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Lavoro

Consulenti lavoro: per welfare aziendale diffusione in crescita e digitalizzazione

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Il dossier di Fondazione Studi in collaborazione con Sodexo Benefits and Rewards Services indaga opportunità e limiti per piccole e medie imprese di uno dei principali trend del mercato del lavoro

Rosario De Luca, presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro.

Diffusione in crescita e digitalizzazione come elemento determinante. Sebbene permangano dubbi sulle politiche da adottare, le pmi italiane, nel biennio passato, hanno puntato di più sul welfare aziendale. Lo afferma il 55,9% dei 2000 consulenti del lavoro intervistati dalla Fondazione studi consulenti del lavoro nell’ambito dell’indagine, pubblicata oggi, dal titolo ‘Il welfare aziendale: diffusione e prospettive nelle pmi’.

Il cambio di paradigma nelle pmi rilevato dalla survey, favorito dalla pandemia e dall’escalation inflazionistica, sembrerebbe ormai consolidato: il 61,1% del campione, infatti, ritiene che nel 2023-2026 il welfare si diffonderà ulteriormente, con particolare riguardo agli strumenti di sostegno diretto alle famiglie (77,4%), all’area salute e assistenza (38,1%), alla conciliazione vita-lavoro (33,5%) e, in quota minore, alla formazione e all’aggiornamento professionale (21,9%) e alla previdenza (18,6%).

A livello territoriale, però, emergono differenze: se al Nord la spinta verso questi strumenti, oltre a essere più netta, sembra abbracciare una gamma più ampia di interventi, perlopiù in tema di salute e assistenza e conciliazione vita-lavoro, al Sud spicca un’attenzione maggiore al tema della formazione. In tutto lo Stivale, traino della crescita saranno soprattutto i vantaggi fiscali previsti dalla normativa (40,2%), ma anche la dinamica inflattiva e le sue ripercussioni sul potere d’acquisto dei salari (40%). Per le pmi italiane, poi, welfare aziendale è sinonimo di buoni pasto: immediati, flessibili e smart. È il 39,8% degli intervistati a definirli “molto diffusi” e il 42,2% “abbastanza diffusi”, con una loro concentrazione soprattutto al Centro e al Sud. Seguono i buoni benzina (40,3%) e quelli multicategoriali (34,6%).

Una tendenza che potrebbe non rallentare: da qui a tre anni, infatti, i buoni benzina cresceranno più di tutti (49,1%). Eppure, permane la preoccupazione che il welfare aziendale possa rappresentare un “costo aggiuntivo” per l’impresa (31,3%), e la scarsa conoscenza degli strumenti a disposizione (24,1%), in particolare al Centro e al Sud, insieme con la “complessità di gestione” (21,1%) rappresentano gli elementi maggiormente percepiti come limitanti per le pmi. A fare la differenza, sotto quest’ultimo profilo, potrebbero essere una maggiore semplificazione, grazie al digitale, di strumenti e processi, oltre alla previsione di incentivi alle aziende che erogano tali prestazioni. Volàno dell’informazione, invece, le piattaforme per l’accesso ai servizi di welfare, ancora “poco” diffuse (55,4%).

I dati dimostrano come la digitalizzazione resti un obiettivo da raggiungere e che sulla diffusione del welfare aziendale nelle pmi potrebbe avere, secondo gli intervistati, un impatto molto positivo, in particolare su questi aspetti: la varietà e la flessibilità dei servizi erogati (52,7%); la gestione amministrativa (52,9%); la soddisfazione dei lavoratori (53,4%); il miglioramento della qualità degli strumenti (54,4%).

“La digitalizzazione dei servizi di welfare è per Sodexo Benefits and Rewards Services a tutti gli effetti una priorità, nonché un driver di investimento fondamentale nella strategia di medio-lungo termine”, afferma Anna Maria Mazzini, chief growth officer di Sodexo Benefits and Rewards Services. “I dati della ricerca confermano la centralità e l’urgenza di lavorare in questa direzione per un miglioramento a 360° del comparto”, prosegue.

“L’indagine mette nero su bianco la funzione essenziale svolta dai professionisti intermediari nell’orientare e assistere le aziende nell’attuazione delle politiche di welfare aziendale. Puntare su questi strumenti è una scelta che ci impone il mercato, con i lavoratori che cercano un miglior work-life balance e i datori più attenti alle esigenze dei dipendenti. È fondamentale, allora, avvalersi di chi conosce questi strumenti, anche grazie al lavoro svolto quotidiano al fianco delle imprese”, commenta Rosario De Luca, presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro.

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Vino, a scuola di dendrochirurgia con i maestri potatori Simonit&Sirch

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Ripartono corsi a ottobre

Vino, a scuola di dendrochirurgia con i maestri potatori Simonit&Sirch

Nella lotta al mal dell’esca, vera e propria condanna per i viticoltori, è un successo la tecnica della dendrochirurgia, sviluppata da Simonit&Sirch Vine Master Pruners, i maestri di potatura richiesti nei vigneti dalle più famose Maison italiane e internazionali. Una vera e propria operazione chirurgica sulle piante della vite, grazie alla quale la carie bianca che ne colonizza la struttura legnosa e ne causa l’infezione viene eliminata con una specifica attrezzatura, mantenendo intatta la qualità delle uve. I risultati che il Team Simonit&Sirch ha raggiunto in 13 anni di lavori e sperimentazioni sono sorprendenti e di grande importanza sia per la qualità dei vini che per il risparmio economico da parte dell’azienda: il 90% delle piante trattate è tornato infatti pienamente produttivo. La dendrochirurgia è, al momento, l’unica tecnica valida per fermare il mal dell’esca ed evitare l’estirpo.

