linea con i principi e le garanzie costituzionali. Capacità di risposta che per i diritti sociali è sicuramente frutto di bilanciamento e convergenza di valori etici oltre che politici nel bene comune, convergenza che si afferma anche attraverso i corrispondenti doveri di solidarietà di cui siamo principalmente responsabili”. 

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha iniziato la sua relazione con un messaggio molto forte, come riporta la nota dell’Inps: “In Italia – ha detto – abbiamo registrato un forte abbassamento della morale e dell’etica. Le mafie, in particolare la Ndrangheta, in questo momento storico non hanno necessità di arricchirsi ma di giustificare la propria ricchezza. La presenza della Ndrangheta nelle grandi città è strutturata: non si tratta di infiltrazioni ma di radicamento, con la gestione di alberghi, pizzerie, ristoranti, latifondi”.  

Ciò non accade solo in Italia ma anche in altri Paesi europei. “Sappiamo – ha proseguito – che alla fine degli anni ’70, col boom edilizio, la Ndrangheta e la Camorra erano già al Nord, anche prendendo il posto di Cosa Nostra nel mondo dell’edilizia. La maggior parte di quelle attività (si pensi all’offerta di smaltimento con ribassi al 40% o all’arruolamento di operai per abbattere i costi delle opere) è in mano alle mafie. Il problema è allora più difficile da risolvere. L’abbassamento della morale e dell’etica ha aumentato la facilità di corruzione: ecco perché le mafie non sparano più, perché ci si ‘mette d’accordo’”.  

A seguire, c’è stato l’intervento del padre francescano Francesco Piloni, come riferisce ancora la nota Inps: “Con semplicità vengo a voi, provando a portare la parola speranza. La solidarietà continua a esserci, è particolarmente viva nel solco del messaggio di Francesco di Assisi. Il Presidente della Repubblica ha definito San Francesco ‘un visionario che plasma la realtà’. La parola solidarietà che simboleggia interezza e completezza, deve essere recuperata con il ritorno a una morale e a un’eticità oggigiorno fragile. La dinamica del male parte da Caino e Abele. Francesco ha chiarissima la dinamica e anche il Papa lo ha ripreso nelle sue encicliche. Alla domanda di Dio, ‘dov’è tuo fratello?’, la risposta di Caino è ‘sono forse io il custode di mio fratello?’. La risposta è sì, siamo noi i custodi. Parlare di solidarietà senza questo approccio vuol dire restare fissi in una vetrina, esposti, a mostrare il meglio di noi restando soli”. 

Dopo il convegno c’è stata una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Maria Teresa Bellucci, viceministro del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuseppe Busia, presidente Anac, Maria Cecilia Guerra, economista, e Danilo Festa, presidente del Collegio dei Sindaci Inps. 

Per il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, “legalità e solidarietà possono ispirare una visione: questi due principi si possono tenere insieme soprattutto tramite l’etica pubblica”. “Negli ultimi anni abbiamo visto come lo Stato sia stato fondamentale nell’offrire una visione di coesione. Abbiamo gestito risorse per assistere 16 milioni di persone durante il Covid: questa è stata una risposta dello Stato, ben diversa rispetto a quanto accaduto nella crisi economica del 2008. In quel frangente è mancata la forza economica del pubblico. Oggi invece, due anni dopo la pandemia, lo sforzo dello Stato ha fatto sì che si sia recuperata in termini di Pil la situazione ante-emergenza”, ha concluso.  

 

 

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Consumi, Ghisleri: “Passato recente porta italiani ad essere più accorti”

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(Adnkronos) – “Rispetto al momento che stiamo vivendo gli italiani hanno un sentimento molto particolare: gli italiani non sono né pessimisti né ottimisti ma sono in attesa di qualcosa che cambi e ovviamente si aspettano qualcosa in senso positivo”. Così Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, a margine del convegno “La filiera dei beni di consumo nell’era dell’incertezza” organizzato da Ibc martedì 28 marzo presso l’Hotel Magna Pars a Milano. 

“Il tema – prosegue Ghisleri – è che tutto ciò che è accaduto nel passato recente, come il Covid e la guerra, porta gli italiani ad essere più accorti. Nella maggior parte dei casi quasi un italiano su due ha deciso di pianificare le proprie spese per farle in una maniera nuova, più intelligente”. 

