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Cinema, anteprima ‘Chiara’ ad Assisi con Margherita Mazzucco

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Sarà presentato in anteprima ad Assisi l’1 dicembre ‘Chiara’, l’ultimo film di Susanna Nicchiarelli con la giovane Margherita Mazzucco (è stata Lenù nell’Amica geniale). Una sorta di “ritorno a casa”, che riporta nei luoghi originali una figura che dall’Umbria del 1200 continua a parlare ancora oggi al mondo intero. Un simbolo universale, un personaggio chiave della cultura e della fede non solo medievali. 

Per una sera, dunque, il Palazzo del Monte Frumentario di Assisi – nel XIII secolo uno dei primi ospedali del mondo occidentale – diventa una sala cinematografica per ospitare la proiezione e, a seguire, un incontro con la regista e sceneggiatrice Susanna Nicchiarelli, la protagonista del film Margherita Mazzucco e il francescano Marco Guida, tra i massimi studiosi della storia di Santa Chiara. “Sono felice che dopo la Mostra di Venezia il percorso di Chiara riprenda proprio dalla città di Assisi – racconta Susanna Nicchiarelli – Credo sia la cosa più giusta per lo spirito del film”.  

“Oltre a essere la città di Chiara e Francesco, Assisi è un luogo fondamentale anche per la cultura laica, un simbolo di pace e di fratellanza aggiunge la regista – Mi emoziona mostrarlo ai francescani, alcuni di loro lo hanno già visto ed amato, e alle clarisse, che lo vedranno in contemporanea con noi nel loro monastero… sarà una serata sicuramente molto emozionante!”.  

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Zanicchi: “Trio con Vanoni-Berti più difficile di Al Bano-Morandi-Ranieri”

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(Adnkronos) – “Oddio! E’ vero: mi sono dimenticata della Vanoni, della grande Ornella!”. Iva Zanicchi, intervistata dalla AdnKronos, completa in qualche modo la sua battuta, rilasciata a Rtl, in cui accusava benevolmente Amadeus: “Hai invitato Al Bano, Morandi e Ranieri ma manca una donna. Della mia età, ci sono rimasta solo io…”. 

Fra le grandi interpreti della musica leggera italiana – scomparsa Milva e non considerando Mina che da decenni non regala più ai suoi fans interpretazioni dal vivo – sopra gli 80 anni oltre a Iva Zanicchi c’è anche Ornella Vanoni e proprio sulla soglia (li compirà in estate) Orietta Berti, mentre poco al disotto si annoverano fra le altre Patty Pravo, Rita Pavone, Loredana Bertè, nonché Caterina Caselli anche lei non più in attività canora. 

“Va bene, non sono la sola ottantenne – ammette Iva – ma francamente un trio Zanicchi, Vanoni, Berti è molto più difficile da immaginare rispetto al trio Al Bano, Morandi, Ranieri che si esibirà a Sanremo… Ci vorrebbero le bombole d’ossigeno sul palco! – scherza autoironicamente – Tifo per loro, sono amica di tutti e tre e sono curiosissima di ascoltarli: sarà molto bello sentirli e vederli cantare insieme al Festival”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Come sarebbero i Griffin in carne e ossa?

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(Adnkronos) – I Griffin diventano reali, ma è solo un esperimento on line. Grazie all’Intelligenza artificiale, i protagonisti della serie animata comica e irriverente made in Usa sono stati trasformati in attori in carne e ossa digitali. Peter, Lois, Stewe, l’immancabile cane Brian, e gli altri personaggi si muovono in ambienti reali e anche la sigla è stata rieditata sul modello di quelle delle sitcom familiari degli anni Ottanta. L’effetto? Realistico, ma anche grottesco e inquietante, secondo chi ha potuto vederlo. 