Le prossime edizioni dei corsi che organizzano sono in programma nelle date del 2-5 ottobre e 16-19 ottobre (dal lunedì al giovedì). In totale 4 giornate di cui 3 di formazione, per complessive 5 lezioni pratiche e 1 teorica. Sede dei corsi è l’Accademia Vine Lodge di Capriva del Friuli, dove i corsisti alloggiano e dove si tiene la parte teorica. Teatro delle lezioni pratiche sono invece i vigneti limitrofi del Campus ‘Mario Schiopetto’, tra Cormons e Capriva. Al termine, i partecipanti ricevono un attestato di partecipazione alla Scuola.

I tecnici SIMONIT&SIRCH hanno sottoposto alla dendrochirurgia più di 15.000 piante di 12 varietà (Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sauvignon, Pinot Nero, Riesling, Malvasia Istriana, Sangiovese, Gruener Veltiner, Carmenere, Malbec), in vigneti di 12 regioni italiane e straniere: Collio, Franciacorta, Montalcino, Champagne, Borgogna, Bordeaux, Mendoza, Kamptal, Steiermark, Pfalz, Istria e Maipo in Cile. Analizzando i dati raccolti – e validati anche dall’Università e dall’Inra-Institut National de la Recherche Agronomique di Bordeaux – si evince che la dendrochirurgia rallenta la progressione di sintomi di mortalità delle piante infette e che la qualità delle uve è comparabile con quella di piante sane. Non è lo stesso per le piante infette non operate. In 13 anni di lavori e sperimentazioni, il 90% delle piante trattate è tornato pienamente produttivo.

E porta la firma di Simonit&Sirch proprio l’Accademia Vine Lodge, Country Hotel da poco aperto a Capriva del Friuli, nel cuore della pregiata area vinicola del Collio. Marco Simonit e Pierpaolo Sirch (classe 1966, friulani, soci e amici da una vita) hanno acquisito la struttura da un altro grande dell’enologia friulana, Silvio Jermann, e vi hanno portato il loro stile, creando un luogo d’incontro aperto a tutti, in particolare alla gente di vigna e ai wine lovers, che qui trovano non solo un accogliente hotel dall’atmosfera rilassata e informale, ma possono anche vivere glocal experiences con i Vine Master Pruners.

Accademia Vine Lodge è un posto dove si respira la cultura della vite e del vino. Un luogo ideale dove soggiornare per i wine lovers, per i turisti alla scoperta di queste colline del Friuli Venezia Giulia note a livello internazionale per i loro eccellenti vini, oltre che per coloro che frequentano i corsi della Vine master pruners Academy, che qui ha sede. Del complesso fa parte anche una possente torretta, con le pareti ricoperte da scaffalature dove prenderanno via via posto i vini delle grandi aziende seguite dalla Simonit&Sirch e altri selezionati nei viaggi di lavoro in giro per il mondo: è il luogo deputato alle degustazioni e agli incontri. Per gli ospiti vengono organizzate verticali di vini prestigiosi, collegamenti on line con importanti Maison internazionali abbinate a degustazioni dei loro vini, corsi di cucina con noti chef, pic-nic fra le vigne, visite con degustazioni nelle più rinomate cantine del Collio e dei Colli Orientali o da piccoli produttori agroalimentari di nicchia, esperienze in vigna e con agricoltori della zona e molto altro ancora. All’Accademia Vine Lodge si tengono anche corsi di potatura residenziali di successo per appassionati del verde e della natura e per addetti al lavoro, come appunto quelli di Dendrochirurgia.

“Cercavamo da tempo una struttura – racconta Marco Simonit – che ci rappresentasse, un luogo d’incontro aperto sul mondo, legato al nostro territorio, ma nello stesso tempo attento a recepire le mille contaminazioni e gli innumerevoli stimoli che ci vengono dal nostro lavoro nei vari continenti. Glocal, come è la nostra realtà. Lo abbiamo trovato nella Vinnaeria di Silvio Jermann, che si trova proprio vicino al nostro Campus Mario Schiopetto visitato da persone di tutto il mondo, dove nel corso degli anni abbiamo strutturato il Metodo Simonit&Sirch e che rappresenta ormai a tutti gli effetti una base per chi segue i percorsi di formazione offerti dal nostro gruppo e per coloro che sono interessati al nostro lavoro e possono vederne qui una dimostrazione tangibile”.

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Caffè: da illycaffè Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, 1° da agricoltura rigenerativa

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illycaffè celebra la 'Giornata internazionale del caffè'

Caffè: da illycaffè Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, 1° da agricoltura rigenerativa

illycaffè celebra la ‘Giornata internazionale del caffè’ presentando Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, il primo caffè proveniente da agricoltura rigenerativa e certificato regenagri® realizzato insieme alla Federazione dei produttori del Cerrado Mineiro. illycaffè è da tempo impegnata a mitigare gli effetti del cambiamento climatico lungo tutta la filiera, ad iniziare dalla coltivazione del caffè, per la quale promuove il modello sostenibile dell’agricoltura rigenerativa. Un modello che permette di nutrire in modo corretto le piante rigenerando naturalmente i suoli e diminuendo quindi le emissioni di CO2; non solo, questo nuovo tipo di coltivazione permette un miglioramento della salute dell’ecosistema grazie alla accresciuta biodiversità delle essenze usate in copertura e delle dinamiche del suolo. Nella regione del Cerrado Mineiro, dove l’azienda lavora da oltre trent’anni mano nella mano con i produttori locali, il caffè dell’Arabica Selection Brasile è stato coltivato applicando le migliori pratiche rigenerative certificate regenagri®.