“Il 36% degli intervistati – conclude la direttrice di Euromedia Research – ha dichiarato che farà delle incursioni per paragonare i prezzi e per trovare un prezzo migliore. Tutte queste sono indicazioni che arrivano dal momento difficile che stiamo vivendo perché poi nella realtà, se andiamo a vedere i dati, alle persone piace darsi libertà e regalarsi un piccolo nuovo sistema di gioco e quindi anche un piccolo lusso ed è così che continuerà il 2023, con alti e bassi in attesa di un cambiamento in positivo”. 

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Papa Francesco ricoverato, “quadro clinico in progressivo miglioramento”

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(Adnkronos) – “Quadro clinico in progressivo miglioramento” per Papa Francesco, ricoverato ieri al Gemelli di Roma per una infezione respiratoria. A quanto apprende l’Adnkronos, il pontefice ha ancora qualche linea di febbre, ma le sue condizioni sono comunque definite buone dai medici che lo stanno curando che si definiscono fiduciosi sulla sua ripresa. 

Bergoglio ha trascorso una notte tranquilla e in queste ore appare sereno. Probabilmente rimarrà in ospedale ancora due o tre giorni. “Papa Francesco ha riposato bene durante la notte. Il quadro clinico è in progressivo miglioramento e prosegue le cure programmate”, fa sapere il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni. “Questa mattina – spiega ancora – dopo aver fatto colazione, ha letto alcuni quotidiani ed ha ripreso il lavoro. Prima del pranzo si è recato nella Cappellina dell’appartamento privato, dove si è raccolto in preghiera ed ha ricevuto l’eucarestia”. 

A quanto appreso ieri dall’Adnkronos, il Pontefice avrebbe accusato problemi respiratori subito dopo l’udienza generale in Piazza San Pietro, mentre si trovava nella sua abitazione di Santa Marta. Immediato l’intervento dello staff che assiste il Papa e il successivo trasferimento in ambulanza al Gemelli dove tra gli altri accertamenti sanitari, apprende ancora l’Adnkronos, è stato sottoposto a una Tac toracica per verificare la situazione dei bronchi che ha dato esito negativo. Escluso anche il Covid. Per il Santo Padre è previsto qualche giorno di ricovero ospedaliero e di riposo. Gli impegni del Papa sono stati annullati per i prossimi giorni affinché i controlli possano proseguire per il tempo necessario. 

Con il Pontefice, a quanto si apprende, si trovavano ieri tra gli altri il professor Andrea Arcangeli, Direttore Sanità ed Igiene del Governatorato del Vaticano e Massimiliano Strappetti, assistente sanitario personale del Pontefice. 

Il precedente ricovero di Francesco al Gemelli risaliva al luglio del 2021 quando era stato operato per una stenosi diverticolare del sigma. Un intervento delicato, in anestesia generale, per il quale il Pontefice era rimasto in ospedale per una settimana. 

Da tempo poi Francesco soffre di una gonalgia, un dolore al ginocchio destro, che negli spostamenti lo costringe all’utilizzo della sedia a rotelle. 

IL TWEET DEL SANTO PADRE: “GRAZIE PER LA VICINANZA” – “Sono toccato dai tanti messaggi ricevuti in queste ore ed esprimo a tutti la mia gratitudine per la vicinanza e la preghiera”, scrive il Papa in un nuovo tweet. 

IL RACCONTO: “PONTEFICE AFFATICATO” – Papa Francesco era già apparso affaticato ad alcuni dei fedeli ammessi al baciamano al termine dell’udienza generale. “Bergoglio – racconta all’Adnkronos Luca Paolorossi, sarto marchigiano da quattro generazioni – era affaticato e provato. E nonostante questo, sulla sedia a rotelle ha continuato a stringere mani ai fedeli ammessi al baciamano. Ad un certo punto – racconta – si è spazientito con un gruppo di suore che si prodigavano eccessivamente nei saluti. Francesco, con quel suo piglio, mi ha dato l’idea di redarguirle. Stamani appariva un po’ provato ma sentire del ricovero in ospedale mi ha toccato particolarmente. Facciamo tutti il tifo per lui e preghiamo per lui”, afferma. 

CHIESA IN PREGHIERA – In preghiera attorno a Bergoglio si stringe tutta la Chiesa. La Presidenza della Cei, a nome dei Vescovi italiani, si legge in una nota, “esprime vicinanza a Papa Francesco, dal pomeriggio di oggi al Policlinico Universitario Agostino Gemelli, assicurando la preghiera corale delle Chiese in Italia. Nell’augurare al Santo Padre una rapida ripresa,la Presidenza affida al Signore i medici e il personale sanitario che, con professionalità e dedizione, si prendono cura di Lui e di tutti i pazienti”. 