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Enrico Rovelli, ‘con Springsteen diventammo proprio amici’

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(Adnkronos) – Enrico Rovelli, storico manager di Vasco Rossi, il primo a portarlo a San Siro, si confida oggi sul quotidiano La Ragione con una serie di aneddoti sui big della musica, anche internazionali, con cui ha avuto la fortuna di lavorare. “Con Bruce Springsteen diventammo proprio amici, è l’artista che mi ha colpito di più in assoluto: una persona rimasta umile e semplice. Con lui feci tutta la tournée dell’87”. E sul Bruce più privato si lascia scappare qualche dettaglio piccante (Bruce all’epoca era sposato con la modella e attrice Julianne Philips): “Ho visto cose che non si possono raccontare. Diciamo che ho trovato qualche mutandina in giro per il camper. Le donne degli artisti sono disposte ad accettare un po’ tutto, mentre quelle che vorrebbero finire a letto con loro sono disposte a tutto. Le dico solo che farsi trovare a letto nude nella camera d’albergo è la base”. 

Rovelli si è occupato di Pino Daniele, Celentano, Renato Zero, Baglioni, Masini, Anna Oxa e tantissimi altri. Ha organizzato i concerti in Italia di Bruce Springsteen, dei Queen, David Bowie, U2 e una lista che sarebbe ancora lunghissima. Non a torto Vasco lo chiamava “il presidente”. Tanti gli incontri fortunati ma un destino anche crudele. La prima volta quando un’overdose stroncò il figlio Billy a soli 29 anni e poi nel 2010 quando l’altro figlio, Davide, ebbe un incidente a 44 anni. Come si sopravvive a tragedie del genere? Provando a contenere tutto questo dolore con l’arte, il suo primo amore, e con il bello. Si chiude proprio domani a Milano la sua mostra “Mille Volti” presso la Galleria Cael a Milano, una serie di opere che raccontano le luci e le ombre che hanno segnato la sua storia. 

Fondatore del primo canale all music in Italia (poi diventato VideoMusic) e di Radio Music 100 (poi Radio Deejay), suoi anche i locali che hanno animato la Milano by night: il Rolling Stone – “quando ho saputo della sua chiusura, ho pianto”- l’Alcatraz, il CIty Square anche se quello che cita più spesso è il Carta Vetrata di Bollate, alle porte del capoluogo lombardo. “Ci veniva anche quel bandito della Comasina, Renato Vallanzasca. Non gli piaceva la musica che facevamo ma io non ho mai avuto problemi con la malavita perché non facevo discoteche normali, noi facevamo rock e loro amavano i nightclub”. 

Siamo a cavallo degli 60/70, la strage di Piazza Fontana gronda sangue ancora fresco e il commissario Luigi Calabresi individua in Rovelli l’uomo giusto per “studiare” il mondo degli anarchici: “Il mio nome in codice era Anna Bolena. Stetti al gioco perché a 20 anni avevo già due figli ma se avessi fatto dei casini ai miei compagni, le assicuro che oggi non sarei qui”, ha dichiarato a La Ragione. L’artista con cui ha collaborato che secondo lui è stato più sottovalutato? “Sicuramente meriterebbe di più Fabrizio Moro. Poi Marco Masini, si è risollevato ma voleva quasi farla finita da quanto soffriva. E Fabio Concato, simpaticissimo per carità, ma lui è uno con la borsetta da impiegato, uno per la famiglia e per fare questo lavoro bisogna annullarsi completamente”. 

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Luxuria: ”Parole Papa sono condanna a paesi che criminalizzano omosessualità”

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(Adnkronos) – Le parole del Papa che ha affermato che ”essere omosessuali non è un crimine” e ha criticato le leggi che criminalizzano l’omosessualità come ”ingiuste” sottolineando che Dio ama tutti i suoi figli ”sono parole molto importanti. Poi certo la strada da fare è ancora lunga”. Così Vladimir Luxuria all’Adnkronos commenta le parole di Papa Francesco rilasciate nel corso di un’intervista con l’Associated Press. ”Il passo avanti rispetto al passato – spiega – è quello di condannare quei paesi che criminalizzano l’omosessualità. Rispetto ad altre grandi religioni monoteiste mi sembra che questo Papa stia facendo di più, basti guardare il Pope russo che dice che bisogna attaccare l’Ucraina perché promuove la libertà gay o quello che accade in tanti paesi musulmani. Nel 2008 il Vaticano – ricorda Luxuria – non volle ratificare la condanna ai paesi che criminalizzavamo l’omosessualità, tanto è vero che all’epoca feci una manifestazione di protesta in cui avevo un cappio al collo per ricordare che ancora oggi ci sono delle Nazioni che condannano l’omosessualità e dove per gli omosessuali è prevista l’impiccagione e comunque la pena di morte”.  

