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Covid, 23 milioni di italiani in sovrappeso dopo pandemia

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Sono quasi 23 milioni gli italiani, tra adulti e bambini, che a causa della pandemia Covid sono aumentati di peso, rischiando disturbi cardiovascolari, metabolici e malattie come tumori e diabete. Un adulto su 10 è addirittura obeso. Per contribuire ad arginare questa pericolosa situazione, dal 18 al 22 maggio debutterà a Tropea, in Calabria, la prima edizione del Festival dei 5 colori. Un appuntamento dedicato alla sana alimentazione, in cui si alterneranno l’intrattenimento e convegni con importanti opinion leader del mondo medico, perché cibo significa in primo luogo salute.  

La cinque giorni avrà come tema la ‘prevenzione’, che verrà affrontata in tutti i suoi aspetti, con l’obiettivo di sensibilizzare all’importanza di seguire corretti stili di vita. Il Festival è rivolto a tutte le fasce d’età e sarà trasmesso in streaming per raggiungere un più vasto pubblico e avere respiro nazionale. A idearlo è l’associazione Pancrazio, nata da giovani studenti di medicina, farmacia e biologia per realizzare progetti nel campo della salute e del benessere. “È essenziale ricordare l’importanza di prendersi cura di sé a partire dalla tavola”, afferma Francesco Cognetti, presidente della Fondazione ‘Insieme contro il cancro’. “Questa cinque giorni sarà un’occasione di incontro sul tema soprattutto dopo il Covid, che ha modificato negativamente le abitudini quotidiane di gran parte della popolazione. Per esempio, 1,2 milioni di persone hanno iniziato o ripreso a fumare e il 44% dei bambini e il 32% degli adulti è aumentato di peso”, ha aggiunto. 

“Mangiare correttamente – spiega Ciro Indolfi – presidente della Società italiana di cardiologia – combattere la sedentarietà, ridurre il consumo di alcool, non fumare e proteggersi dal sole sono abitudini che è importante seguire per fare prevenzione primaria. Ciò è particolarmente importante perché dal 10 al 30% dei pazienti contagiati dal coronavirus ha una nuova malattia chiamata Pasc che si caratterizza con palpitazioni, dolore al torace, difficoltà respiratorie, tachicardia e intolleranza all’esercizio fisico nei mesi successivi all’infezione. Proprio in questi soggetti, la prevenzione cardiovascolare deve essere aggressiva soprattutto per i pazienti con sintomi gravi o pregresse malattie cardiovascolari”.  

“Le emergenze con le quali ci stiamo confrontando negli ultimi tempi – afferma Giuseppe Ambrosio, direttore generale del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – cioè le emergenze zootecniche, il Covid, le situazioni di guerra, sono destinate ad incidere sugli stili di vita degli italiani. Anche per queste ragioni, comunicare nel modo corretto cosa è bene mangiare e quanto è utile fare movimento è fondamentale. Il Festival sarà l’occasione per fare incontrare cittadini ed esperti e parlare di sana alimentazione a base di prodotti delle nostre tradizioni e della nostra cultura”. 

“Il numero 5 sarà il simbolo ricorrente del Festival – spiega Maria Teresa Carpino, vicepresidente dell’associazione Pancrazio e ideatrice del Festival – Rappresenta i cinque colori del benessere: rosso, verde, bianco, giallo e blu, legati a frutta e verdura, che non possono mancare in una dieta equilibrata. L’idea è nata grazie a ‘Dammi il 5’, un progetto nazionale della durata di tre anni realizzato in collaborazione con la Società italiana di diabetologia (Sid), la Società italiana di cardiologia (Sic) e la Società italiana di pediatria (Sip) e che ha ottenuto il patrocinio del Coni. Abbiamo costruito nelle scuole un percorso di educazione alimentare dinamico che possa coinvolgere direttamente i bambini e le loro famiglie”. 

“In questi anni abbiamo sviluppato diversi progetti sulla prevenzione e ci siamo avvicinati molto alle difficoltà che vivono quotidianamente le persone” conclude Francesco Bugamelli, presidente dell’associazione Pancrazio, ricordando che alla cinque giorni parteciperanno personalità di prestigio nazionali e internazionali come Piero Angela o Walter Willett, professore di Epidemiologia e nutrizione presso la Harvard School of Public Health. Gli incontri più culturali verranno accompagnati da attività ludiche, come partite di calcetto e beach volley, aperitivi, lezioni di ballo, premi. Ci sarà anche la ‘5mila passi’ una camminata fra le bellezze artistiche della città per sensibilizzare sull’importanza di fare movimento per prevenire sovrappeso e obesità. Si approfondiranno le potenzialità dei cibi del futuro e della nutraceutica, si discuterà di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. 