MATTARELLA – “Questo è un luogo in cui il disagio viene trasformato in opportunità e la sofferenza viene trasformata in solidarietà. Quindi è il luogo migliore da cui questa mattina inviare gli auguri più intensi e affettuosi a Papa Francesco, con l’augurio di un pieno ristabilimento in salute velocemente”, ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Osimo all’inaugurazione del nuovo centro nazionale della Lega del Filo d’oro’.  

BIDEN PREOCCUPATO – “E’ un caro amico”. Così Joe Biden ha detto di essere preoccupato per Papa Francesco rispondendo, a margine del suo incontro con il presidente argentino, Alberto Fernandez, alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca poco dopo aver appreso la notizia del ricovero del Pontefice. Biden, il secondo presidente cattolico della storia americana dopo il presidente John Kennedy, è tornato a parlare della salute di Papa Francesco, durante il ricevimento alla Casa Bianca per il giorno dell’indipendenza greca, alla presenza di importanti esponenti della chiesa greco ortodossa.  

Durante il discorso, Biden ha detto che le due persone “più vicine a Cristo che io ho incontrato” sono il Pontefice e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo. “E sono amici, il Papa mi ha parlato della loro amicizia”, ha aggiunto il presidente americano. “Ora il Papa è malato – ha concluso Biden – così diciamo una preghiera in più per lui”. 

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Rai, Vigilanza convocata martedì 4 aprile alle 14

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(Adnkronos) – Dopo uno stop ad go di varie settimane la Vigilanza Rai è stata convocata per martedì prossimo, 4 aprile, alle 14. Lo riferiscono fonti parlamentari del centrodestra. Sarà quello di Barbara Floridia il nome del M5S per la presidenza, confermano all’AdnKronos fonti parlamentari, per le quali il nome della capogruppo in Senato metterebbe tutti d’accordo anche se, dicono, il terzo polo potrebbe continuare a spingere per Maria Elena Boschi.  

Dovrebbe quindi sbloccarsi la questione nomine dopo un mese di stallo fatto di reciproci veti e divisioni.  

Lo stallo ha frenato pure un’altra partita, quella per l’elezione dei componenti parlamentari dei Consigli di presidenza della Corte dei Conti, della giustizia amministrativa e tributaria. Insomma, alla maggioranza e all’opposizione non resterebbe altro che prendere tempo.  

In tutto si tratta di oltre 30 caselle da riempire, posti da distribuire, tenendo conto dei delicati equilibri interni alla coalizione. Raggiunto l’accordo sullo schema 8-4-4-2 con Fratelli d’Italia a fare la parte del leone, 4 presidenze per la Lega (che però rivendica per sé pure quella d’inchiesta sulla morte di David Rossi), altrettante a Fi e due ai centristi di ‘Noi moderati’ (la Nato è stata promessa all’Udc di Lorenzo Cesa), manca la griglia dei nomi.  

I boatos confermano che il centrodestra sarebbe intenzionato a tenere fuori dalla ‘spartizione’ interna almeno due commissioni di peso, che quindi potrebbero essere ‘cedute’ all’opposizione: parliamo del Femminicidio e di quella sui casi Orlandi-Gregori. Secondo alcune fonti parlamentari anche la presidenza della Covid, raccontano, potrebbe rientrare nella trattativa come possibile ‘offerta’ alla minoranza. 

Nel dettaglio, il Femminicidio potrebbe spettare al Pd, mentre la bicamerale sui casi Orlandi-Gregori andrebbe ai Cinque stelle, a patto che i pentastellati scelgano un presidente della Vigilanza Rai gradito a via della Scrofa e a Forza Italia. La presidenza della commissione sulla pandemia, invece, potrebbe toccare a Italia Viva, ovvero al Terzo Polo. La guida della David Rossi, riferiscono, continuerebbe a essere contesa dal Carroccio e via della Scrofa.  

 

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Pavanello (Ceo Macron): “Diventare sponsor di un top club? E’ la nostra ambizione”

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(Adnkronos) – “Quello della sponsorizzazione tecnica è sicuramente un mercato in crescita come costi. E’ un media di comunicazione, le aziende le fanno per avere visibilità ed è alternativo ad altri tipi di investimento. Sicuramente oggi è una modalità di investimento su cui le aziende stanno investendo più che in passato ed è uno strumento un po’ più costoso rispetto a 5-10 anni fa. Il mercato non ha subito un drop di costi dovuti al covid ma è rimasto su quei livelli e anzi oggi c’è più competizione ed i costi sono aumentati”. Questo il parere espresso di Gianluca Pavanello Ceo Macron, all’Adnkronos, sul mercato delle sponsorizzazioni sportive, in particolare nel calcio. I grandi club internazionali di calcio sono monopolizzati da 2-3 grandi aziende come Nike, Adidas e Puma.  