“L’Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro è il frutto della relazione che abbiamo costruito negli anni con i produttori di caffè e con la Federazione dei Produttori del Cerrado Mineiro, con i quali abbiamo condiviso l’urgenza di trovare una soluzione agli effetti del cambio climatico”, commenta Cristina Scocchia, ad di illycaffè. “Consapevoli che questa sfida si può vincere solo unendo le forze abbiamo identificato le migliori tecniche di adattamento, mitigazione e rigenerazione dell’ecosistema, producendo il primo caffè Arabica proveniente per il 100% da agricoltura rigenerativa certificata regenagri®”, spiega ancora.

La riduzione dello sfruttamento delle risorse naturali, la rigenerazione del terreno, la salvaguardia della biodiversità e della produttività futura della terra sono alcuni dei risultati ottenuti dall’applicazione delle pratiche agronomiche rigenerative selezionate da illycaffè. Un modello che sposta il focus dalla pianta al suolo, proponendo le migliori soluzioni naturali per nutrirlo, rinforzarlo e renderlo fertile e resiliente ad attacchi esterni. L’Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, con le sue sfumature di gusto di caramello e frutta secca, è disponibile nei barattoli da 250gr. nelle versioni in grani e macinato e lo si può trovare su illy.com e nei punti vendita diretti illy e in alcune catene selezionate della Grande Distribuzione.

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Professioni, ingegneri: “Approvato documento linee di indirizzo attività della categoria”

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Annunciata la 68esima edizione del Congresso la cui organizzazione sarà a cura degli Ordini di Grosseto e Siena

Professioni, ingegneri:

Ultimo giorno di lavori per il 67° Congresso nazionale degli ingegneri, in corso a Catania. Il presidente del Consiglio nazionale ingegneri, Angelo Domenico Perrini ha commentato l’ultima parte del consesso siciliano. “In chiusura dei lavori di questo 67° Congresso nazionale – ha detto – desidero innanzitutto ringraziare il collega Mauro Scaccianoce e l’Ordine di Catania, oltre alle nostre strutture del Cni e della Fondazione Cni, per l’organizzazione impeccabile che ha accolto ben 1200 ingegneri provenienti da tutta Italia”.

“Ritengo – ha spiegato – che dal dibattito siano emersi i temi attualmente più importanti per la categoria come, ad esempio, l’equo compenso, la rimodulazione dei bonus edilizi, l’iscrizione obbligatoria all’Albo per chi svolge la professione di ingegnere, la riforma del sistema 3+2, la laurea abilitante e così via. Ringrazio, in modo particolare, gli ingegneri delegati che hanno partecipato attivamente ai lavori attraverso il confronto avvenuto all’interno dei focus group e che hanno offerto una serie di spunti fondamentali che entreranno in maniera organica nel nostro programma dell’immediato futuro”.

“Abbiamo registrato – ha detto Mauro Scaccianoce, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania – una straordinaria partecipazione anche durante le sessioni formative e si confronto questo ci inorgoglisce, abbiamo condiviso ‘mete’ trasversali e un bagaglio di aggiornate conoscenze, innescando curiosità e potenziali sviluppi che possono evolvere nell’esercizio della professione di ognuno di noi. Ogni Ordine d’Italia da oggi proseguirà la sfida della formazione con un percorso rigoroso, volto a erogare aggiornamenti di qualità per tutti gli ingegneri, liberi professionisti, dipendenti pubblici e privati. Bisogna adeguare il livello di preparazione, tenendo conto delle innovazioni tecnologiche e delle modifiche normative che corrono sempre più velocemente, badando al far sì che la formazione non si trasformi in un business ma conservi la vocazione a promuovere lo sviluppo delle competenze”.

Le proposte cui fa riferimento il presidente del Cni, elaborate dai 200 delegati che hanno partecipato al focus group, sono state presentate nel corso della mattinata ed hanno preceduto il dibattito sulla mozione finale, costruita a partire dalle linee programmatiche annunciate dal presidente Perrini nel corso della lettura della sua relazione.

I punti più votati emersi dal focus group sono stati nell’ordine: l’iscrizione obbligatoria all’Albo per gli ingegneri della Pa; la modifica del sistema universitario del 3+2; aumentare l’attrattività degli Ordini; sostenere gli Ordini medi e piccoli in tema di gestione, marketing e comunicazione; il passaggio dalla gestione separata dell’Inps a Inarcassa; le lauree abilitanti.

La mozione finale è stata approvata con 1083 voti a favore, 57 contro e 27 astenuti. In chiusura è stata annunciata la 68esima edizione del Congresso la cui organizzazione sarà a cura degli Ordini di Grosseto e Siena.