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Tumore alla prostata, scoperto meccanismo che lo favorisce: studio italiano

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(Adnkronos) –
Scoperto un meccanismo molecolare che favorisce lo sviluppo del cancro della prostata e che, se disinnescato, consente di arrestare la crescita delle cellule tumorali. Autori della ricerca – che potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici – sono scienziati dell’università Cattolica Campus di Roma, in collaborazione con l’ateneo capitolino Tor Vergata. Al centro di questo meccanismo ad azione oncogenica, descritto sulla rivista ‘Nature structural & molecular biology’, ci sono due molecole, chiamate Sam68 e XRN2 che si siedono sugli Rna messaggeri (molecole che contengono il codice genetico per la sintesi delle proteine, le stesse usate alla base dei vaccini anti-Covid) e li rendono più efficienti, favorendo così la proliferazione delle cellule prostatiche.  

“Era già noto che i tumori in generale, e in particolare quello della prostata, presentano degli Rna messaggeri con regioni regolatorie più corte, e che questa caratteristica è associata al potenziale proliferativo delle cellule tumorali. Il nostro lavoro descrive un meccanismo molecolare che promuove questo accorciamento degli Rna messaggeri nel tumore della prostata”, spiega in una nota Claudio Sette, ordinario di Anatomia umana alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’università Cattolica, coordinatore della ricerca insieme a Pamela Bielli, associato di Anatomia Umana alla facoltà di Medicina dell’Università di Tor Vergata. Lo studio è stato condotto da Marco Pieraccioli, Dipartimento di Neuroscienze dell’Università Cattolica, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. 

“Poiché è già in uso clinico contro alcune malattie una classe di farmaci detti oligonucleotidi antisenso – dei cerotti genetici che aderiscono agli Rna messaggeri e li disinnescano – ipotizziamo che lo sviluppo di specifici oligonucleotidi anti-senso possa disinnescare questo meccanismo molecolare”, spiega ancora Sette. 

L’utilizzo degli Rna messaggeri è determinato da regioni regolatorie nella parte terminale del filamento: queste regioni sono riconosciute da proteine che ne promuovono la funzione. Il taglio e la terminazione degli Rna possono avvenire in punti diversi della regione regolatoria, e questo processo, chiamato poliadenilazione alternativa, determina la lunghezza dell’Rna ed è regolato da queste proteine.  

“Abbiamo scoperto – continua Sette – che Sam68 e XRN2 legano e reprimono i siti di poliadenilazione più distali, favorendo quindi la produzione di Rna più corti e più efficienti. La prospettiva – conclude – è sviluppare strumenti per bloccare l’attività di queste proteine di legame all’Rna e disinnescare, quindi, questo meccanismo molecolare oncogenico. Infatti, gli oligonucleotidi antisenso sono ormai in uso clinico, per esempio nella terapia per la Atrofia muscolare spinale, quindi questo approccio è fattibile. Naturalmente la strada in questa direzione è ancora lunga”. 

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Pelé in ospedale, come sta: le condizioni

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(Adnkronos) – “I segni vitali sono stabili, è cosciente e senza nuove complicazioni”. Questo quanto ha dichiarato l’ospedale Albert Einstein in un comunicato sulle condizioni di salute di Pelé, tre volte vincitore della Coppa del Mondo, sta anche combattendo il cancro ed è sottoposto a chemioterapia. ‘O Rei’ deve però restare ancora in ospedale per curare un’infezione respiratoria aggravata dal Covid-19. 

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Faelli (Entain Italia): “Sport uno dei pilastri del nostro business con inclusione sociale”

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(Adnkronos) – “Il CSR Award è un progetto che nasce circa due anni fa. Abbiamo iniziato con delle attività legate soprattutto all’emergenza Covid, ma poi ci siamo orientati molto presto su attività di inclusione sociale attraverso lo sport. Il CSR Award è anche la fine e l’inizio di un processo. E’ la fine di un’attività – svolta nel 2022 – di analisi di decine e decine di progetti che sono arrivati sulle nostre scrivanie, dai quali abbiamo selezionati i dieci migliori sparsi in tutta Italia, che cercano di premiare il valore nel tempo di questa inclusione sociale. E’ anche il punto di partenza, perché da qui questi progetti troveranno realizzazione durante il 2023. Sicuramente faremo una seconda edizione del CSR Award nel 2024”. Lo ha detto il ceo di Entain Italia, Andrea Faelli, a margine della premiazione dei vincitori della prima edizione del CSR Award della Fondazione Entain a Roma. 

“Sport e inclusione sociale sono pilastri dello sviluppo della nostra società- aggiunge Faelli- Credo che la restituzione di parte del valore generato dalle aziende, come quella che gestisco, sul territorio e sulla socialità siano fondamentali. Lo sport per noi è un punto nodale del nostro business, ma anche per la crescita sociale e l’inclusione di chi ha difficoltà a entrare in questo mondo per ragioni sociali, economiche o fisiche”, conclude. 

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