“Oggi ci sono una serie di top club, una ventina, che sono ad appannaggio di questi brand e noi in questo momento siamo più presenti in una fascia leggermente inferiore. In Italia avevamo la Lazio e il Napoli, ora abbiamo il Bologna, l’Udinese, la Sampdoria e altri, in Spagna abbiamo la Real Sociedad, terza in classifica, in Francia il Nantes e il Nizza. Club di una fascia inferiore rispetto a top club come Psg, Liverpool, Chelsea e Real Madrid. Se un domani potremmo ambire a sponsorizzare un club tipo il Liverpool? Non lo so, forse si, ma diciamo che oggi la mostra strategia è quella di continuare a crescere un passo alla volta, in modo sano, con grande attenzione ai prodotti, al design e alla qualità. Dove ci porterà questo lo vedremo. Nel rugby siamo il player più importante, con tre nazionali su sei del Sei Nazioni e già oggi abbiamo quel tipo di partnership. Nel calcio ci sono una serie di club monopolizzati soprattutto da Nike e Adidas”.  

“In Italia e non solo siamo su tanti tavoli. Siamo soddisfatti del nostro portafoglio anche perché il calcio è importante ma noi vogliamo essere presenti su tante discipline”, ha aggiunto Pavanello. Ultimo accordo arrivato è quello che legherà nuovamente la famiglia sportiva dilettantistica più grande d’Europa, la Lnd, al partner Macron per la fornitura di materiale tecnico ed accessori. Macron investe molto nel calcio ma è un top brand in altri sport. “Nel rugby abbiamo la nazionale italiana, nel basket abbiamo appena firmato con la Nazionale azzurra. In Italia abbiamo una bella visibilità e ne siamo soddisfatti, poi se dovessero arrivare delle opportunità, le valuteremo, ma oggi siamo focalizzati ad aumentare gli investimenti su altre geografie, anche perché l’azienda comunque fa l’85% del fatturato fuori dall’Italia. Abbiamo più di 90 club professionistici sponsorizzati direttamente da noi, operiamo in oltre 20 mercati vendendo anche ad tante altre società professionistiche e semi”. 

“Il bilancio Macron nel 2022 è stato da record. E’ stato il nostro miglior anno di sempre se parliamo di sport. Anche nel 2020 e 2021 abbiamo fatto due ottimi bilanci ma perché, alla parte sport si è unita una parte di business legata ai dispositivi di protezione individuale, ma al netto di questo progetto di 12 mesi, se parliamo di sport, il 2022 è stato il migliore di sempre, con una crescita molto importante. Nel 2019 eravamo a 113 milioni e abbiamo chiuso il 2022 a più di 170 milioni di euro. Anche dal punto di vista della marginalità è stato un anno molto buono e anche il 2023 è partito in maniera molto veloce”, ha spiegato Gianluca Pavanello Ceo Macron, all’Adnkronos, parlando dello stato di salute dell’azienda di abbigliamento sportivo. 

“Il calcio è la disciplina più praticata, ma per noi ci sono anche altre discipline molto importanti, come rugby e basket e l’ultimo arrivato è il padel, che sentiamo molto nel nostro dna, perché è fortemente contaminato dal calcio per i tanti calciatori che ci si sono dedicati. Ci siamo buttati da quasi due anni in questo mondo, sia con una collezione di abbigliamento che di attrezzi, quindi di racchette. Stiamo iniziando a muovere i primi passi in modo deciso e veloce ed è una disciplina dove vogliamo investire e crescere. Il 2023 anno chiave per il padel? A Roma c’è un boom pazzesco, ma il padel è una realtà ed ha un futuro importante. Abbiamo come testimonial ad oggi Simone Cremona, campione italiano, con cui abbiamo ottima collaborazione e tra le donne abbiamo Tamara Icardo, una delle top 5 e molto giovane, oltre a tante altre discussioni in essere. Nel padel abbiamo strategia di partnership con i circoli sportivi e a Roma abbiamo l’Orange club la cui squadra è campione d’Italia e vestono Macron”, ha aggiunto Pavanello.  