Per Luxuria le parole di Papa Bergoglio “sono di passi avanti nel linguaggio e il linguaggio è molto importante perché aver detto che i Vescovi che non accolgono la comunità Lgbt devono convertirsi, è una frase molto forte. Diversamente da chi ancora crede nelle terapie riparatrici di conversione per gli omosessuali, il più alto rappresentate della chiesa cattolica dice invece che si deve convertire chi non vuole accogliere. Poi certo la strada da fare è ancora lunga – continua – perché si sa che secondo la dottrina cattolica non è un peccato essere omosessuali ma è un peccato praticare l’omosessualità, che è una sorta di invito all’astinenza o peggio ancora alla schizofrenia. Ma almeno questa strada che prima era chiusa è stata imboccata. È vero – conclude Luxuria – il Papa dice che l’omosessualità è un peccato ma dice anche che è un peccato non essere caritatevoli e che è un peccato condannare e criminalizzare l’omosessualità. E questo è molto importante”. 

(di Alisa Toaff)  

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Giorgia Venturini: “Colpita da morte neonato a Roma, fondo associazione per neomamme”

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(Adnkronos) – “Sono rimasta profondamente colpita da quanto accaduto all’ospedale Sandro Pertini. La morte di quel neonato rappresenta una tragedia che mi colpisce direttamente. Da neomamma so quanto è difficile dover affrontare il periodo immediatamente successivo al parto, la fatica e la sofferenza che spesso accompagnano uno dei momenti più belli della vita. Troppe donne sono costrette ad affrontare il post-parto da sole. Se non hanno una famiglia alle spalle è davvero dura, lo so per esperienza personale. E non tutti hanno la possibilità di permettersi personale sanitario privato o cliniche. Per questo mi sento in dovere di fare qualcosa”. Lo dichiara in una nota la conduttrice televisiva e volto noto di Mediaset, Giorgia Venturini, rivolgendo “un appello al ministro della Salute Schillaci e al governo affinché vengano stanziati fondi specifici per il potenziamento dei reparti perinatali e per assumere personale specializzato” e annunciando la creazione di un associazione per l’assistenza alle neo-mamme.  

“La sanità pubblica italiana rappresenta un’eccellenza – aggiunge Venturini – ma purtroppo sconta anche tanti limiti, con carenze economiche e blocco del turn over che impediscono le assunzioni e costringono il personale medico e paramedico a turni massacranti. Per questo serve un intervento forte da parte del governo, magari usando una struttura d’eccellenza, come la scuola per puericultrici di Avezzano (l’unica in Italia): ciò permetterebbe di inserire numerose professionalità specializzate negli ospedali pubblici. Per quanto mi riguarda, quanto accaduto al Pertini ha scosso la mia coscienza e sento di non poter restare inerme. Da personaggio pubblico e volto televisivo ho deciso, insieme a tante altre mamme e papà del mondo dello spettacolo, di mettermi in gioco e di creare una associazione per l’assistenza alle neo-mamme”, conclude la conduttrice. 

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Ruben Rigillo alle prese con ‘Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde’

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(Adnkronos) – E’ sicuramente uno “strano caso” quello che vede coinvolto – o sarebbe più giusto dire ‘coinvolti’ al plurale? – il dottor Jekyll e mister Hyde, personaggi ‘due in uno’ creati dalla fantasia del romanziere scozzese Robert Louis Stevenson, protagonisti del libro di successo con più versioni e adattamenti cinematografici, ‘Lo strano caso del dr. Jekyll e di mr. Hyde’ appunto, ora proposto nella sua riduzione teatrale dal regista Matteo Tarasco, con Ruben Rigillo a vestire i duplici panni del medico virtuoso e benefattore e del ‘lupo mannaro’ assassino. Con lui in scena, fino al 12 febbraio al teatro Ciak di Roma, anche Linda Manganelli, Enrico Ottaviano, Giovanni Carta e Amedeo D’Amico. 