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Startup, Dafne avvia il crowdfunding con Open Seed su CrowdFundMe

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Fondata da Rodolfo Lironi, Lucia Testa e Giacomo Cattaneo, realizza prodotti per il benessere sessuale in maniera eco-responsabile

Startup, Dafne avvia il crowdfunding con Open Seed su CrowdFundMe

Rodolfo Lironi, Lucia Testa e Giacomo Cattaneo sono loro le menti dietro Dafne, la startup innovativa che realizza prodotti per il benessere sessuale in maniera eco-responsabile, con particolare attenzione a qualità, comunicazione e design. “Siamo tre ex colleghi di Musement. Abbiamo lavorato insieme per diverso tempo e insieme abbiamo avuto l’idea di sviluppare un nuovo brand in un settore in cui c’è spazio, richiesta e grandi margini di crescita”, racconta Rodolfo Lironi, Ceo di Dafne ma anche imprenditore seriale che ha immediatamente intuito le potenzialità del progetto. “Siamo nati senza incubatori o business angel. Abbiamo messo insieme 17mila euro per la costituzione della società e le spese iniziali, abbiamo richiesto un piccolo prestito e siamo partiti. Siamo convinti che un imprenditore serio rischia il proprio denaro prima di andare in giro a chiederne altro” sottolinea.

A differenza dei diversi player presenti sul mercato che operano in modalità ‘dropshipping’, aggiungendo semplicemente il proprio marchio su prodotti già esistenti e realizzati all’estero, Dafne studia tutto da zero. “Puntiamo a portare sul mercato prodotti innovativi e per questo investiamo molto nello studio e sviluppo di prodotti unici, sia dal punto di vista del design che dei materiali”, spiega Lucia Testa, Cmo dell’azienda.

“Quello dei prodotti legati al benessere sessuale è un mercato particolarmente remunerativo. Basti pensare che Dafne ha una marginalità pre-shipping del 75%. Ma con una maggiore possibilità di investimento, siamo in grado di migliorare ulteriormente l’economia di scala abbattendo i costi e affermandoci come un player di riferimento per i consumatori”, aggiunge.

Dafne ha iniziato a generare ricavi fin dal primo giorno del lancio (settembre 2021), con pochissimo budget marketing, sia online che offline: quasi 6.000 prodotti venduti; 40.000 euro di fatturato nel 2022; 60.000 euro di fatturato nel I semestre 2023; clienti in Italia, Spagna, Francia, Belgio e Olanda .

Dopo quasi due anni di lavoro, oggi Dafne è pronta per fare il grande salto. “Abbiamo capito che l’aumento delle vendite è strettamente legato agli investimenti in marketing e comunicazione. Cresciamo ogni anno del 400% e solo con le nostre forze. Per questo crediamo che questo sia il momento giusto per aprire il capitale a nuovi soci che non investiranno in un semplice progetto, ma in una startup solida che fattura e cresce”, afferma Lironi.

Tra i primi a credere in questo business anche Open Seed, che ha selezionato Dafne e deciso di investire proprio nella campagna di crowdfunding appena partita su CrowdFundMe. Ma non solo, ha investito in Dafne anche la più famosa ginecologa del web: Monica Calcagni che con un seguito di oltre 1,5 milioni di followers può dare un grande boost alla crescita dell’azienda garantendo autorevolezza scientifica e qualità dei prodotti. Con questa raccolta di equity crowdfunding, Dafne punta a completare il proprio portfolio portando a 15 i prodotti commercializzati, espandere i propri canali di vendita e costruire un brand di rilievo e conosciuto nel mercato.

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Venezia: su il sipario al Teatro Goldoni con l’evento di riapertura dopo 7 mesi di lavori

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'Effetto Venezia' per festeggiare il ritorno del pubblico in sala e 400 anni di storia

Venezia: su il sipario al Teatro Goldoni con l'evento di riapertura dopo 7 mesi di lavori

Si risolleverà domani, sabato 30 settembre, il sipario del Teatro Goldoni di Venezia, che, dopo essere rimasto chiuso per 7 mesi dallo scorso febbraio per un ampio piano di manutenzioni straordinarie, sarà finalmente restituito al pubblico in un rinnovato splendore. Un evento che coincide anche con i festeggiamenti per i 400 anni del teatro più antico della città. E per suggellare questo importante momento il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale assieme al Comune di Venezia hanno promosso per tutta la settimana un ricco programma di appuntamenti, tra spettacoli, danze, laboratori e visite guidate, che culminerà domani con una serata-evento – a cura di Fabrizio Arcuri, regista che da anni lavora sulle riscritture teatrali – che inaugura in anteprima la nuova stagione veneziana.

‘Effetto Venezia’ è il titolo dello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Veneto per celebrare il ritorno del pubblico in sala: una sequenza di quadri ripercorre i 400 anni del Teatro Goldoni attraverso opere e personalità che hanno contribuito a renderlo celebre. A fare da trait d’union la conduzione di Federica Fresco e Lorenzo Maragoni. Si parte con Carlo Goldoni che sarà il protagonista di due riscritture: Coffe shop di Vitaliano Trevisan, tratto da ‘La bottega del caffè’ con l’interpretazione di Giuseppe Battiston e Roberto Citran, che sarà anche occasione per ricordare l’importante scrittore e drammaturgo veneto recentemente scomparso, e una rivisitazione ad opera di un grande drammaturgo inglese contemporaneo quale Martin Crimp, che riscrive ‘La Pamela’ a partire dallo stesso romanzo che ispirò anche Goldoni, e qui interpretata da Isabella Ferrari e Filippo Nigro.

