Covid e zone, Zaia: “Riaperture a gradi, rivedere modello 21 parametri”


“Sulle riaperture ci vuole gradualità”. Se ne è detto convinto oggi il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ricordando che “il decreto prevede fino al 30 aprile solo zone rosse e arancioni, ma, qualora le condizioni epidemiologiche consentissero di reintrodurre altre fasce, c’è la possibilità di farlo”. Zaia ha sottolineato: “Io sono convinto che il modello dei 21 parametri diventi giorno dopo giorno sempre più anacronistico perché costruito in un momento nel quale non esisteva una diagnostica come quella attuale, così come le cure che facciamo oggi, ma soprattutto non esisteva l’effetto del vaccino, che non è irrilevante”. Per Zaia “il modello va rivisto e velocemente perché lo scenario è nuovo. So che ci stanno lavorando, e spero che lo facciano in tempi rapidi”. Comunque, “giovedì prossimo come presidenti di Regione incontreremo il presidente del Consiglio e bisognerà trovare un equilibrio, un mix tra la voglia di riaprire e la valutazione del rischio dell’epidemia. Quindi -ha ribadito – servirà una gradualità nelle riaperture”. 

“Da oggi il Veneto è in arancione, ma non è un gioco a premi, non abbiamo vinto nulla” ha sottolineato il governatore nel corso del punto stampa in cui ha spiegato: “Abbiamo avuto due dati che seppur al limite sono sotto i parametri di zona rossa. Siamo sotto, ma di poco, sull’incidenza e sul’indice Rt, quindi la responsabilità adesso passa nelle mani dei cittadini: vi invito quindi a non trascurare in questa fase l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale”. Perché, ha continuato il presidente della Regione, “abbiamo 315 persone in terapia intensiva: non sono poche, anche se è vero che siamo più performanti nel curarle rispetto al marzo 2020. Ma questo dato non deve essere sottovalutato perché il virus c’è e lo di mostra che troviamo positivi con i tamponi”. “Il mio appello quindi a non abbassare la guardia” ha detto Zaia. 

Anche perché, ha spiegato ancora, “sono convinto che non si è ancora imboccata la via della discesa delle curve: vediamo un’altalena tra cali e riprese dei ricoveri. E abbiamo visto che si è abbassata l’età media che è ora di 54 anni, il target che viene colpito dal virus è cambiato perché abbiamo messo in sicurezza gli over 80, gli ospiti delle Rsa e il settore della sanità”. Così per Zaia non c’è dubbio che “solo i vaccini sono la luce in fondo al tunnel”. 

Quanto agli “anticorpi monoclonali il Veneto è il primo in Italia per somministrazioni: ne abbiamo fatte 152 su 350 totali in Italia. E ne faremo ancora. Però bisogna spiegare che non è una cura per tutti” ha sottolineato. 

© Copyright Sbircia la Notizia Magazine. Riproduzione riservata.

Cerchi altro? Nessun problema!

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
">


Coronavirus Cronaca Ultima ora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.