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Esteri

Corea del Nord, Sisci: “Test nucleare? Non è improbabile”

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“Mentre l’uso dell’arma nucleare tattica russa in Ucraina mi sembra altamente improbabile, un nuovo esperimento nucleare nordcoreano non è invece così improbabile”. Lo dice all’Adnkronos Francesco Sisci, sinologo e profondo conoscitore delle dinamiche asiatiche, mentre “aumenta la tensione” intorno alla Corea del Nord, che ieri ha lanciato un missile balistico che ha sorvolato il Giappone. L’ultima volta era accaduto nel 2017. Ora crescono i timori che Pyongyang si stia preparando al settimo test nucleare, il primo da cinque anni. Al lancio di ieri Usa e Corea del Sud hanno subito risposto effettuando un’esercitazione con un “bombardamento di precisione”. Oggi, secondo lo Stato Maggiore sudcoreano, Stati Uniti e Corea del Sud hanno lanciato quattro missili Atacms, nell’ambito della seconda esercitazione nell’arco di 24 ore.  

“Si ricrea una situazione imbarazzante” per la Cina, che – osserva Sisci – “non può sostenere questa escalation nordcoreana, ma neanche lasciare la Corea del Nord da sola” perché “questo le scoprirebbe un fianco”. Quindi, prosegue nella sua analisi, “si riproduce uno scenario simile, ma in qualche modo ancora peggiore di quello ucraino” dove la Cina “già si è trovata tra incudine e martello, a non poter abbandonare la Russia, ma nemmeno a poterla sostenere”. 

A chi serve la tensione? “Certamente i nordcoreani sono noti ‘troublemaker'”, ma sono anche “calcolatori del rischio”, ragiona ancora Sisci, secondo il quale “è possibile che abbiano avuto sponda a Mosca” perché con la Russia in una “posizione così’ difficile in Ucraina” questa “nuova difficoltà” nella regione serve a “distrarre”. “Vediamo chiaramente un trend di rapporti” tra Mosca e Pyongyang, osserva anche con un riferimento alle notizie delle forniture di armi dalla Corea del Nord alla Russia, un “trend” che “imbarazza la Cina e le rende la vita difficile”, anche se “è difficile” che Pechino “faccia un’inversione di 360 gradi e abbandoni la Corea del Nord”. 

Tutto in un contesto in cui “c’è senz’altro uno stallo di dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti” e, conclude Sisci, mentre la Cina si trova “intorno a sé un numero crescente di Paesi sempre più ostili e un Paese alleato che forse aiuta più i nemici di se stesso”. Una “posizione veramente molto difficile” per il gigante asiatico, mentre si avvicina il Congresso del Partito comunista cinese e Xi Jinping va verso un terzo mandato da leader. 

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La Russia ha la guerra in casa, nuovo attacco ucraino ad aeroporto – Ascolta

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Ascolta “La Russia ha la guerra in casa, nuovo attacco ucraino ad aeroporto” su Spreaker.
 

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Ucraina Bucha, chiesta in Russia condanna esemplare per Yashin: denunciò abusi

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(Adnkronos) – L’accusa ha chiesto una condanna a nove anni di carcere per l’oppositore russo Ilya Yashin, accusato di aver diffuso informazioni false sulle forze armate, vale a dire, per aver denunciato lo scorso aprile, con un video sul suo canale youtube che ha 1,3 milioni di iscritti, gli abusi commessi nella città ucraina di Bucha. Il procuratore del processo in corso a Mosca ha definito i rapporti dell’Osce e dell’Onu sugli abusi a Bucha come “ostili, prevenuti e di parte”. Yashin, 39 anni, deputato dell’assemblea del distretto moscovita di Krasnoselsky, uno dei pochi oppositori rimasti in Russia, era stato arrestato lo scorso luglio. Il processo a suo carico è iniziato a novembre. La pena massima per il resto di cui è accusato, introdotto dopo l’inizio della guerra, sono dieci anni di carcere.  

 

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La nipote dello Shah: ”Il regime testa compromesso, ma la protesta continua”

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(Adnkronos) – La notizia dell’abolizione della polizia morale in Iran e la creazione di una commissione per valutare se rimuovere l’obbligo di indossare il velo islamico potrebbero essere ”un test” deciso da Teheran per ”vedere la reazione del popolo iraniano”. Un ”passo”, insomma, ”per verificare se i manifestanti si fermano” davanti a questa concessione, ”una proposta di compromesso”, seppur non confermata dal ministero degli Interni. Ma gli iraniani, soprattutto donne ma anche uomini, ”non è questo che vogliono, non stanno lottando e rischiando la vita per questo. Vogliono riappropriarsi delle loro libertà e dei diritti civili regolarmente calpestati”. Ne è convinta Yassmin Pucci, attrice e nipote dell’ultimo Shah, Mohammad Reza Pahlavi, che in un’intervista ad Adnkronos afferma che ”il regime islamico ha capito che ha le ore contate”. 

In Iran, prosegue, ”si sta scrivendo una pagina di storia importante” e i protagonisti sono i ragazzi della ”nuova generazione, cresciuta con un senso di ribellione, la voglia di essere come i loro coetanei del resto del mondo”. Un desiderio che li ha visti ”scendere in piazza a protestare con la consapevolezza che andavano a rischiare la loro vita”. Tutto questo ”è terribile, ma non credo si possa tornare indietro. Fermarsi ora non avrebbe alcun senso”. Neanche davanti alla ”notizia ambigua” dell’abolizione della polizia morale e del velo. ”Credo che il regime voglia sondare il terreno e vedere come gli iraniani potrebbero reagire a determinate concessioni. Ma non credo che possa bastare” e penso invece che ”le proteste continueranno”, aggiunge Pucci. ”Gli iraniani non stanno combattendo per queste due cause, ma per abolire il regime – prosegue – Quello che fa male è che il mondo si è dimostrato sì solidale, ma chi avrebbe potuto fare qualcosa di più concreto non lo ha fatto, forse per interessi economici o politici”. Di qui un appello ad ”aiutare un popolo in difficoltà, un Paese in difficolta”. 

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