La Pamela fu messa in scena proprio dalla Duse ed è a lei che è dedicato il secondo omaggio: una grande attrice che frequentò il Goldoni e a ricordarla sarà Sonia Bergamasco, che da qualche anno, sulle tracce di Eleonora Duse, sta conducendo un percorso di scrittura e di raccolta di documentazione che è diventato un libro, un documentario e ora una pièce teatrale. Infine, Claudio Santamaria renderà omaggio a Giorgio Gaber, che del Teatro Goldoni fu il direttore per una ventina d’anni. La serata sarà inoltre impreziosita da una colonna sonora realizzata da Teho Teardo che accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso i secoli a partire da ‘Le quattro stagioni’ di Vivaldi per arrivare ai giorni nostri.

Ma prima dell’evento ‘Effetto Venezia’, per tutta la giornata di sabato 30, a coronamento della settimana, si susseguiranno una serie di appuntamenti in diverse location: la giornata si aprirà la mattina al Goldoni con i laboratori di teatro per bambini e ragazzi con la compagnia Febo Teatro, mentre a Mestre il Museo M9 ospiterà il laboratorio teatrale ‘Il girotondo degli animali’ con Susi Danesin e Isabella Moro e lo spettacolo ‘I musicanti di Brema’ della compagnia Barabao Teatro, inseriti anche nell’ambito della rassegna per i più piccoli ‘Sottocasa. Il teatro nelle città’ finanziata dal Comune di Venezia in collaborazione con Arteven Circuito teatrale regionale del Veneto.

Quindi, alle 17,30, al Fondaco dei Tedeschi, la presentazione del libro di Matteo Strukul ‘Carlo Goldoni e la maledizione di Ircana’ (Newton Compton), il nuovo romanzo firmato dallo scrittore padovano e commissionato dal Teatro Stabile del Veneto per celebrare insieme 400 anni del Teatro e il più grande commediografo della storia.

L’intero programma è pensato come invito a riscoprire gli spazi rinnovati del Teatro, dai foyer alla storica sala, fino alla facciata che già stasera si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per uno spettacolo di danza verticale: ‘LoveBar’, a cura della compagnia Il Posto e di Marco Castelli Small Ensemble, e ispirato a ‘La bottega del caffè’ di Carlo Goldoni. L’intera commedia goldoniana verrà trasformata in una vera e propria partitura fisica, dove le parole delle battute dei diversi personaggi diventano delle azioni danzate, andando così a svelare e mostrare le dinamiche più interne e principali di uno dei testi più famosi del commediografo veneziano mostrato sotto un punto di vista inedito.

Infine, alle 20, l’evento di riapertura al pubblico dopo 7 mesi di lavori. Gli interventi realizzati dall’amministrazione comunale hanno interessato la sostituzione delle poltrone della platea con una versione rivisitata della precedente seduta, caratterizzata da un design moderno, da materiali più resistenti, da un facile sistema di montaggio e da una struttura più comoda e confortevole. Sono stati completati inoltre una serie di interventi necessari ai fini dell’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi, tra cui l’adeguamento degli impianti elettrici, lavorazioni di restauro e manutenzione dei beni immobili e opere di impianti di bonifica e protezione ambientale per un investimento complessivo di 1.750.000 euro stanziato dal Comune di Venezia. La sala, inoltre, è stata dotata di un nuovo impianto audio, ad integrazione di quello esistente, che sarà posizionato e mimetizzato completamente con le strutture del teatro in linea con gli standard internazionali e per consentire la fruizione degli spettacoli ad una platea sempre più ampia.

“Il sindaco Brugnaro e tutta l’amministrazione comunale crede nel teatro e continua ad investire risorse per finanziare non solo le attività ma anche l luoghi in cui esse si realizzano”, ha dichiarato Giorgia Pea, consigliera comunale delegata a ‘Città di Venezia, cultura: attività teatrali e cinema’.

“Incomincia il quinto secolo di questo Teatro – ha commentato Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto – e abbiamo voluto celebrarlo con un ampio programma, che terminerà a febbraio 2024, che ha interessato palcoscenici e piazze di tutto il Veneto. Questo progetto per i 400 anni del Teatro Goldoni rappresenta uno degli interventi più importanti tra quelli fatti dal Cda in carica. Avevamo promesso che avremmo rinnovato la platea affinché il pubblico che entra in sala potesse sentirsi comodo come a casa, perché il Goldoni è la cosa della città, un punto di riferimento per il mondo del teatro veneto, ma che ambisce ad esserlo anche per quello nazionale e internazionale. La riapertura del teatro e la sua restituzione al pubblico è un grande evento civile. E di questo ringrazio il sindaco, con tutta la giunta e il Consiglio del Comune di Venezia”.

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Lavoro, firmato ‘Memorandum di Venezia’ per collaborazione Italia-Marocco su politiche attive

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Sottoscritto da Cifa Italia, Ambasciata del Regno del Marocco, Fondazione Studi Consulenti del lavoro e Fondazione Lavoro Cdl

Lavoro, firmato 'Memorandum di Venezia' per collaborazione Italia-Marocco su politiche attive

Nel contesto offerto dalla Summer School dei consulenti del lavoro, è stato firmato oggi un importante Memorandum tra Cifa Italia, Ambasciata del Regno del Marocco, Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro e Fondazione Lavoro dei Consulenti del lavoro. Il memorandum evidenzia la volontà di promuovere una cooperazione e uno scambio tra l’Europa e il continente africano al fine di costruire una forte area euromediterranea.

