Covid Italia, zona rossa: Lombardia, Lazio e Veneto rischiano


Tanta Italia nella zona rossa che apre le porte a Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Veneto. E poi a Marche e Emilia Romagna. I contagi da coronavirus non si fermano e, in attesa dei dati del monitoraggio sull’epidemia di Covid, spingono diverse regioni verso la zona con regole e divieti più rigidi. Anche la zona arancione sarà affollata. Poca Italia invece resterà in zona gialla con misure più soft e, tra l’altro, bar e ristoranti aperti a pranzo. 

La mappa a colori verrà definita dalle ordinanze del ministro Roberto Speranza sulla base dei dati del monitoraggio sull’epidemia di Coronavirus. Il peggioramento della situazione produrrà un affollamento della zona rossa che già comprende Molise, Campania e Basilicata. Sembra segnato il cammino del Piemonte, con un Rt 1.41 e una situazione critica del sistema ospedaliero secondo l’allarme lanciato due giorni fa dall’ordine dei medici. Dalla zona gialla potrebbe passare in zona rossa il Lazio, con un doppio salto. 

La regione ha un Rt pari a 1.3, superiore alla soglia di 1.25. “La zona rossa è possibile per il superamento del valore di 1.25, anche se l’incidenza è sotto soglia e anche i tassi di occupazione dei posti letto sono entro la soglia di allerta”, ha detto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, chiudendo una giornata caratterizzata da 1800 nuovi contagi e 16 morti, con Roma arrivata a quota 800 casi. I dati spingono verso il rosso anche Friuli, il Veneto (“Siamo sul filo del rasoio” ha detto il governatore Luca Zaia). 

La Lombardia, attualmente in zona arancione scuro, non sarebbe colta di sorpresa dalla retrocessione. “Lo dico chiaramente: ora noi stiamo soffrendo e c’è una tensione ospedaliera importante, con una diffusione più rapida rispetto alle altre ondate”, ha detto il governatore Attilio Fontana. Il bollettino dell’11 marzo ha segnalato 5.849 positivi e 81 morti con l’indice di positività al 9,4%. Particolarmente colpita è la provincia di Milano con 1.394 nuovi casi di cui 563 a Milano città. I numeri potrebbero colorare di rosso anche la Calabria e le province di Bolzano e Trento.  

In zona arancione potrebbero resistere Abruzzo e Toscana, in compagnia di Umbria, Puglia, Valle d’Aosta. Probabilmente arriverà la Liguria. “Si sta per concludere la seconda settimana in cui la Liguria è rimasta in zona gialla, nelle prossime ore attendiamo da Roma la decisione sulla nuova collocazione. Il nostro Rt è salito e oscilla attorno all’1,08, il che dovrebbe riportarci in fascia arancione, anche se l’occupazione dei letti in terapia intensiva e la disponibilità di posti negli ospedali sono sotto controllo”, ha detto il governatore Giovanni Toti. In zona gialla, alla fine, rischia di ritrovarsi solamente la Sicilia. Saranno i dati a chiarire se anche l’altra isola si troverà nella medesima fascia: la Sardegna punta però a rimanere zona bianca. 

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