Conou, economia circolare pilastro di sostenibilità


“L’economia circolare è e sarà sempre più il pilastro fondamentale di quel ponte fra generazioni che è la sostenibilità. La circolarità è connaturata alla missione stessa del Conou e noi oggi siamo un esempio di economia circolare al 100% realizzata che assicura al nostro Paese un posto di eccellenza in Europa nel recupero e riutilizzo di un rifiuto pericoloso”. Così Riccardo Piunti, vicepresidente del Conou, nel corso del talk dedicato ai temi della transizione ecologica in programma durante la maratona #OnePeopleOnePlanet. 

“In Italia rigeneriamo infatti l’olio usato al 99% contro una media europea pari a circa il 60%, mentre raccogliamo il 47% dell’immesso al consumo (l’altra metà si consuma durante l’uso) contro il 40% dei nostri principali partner comunitari – aggiunge – Centrale nel percorso di transizione ecologica è poi il ruolo delle imprese della nostra filiera, che attraverso l’innovazione, la costante ricerca e l’adeguamento a standard sempre più elevati persegue obiettivi di efficienza e ambientali, con particolare attenzione alle attività di selezione e segregazione qualitativa del rifiuto a monte e di miglioramento qualitativo delle basi rigenerate a valle. Il Conou è oggi una realtà fortemente consapevole dell’impegno assunto per mantenere e, se possibile migliorare, i target di decarbonizzazione posti”.  

Grazie all’attività del Conou, Consorzio Nazionale per gli Oli Minerali usati, e della sua filiera, composta di circa 70 aziende che si occupano della raccolta dell’olio minerale usato e della sua rigenerazione in tutta Italia, delle 191mila tonnellate di olio usato raccolte lo scorso anno la sostanziale totalità è stata avviata a rigenerazione, un processo che ha garantito la produzione di 128 mila tonnellate di nuove basi lubrificanti che sono state restituite a nuova vita e reimmesse sul mercato.  

Per quanto riguarda i benefici ambientali, l’attività del sistema Conou permette di risparmiare ogni anno, rispetto al ciclo di produzione di oli lubrificanti vergini, ben 73mila tonnellate di CO2 e 42 milioni di metri cubi di acqua.  

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