Macron oltre a calcio, rugby, basket, volley e padel si occupa del mondo del running e athleisure, ed è presente nella pallamano, baseball, powerchair sports, football americano, football australiano, cricket, footgolf, frisbee. “Anche sul 2023 siamo molto positivi con una crescita in generale di +25% rispetto al 2022 e promette di essere un anno molto interessante, frutto del tanto lavoro fatto prima e durante la pandemia. Abbiamo sempre continuato ad investire tanto sui prodotti, sul nostro network distributivo e oggi si sono create le condizioni per portare a casa il frutto di questo lavoro. La nostra ambizione è quella di diventare una grande azienda”, ha spiegato Pavanello. 

“Spesso in Italia si è malati di nanismo, spesso le aziende durano poco. Noi siamo un po’ diversi, c’è una chiara separazione tra azionisti e management e abbiamo una governance di azienda grande. La nostra ambizione è di diventare grandi. Come dice il nome ‘Macron’ che deriva dal greco Macro, un suffisso utilizzato per indicare grande. Già nel dna e nel nome c’era di fare una cosa grande e vorremmo realizzare questo desiderio, creare una grande azienda italiana nello sport e nell’abbigliamento sportivo e diventare una realtà tra le più importanti. Nel 2022 abbiamo venduto 11 milioni di pezzi e nel 2023 contiamo di andare oltre i 13 milioni. L’Italia per noi è un mercato importantissimo ma pesa meno del 15%, quindi l’azienda è fortemente proiettata su tanti altri mercati, quello Uk ad esempio è il nostro mercato più importante con oltre il 20%”, ha sottolineato il Ceo di Macron. 

L’azienda Bolognese ha grande attenzione al prodotto e alla sostenibilità. “Macron 4 the Planet? Per noi il tema della sostenibilità è centrale da sempre, e questo è il brand sotto il cui cappello ci sono numerose iniziative che hanno a che fare sia con i tessuti con cui facciamo i prodotti, dal poliestere riciclabile al cotone sostenibile, ma anche molto di più, come avere una sede moderna e autosufficiente dal punto di vista energetico e non solo, o le condizioni di lavoro di chi produce i nostri prodotti, i siti produttivi e tutta la popolazione Macron. L’attenzione all’impatto che abbiamo sul pianeta e la società è molto importante. A Bologna facciamo lo sviluppo e industrializzazione dei prodotti, poi lavoriamo con più di 70 fabbriche nel mondo. Molte in Asia dove c’è anche nostra company. Nelle fabbriche ci siamo e operiamo a 4 mani con le nostre persone e gli ispettori”, ha aggiunto Pavanello che ha poi parlato di Macron Hero.  

“E’ il nostro logo e rappresenta esattamente Macron. Noi siamo un’azienda active, che produce abbigliamento per fare sport, e Macron Hero rappresenta il gesto di esultanza a braccia alzate che si fa quando uno raggiunge il proprio obbiettivo, qualsiasi esso sia. Il logo è lui da sempre anche se ristilizzato. Il nome Macron Hero c’è da 4-5 anni. Piace l’idea che tramite lo sport, la fatica e l’impegno ognuno possa diventare l’eroe di se stesso”, ha concluso il Ceo di Macron. 

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Covid Italia, report: aumentano ricoveri nell’ultima settimana

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(Adnkronos) – Lieve risalita dei ricoveri Covid in Italia: +7,6% nell’ultima settimana. Dopo il calo dell’ultima rilevazione (-9,2%), continua l’andamento altalenante. E’ quanto emerge dalla rilevazione degli ospedali sentinella aderenti alla rete della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) del 28 marzo.  

Nei reparti ordinari – dettaglia il rapporto – si registra una crescita del 4,4% del numero di ricoveri ‘per Covid’, ovvero pazienti con insufficienza respiratoria o polmonite, e del 5,7% dei casi ‘con Covid’, soggetti che sono arrivati in ospedale per la cura di altre patologie, sono positivi al virus ma non hanno sintomi respiratori e polmonari. I pazienti hanno una età media di 76 anni e al 88% sono vaccinati da oltre 6 mesi e soffrono di altre patologie. I numeri restano stabilmente bassi nelle terapie intensive. I soggetti hanno una età media di 69 anni e sono vaccinati da oltre 6 mesi. 

Solo 7 i pazienti sotto i 18 anni ricoverati con infezione da Sars CoV-2 nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali della rete sentinella Fiaso. Nessuno ricoverato in terapia intensiva. 

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