Tra i punti peculiari del Memorandum, particolare rilievo ha quello dedicato al mondo del lavoro e dell’occupazione con l’obiettivo di sviluppare un modello di politiche attive che consenta alle imprese italiane e a quelle marocchine di esprimere il proprio fabbisogno di competenze e, al contempo, che renda possibile ai cittadini dei due Paesi, in possesso di competenze, di candidarsi presso l’impresa richiedente. Naturalmente, la formazione professionale e la formazione continua, in questo caso erogati dal fondo interprofessionale Fonarcom, sono due dei pilastri che sostengono il progetto.

Andrea Cafà, presidente dell’associazione datoriale Cifa Italia e di Fonarcom, ha espresso soddisfazione per il promettente inizio: “Abbiamo avviato l’esperienza con il Regno del Marocco perché è uno tra gli stati politicamente più stabili del continente africano, oltre che garante dei due accordi delle Nazioni Unite sulla migrazione regolare. Crediamo fortemente nella costituzione di un’area euromediterranea che dialoghi e costruisca comunità sostenibili e inclusive. Questa progettualità, avviata da soggetti privati che sviluppano servizi di interesse collettivo, è particolarmente idonea a promuovere la sinergia con le istituzioni ed è anche molto efficace nell’alzare i livelli dei servizi stessi destinati a imprese e cittadini. Auspico che il nostro progetto diventi una costola del Piano Mattei voluto dal presidente Meloni, un piano che sta assumendo via via la sua giusta portata europea. Africa ed Europa devono rafforzare il loro dialogo in condizione di assoluta reciprocità e distanti da vecchie logiche predatorie, per puntare alla crescita e alla prosperità dei rispettivi territori”.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’ambasciatore del Regno del Marocco, Youssef Balla: “Attraverso questo memorandum oggi abbiamo avuto l’opportunità, estremamente positiva, di promuovere una riflessione comune sulle migliori pratiche di cooperazione, il che ci consentirà, è il mio auspicio, di sperimentare e, quindi, di avviare un modello economico di sviluppo e di crescita tra le nostre due economie, quella italiana e quella marocchina, di cui potranno beneficiare l’intera Africa e l’Europa”.

Per Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, “il progetto va nella direzione delle attività che possono svolgersi in maniera proficua e che sono collaterali alla gestione del rapporto di lavoro”. “Peraltro, va a completare quel pezzo di mercato del lavoro riferito alla famosa frase ‘Il lavoro c’è, ma mancano i lavoratori’. L’intuizione alla base di questo progetto, non nuova ma lodevolmente riproposta in una norma di legge, e che riguarda i lavoratori fuori quota formati nei paesi d’origine, va osservata con grande attenzione perché consente di acquisire personale specifico magari approfittando anche della formazione finanziata”, ha aggiunto.

Ha messo la sua firma sul Memorandum anche Vincenzo Silvestri, presidente della Fondazione Lavoro.

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Silvestri (Consulenti), ‘Memorandum Italia-Marocco modello per affrontare immigrazione irregolare’

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Progetto porterà a creazione di una piattaforma dove far incontrare le imprese italiane e marocchine e le loro esigenze di personale

Silvestri (Consulenti), ‘Memorandum Italia-Marocco modello per affrontare immigrazione irregolare’

“Credo che progetti di cooperazione sul lavoro come questo siano l’unica strada per affrontare il grande problema dell’immigrazione internazionale irregolare”. Così Vincenzo Silvestri, presidente della fondazione Consulenti per il lavoro, ha spiegato le prerogative del memorandum d’intesa firmato oggi a Venezia tra l’Ambasciata del regno del Marocco e Cifa Italia, Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro e Fondazione Lavoro dei Consulenti del lavoro.

Il protocollo è il primo passo di un progetto che porterà alla creazione di una piattaforma dove far incontrare le imprese italiane e marocchine e le loro esigenze di personale da impiegare, il tutto collegato a un sistema di corsi di formazione erogati nei Paesi d’origine dal fondo interprofessionale Fonarcom.

“Peraltro questo progetto arriva in un momento in cui in occidente, in particolare in Italia, c’è un forte mismatch con da un lato le imprese bisognose di lavoratori specializzati, e dall’altro molti disoccupati, soprattutto giovani: la mobilità internazionale è un enorme bacino che grazie alla cooperazione internazionale può aiutare ad abbattere quel mismatch, una mobilità che però non deve essere fine a se stessa ma orientata sulle competenze necessarie attraverso la formazione”, ha aggiunto.

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Equo compenso, ingegneri: “Ci sia richiamo nel correttivo a Codice contratti”

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Confermata la posizione del Consiglio nazionale ingegneri, ribadita nella sua relazione dal presidente Angelo Domenico Perrini

Equo compenso, ingegneri:

Giornata di conclusioni oggi al 67° Congresso degli Ingegneri in corso a Catania. Tra i temi che alimenteranno il dibattito finale c’è quello dell’equo compenso. Confermata la posizione del Consiglio nazionale ingegneri, ribadita nella sua relazione dal presidente Angelo Domenico Perrini, che ha escluso ritorni al passato pur manifestando disponibilità a migliorare la norma, il Cni ha inteso precisare un aspetto importante, quello relativo al rapporto tra equo compenso e il Codice dei contratti.

