Covid, Bocca: “ordinanza Speranza è una mazzata per gli alberghi”


Una vera e propria “mazzata” per gli alberghi e più in generale per il turismo. E’ il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca interpellato dall’Adnkronos sull’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, decisa due giorni fa e da oggi operativa (fino al 31 gennaio), che determina ulteriori restrizioni anti covid per i viaggi, dai tamponi alla quarantena a seconda dei luoghi, per chi arriva in Italia e per chi vuole recarsi all’estero, in prossimità delle vacanze di Natale. “Bisogna pensare alle imprese che portano avanti il Paese, – prosegue – non si può dire proibisco tutto e mi metto in salvo: le imprese devono sopravvivere. E allora, noi diciamo: non ti faccio pagare le tasse”.  

A questo punto, prosegue il rappresentante degli albergatori di Confcommercio “visto che non si può tornare indietro noi chiediamo rimborsi per i danni che gli alberghi subiranno, perché un cliente straniero in Italia non ci viene: un turista che viene da destinazioni extra europee tra l’altro, oltre ai tamponi deve fare anche 5 giorni di quarantena. E chi viene dall’Europa, ad esempio dalla Francia, oltre a essere vaccinato deve fare il tampone, mentre in Francia non va fatto”.  

Quanto alle tasse Bocca sottolinea che “oggi scadeva l’Imu da pagare per gli alberghi ma tra hotel che hanno chiuso e non lavorano e chi ha perdite di fatturato importanti (che si possono dimostrare) come si fa a pagare? Quello che chiediamo allora è un aiuto almeno sui costi fissi, sgravi sulle tasse e ristori sulle perdite di fatturato”. Ad aggravare la situazione c’è anche la mancata proroga della cig, l’Imu e gli affitti al 100% da pagare e con una situazione del turismo che mi sembra oggettivamente difficile, tra l’altro, sottolinea Bocca.  

“Se l’Italia è il paese messo meglio in Europa” per la situazione dei contagi da covid e per la campagna vaccinale, osserva ancora il leader degli albergatori “come mai dopo due giorni arriva un’ordinanza che non ha pari negli altri Paesi e che impone le regole più rigide d’Europa?”. Oltre al merito Bocca critica anche il metodo: “si fa un provvedimento che vale da dopo domani. Noi abbiamo i clienti nelle nostre strutture o sono in arrivo e, – aggiunge – come si fa a cambiare in corsa le regole del gioco?”.  

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