“Riteniamo – spiega Sandro Catta, consigliere del Cni – che la norma sull’equo compenso, pur successiva al Codice dei contratti, sia perfettamente in linea con esso. Infatti il Codice privilegia gli affidamenti con offerta economicamente più vantaggiosa che si basino più su aspetti qualitativi che economici, arrivando a sostenere che questi ultimi possano anche non essere considerati tra i criteri di premialità”.

“Tuttavia – avverte – notiamo che alcuni interlocutori si appigliano alla posterità della norma sull’equo compenso, come si evince ad esempio dal comunicato Anac dell’8 agosto 2023, convinti del valore della legge 49/23. Per questo motivo suggeriamo l’introduzione di un espresso richiamo all’equo compenso nel correttivo al Codice che il Governo ed il Parlamento hanno preannunciato”. Nella tarda mattinata è previsto il dibattito sul documento programmatico.

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Sud, Algieri (Confcommercio Calabria): “Zem diventino parte integrante della Zes unica”

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Per il presidente "se le due cose non camminano insieme difficilmente si otterranno risultati concreti a livello di rilancio economico"

Klaus Algieri presidente di Confcommercio Calabria

“Auspico che il presidente della Regione Calabria Occhiuto, insieme agli altri presidenti delle regioni del sud, si facciano portavoce con il ministro Fitto affinché le Zem diventino parte integrante della Zes unica. Se le due cose non camminano insieme difficilmente si otterranno risultati concreti a livello di rilancio economico”. A dirlo il presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri, ricordando che “con l’istituzione della Zes unica siamo in presenza di un cambiamento di paradigma economico che segue un approccio macro territoriale (le 8 regioni del Sud Italia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna) rispetto a quello seguito per la costituzione delle Zone economiche speciali (introdotte nel nostro ordinamento dal Decreto legge 20 giugno 2017 n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017 n. 123) di tipo micro territoriale”.

La Zes unica si differenzia dalle Zes su aspetti di principio e di contenuto. 1) La prima, segue un approccio più specifico finalizzato a favorire gli investimenti aziendali in un territorio molto vasto (il Mezzogiorno). La gestione è maggiormente centralizzata, anche sotto gli aspetti gestionali-organizzativi, con l’istituzione di una cabina di regia Zes insediata presso la Presidenza del Consiglio e una ‘Unità di missione per la Zes’ dipendente direttamente dal Ministro per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il Pnrr. Essa prevede un ‘Piano strategico della Zes’ (durata triennale) che individua (in coerenza con il Pnrr), anche in modo differenziato per le regioni che ne fanno parte, i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo della Zes e le modalità di attuazione. 2) La seconda, segue un approccio più generale di sviluppo di specifici territori, dimensionalmente (alcuni comuni) e numericamente limitati (solo 8 Zes in totale al Sud) con una gestione-organizzazione delle singole Zes autonoma e decentrata sul territorio.

Sotto l’aspetto degli incentivi, la Zes unica si concentra sul credito di imposta e su singoli progetti che abbiano un valore di almeno 200mila euro, scelta che di fatto andrà a penalizzare gli investimenti delle micro imprese. Al contrario, la Zes prevedeva il credito di imposta senza un limite minimo relativo ai singoli progetti e sgravi del 50% sul reddito di impresa. La Zes unica, nonostante i suoi interessanti e indubbi vantaggi, tuttavia non sembra rappresentare uno strumento efficace per la valorizzazione delle zone di montagna e della loro economia.

Il presidente Algieri ricorda poi che da alcune rilevazioni emerge che l’Italia, è il primo Paese dell’Unione europea a 27 per Pil realizzato in province montane (fonte: Eurostat) dove si concentra il 47,8% della popolazione nazionale e il 51,1% delle presenze turistiche totali e il 50,7% delle presenze turistiche straniere e dove si produce il 44,9% del valore aggiunto nazionale. Allo stesso tempo le aree montane da molti anni, in particolare nel Mezzogiorno, sono caratterizzate da elementi di forte criticità come lo spopolamento (in particolare dei giovani) e la delocalizzazione di imprese verso aree di pianura e/o urbane.

Secondo il presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri: “al fine di invertire queste tendenze e rilanciare l’economia della montagna, nell’ambito della Zes unica, sotto forma di integrazione/complementarizzazione e affiancamento del modello Zes si potrebbe introdurre il modello delle Zone economiche montane con ‘fiscalità dedicata’, che abbiano come destinatari i Comuni di montagna e che diano priorità a investimenti (nazionali e esteri) dedicati alla transizione green per tutelare il patrimonio ambientale della montagna pur garantendone lo sviluppo (ad esempio favorendo la filiera del legno, la filiera agro-alimentare, la filiera turistica, etc,) e alla transizione digitale al fine di superare le barriere infrastrutturali e naturali dettate dalla carenza di dotazioni infrastrutturali materiali e immateriali e dalla morfologia del territorio”.

“Le Zem – aggiunge Algieri – non si pongono assolutamente in contrasto con la Zes unica delle Regioni meridionali, anzi la integrano e la rafforzano, trattandosi per l’appunto di uno strumento solo integrativo delle opportunità già previste e complementare alle stesse, volto a favorire quei territori che, rispetto alla generalità delle aree del Mezzogiorno, scontano una condizione naturale di maggior sfavore. La Regione Calabria che a tal proposito, rappresenta un caso emblematico di forte presenza di economia della montagna, secondo i dati della Regione infatti, il 42% circa della superficie della Calabria è montuosa. Qui vive il 24% circa della popolazione distribuita in 205 comuni definiti montani su 404 comuni, con tutte le sue fragilità”.

Secondo Algieri inoltre “si potrebbe pensare alle opportunità di vantaggio già previste dalla Zes unica ed in stretto raccordo con gli organi regionali e nazionali deputati all’attuazione, si potrebbero utilizzare come strumento, per il sostegno economico della misura, gli investimenti territoriali integrati (iti) un nuovo strumento attuativo che consente di riunire le risorse di più assi prioritari di uno o più programmi operativi per la realizzazione di interventi multi-dimensionali e intersettoriali e si caratterizza per la previsione di un regime di gestione ed attuazione integrato”.

A livello nazionale l’accordo di partenariato individua l’iti quale strumento privilegiato per l’attuazione della Strategia per le Aree Interne. Tale strumento consentirebbe di utilizzare le fonti finanziarie previste da più fondi a favore del Mezzogiorno ed in particolare della Regione Calabria (Fesr – Fse – Feasr – Fsc – Pnrr – Pnc – Pon), nell’ottica di realizzare una strategia territoriale di sviluppo integrato che ponga in evidenza la necessità di ridurre gli svantaggi delle popolazioni montane e di favorire il contrasto allo spopolamento di queste aree, fenomeno che registra dati sensibilmente più alti rispetto alle zone di pianura o costiere.

“Lo strumento Iti a favore delle Zem proposto in piena autonomia dalle Regioni nel rispetto della normativa Ue e coordinato con le agevolazioni previste dalla Zes Unica – dice Algieri – costituirebbe quindi un volano di notevole efficacia per lo sviluppo dei territori montani come quelli calabresi e più in generale del Sud Italia, riducendo le condizioni di marginalità delle popolazioni montane e favorendo la crescita di quei territori”.

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Lavoro

Tributaristi, congresso nazionale su temi economico-sociali del Paese

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Si svolgerà a Roma presso la sala meeting 'Adalberto Libera' del The Hive Hotel venerdì 6 ottobre

Tributaristi, congresso nazionale su temi economico-sociali del Paese

Manca solo una settimana al congresso dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), rinviato nel 2022 a causa della pandemia, si tratta del VII Congresso nazionale Int 1997-2023 ‘Professione tributarista’. L’evento suddiviso in due sessioni, la prima dedicata agli interventi degli ospiti istituzionali e ai dibattiti, la seconda alle elezioni della presidenza e del nuovo consiglio nazionale, si svolgerà a Roma presso la sala meeting ‘Adalberto Libera’ del The Hive Hotel venerdì 6 ottobre, sarà trasmesso in streaming sulle pagine social dell’Int, oltre ad essere seguito con video, lanci e interviste da agenzia stampa, tv e radio nazionali e locali. Oltre agli attesi rappresentanti istituzionali di Governo e Parlamento, parteciperanno esponenti delle istituzioni civili e rappresentanti ed esperti di settori economico-sociali.

Due giornalisti condurranno il congresso coordinando i dibattiti e le interviste, nella mattinata Fulvio Giuliani, direttore del quotidiano La Ragione, nel pomeriggio Angelica Bianco, direttore della casa editrice Magi. La kermesse dei tributaristi Int, riservata ai congressisti e agli ospiti, sarà anche un momento di riflessione sulle problematiche economiche e sulla Legge di Bilancio per il 2024, oltre a dedicare un apposito spazio alla Legge delega di riforma fiscale, così come uno sarà dedicato all’analisi dei mutamenti della società dagli anni ’80 ad oggi.

Gli interventi degli esperti saranno su tematiche professionali e sociali: dalle nuove norme sulla figura del consulente tecnico del giudice all’impatto che avrà l’intelligenza artificiale sulle professioni, dalle novità dell’app professionale dei tributaristi Int alle future collaborazioni con vari enti per favorire la formazione e l’attività dei tributaristi.

Saranno evidenziate la professionalità e la competenza del tributarista qualificato Int, professionista ai sensi della Legge 4 del 2013, al quale è stato rilasciato l’attestato di qualità e qualificazione professionale, nei settori tributario, fiscale, amministrativo e aziendale, in ambito pubblico e privato, ai sensi delle vigenti norme in materia e come definito dalla Norma Uni 11511 in conformità al Quadro europeo delle qualifiche Eqf.

“Un appuntamento importante per certificare una volta di più la competenza del tributarista e la crescita dell’Istituto nazionale tributaristi”, dichiara il presidente nazionale uscente Riccardo Alemanno.

“Quella di tributarista – sottolinea – è una professione ormai consolidata e supportata dal nostro ordinamento, cosa che pare non abbiano compreso solo coloro che restano ancorati ad un unico modello professionale, noi operiamo nel rispetto delle norme e delle nostre competenze, rispettando le prerogative delle altre categorie professionali, ma pretendendo al contempo rispetto. Il rispetto di donne e uomini che lavorano e danno lavoro e che contribuiscono alla crescita economica e sociale della Nazione”.

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