La vicenda, come è noto, si avviluppa attorno allo sdoppiamento di personalità del protagonista e alle sue tragiche conseguenze. “Il rispettabile dottor Jekyll non ha creato il malvagio Mister Hyde, ma l’ha scovato nei più nascosti meandri della propria coscienza”, osserva il regista Matteo Tarasco. “Robert Louis Stevenson ci propone una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos, una riflessione sempre attuale sulla natura umana e sulla seduzione del male”. 

Nelle note di regia si sottolinea come l’autore descriva “un mondo che perde i propri referenti culturali e svilisce i valori etici, un mondo dove l’interesse personale diviene la mozione primaria d’ogni atto, dove trionfa il soddisfacimento sfrenato del desiderio di potere. Bestie umane si agitano sulla scena del mondo borghese. La preminenza degli istinti è nascosta dietro la maschera del quieto vivere. Ma la maledizione del genere umano è che due esseri aggrovigliati in un incongruo legame siano costretti a combattersi nel grembo della medesima coscienza: il bene e il male, come due facce della stessa medaglia, albergano nell’animo di tutti noi e soltanto il libero arbitrio determina gli esiti delle nostre esistenze”. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Sanremo 2023, Fiorello: “Duetti? Domani con Amadeus forse tutti i nomi”

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(Adnkronos) – “Domani a Viva Rai2 ci potrebbe essere l’ennesima anticipazione sanremese”. Lo ha annunciato questa mattina Fiorello, in diretta su Rai Radio2 anche in video sul 202 del digitale terrestre, ospite di Tommaso Labate e Massimo Cervelli. “Nel corso della puntata Amadeus con Gianni Morandi potrebbero darci i nomi, tutti i nomi, dei cantanti impegnati nella serata del venerdì, quella dei duetti. Quindi i 28 cantanti in gara oltre ai 28 ospiti”, ha detto Fiore, “praticamente non ci sarà tempo di fare altro, daremo nomi per tutta la puntata!”. 

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Parla il legale del figlio della Lollobrigida: ”Su Piazzolla pende ancora accusa circonvenzione di incapace”

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(Adnkronos) – ”Finché i beni della signora Lollobrigida sono sotto sequestro preventivo il signor Piazzolla non ne può disporre”. Così l’avvocato Michele Gentiloni Silveri, legale di
Milko e Dimitri Skofic all’Adnkronos poco dopo l’udienza istruttoria in Tribunale che vede imputato per circonvenzione di incapace il factotum della Bersagliera Andrea Piazzolla ”perché ha dato a una casa d’asta d’arte – spiega il legale – una serie di immobili della signora Lollobrigida, mobili che non avrebbe potuto dare perché in attesa di inventario da parte dell’amministrazione di sostegno. Questi immobili secondo la Procura – prosegue Gentiloni – sarebbero stati dati alla casa d’asta all’insaputa della signora Lollobrigida”. Sull’udienza di oggi il legale racconta: ”Il Pm ha prodotto al Giudice quanto dichiarò la signora Lollobrigida, che fu interrogata prima della sua morte. Paradossalmente la difesa di Piazzola si è opposta alla produzione del documento ma il Giudice ha respinto l’opposizione e ha preso queste dichiarazioni e il processo è stato rinviato a giugno ed inizierà con i testi della difesa”.  

”Oggi l’udienza era destinata a sentire la signora Lollobrigida che sfortunatamente è deceduta – racconta ancora il legale del figlio della Bersagliera – quindi il Pm ha consegnato al Giudice quanto aveva già raccolto durante le indagini preliminari. Dal nostro punto di vista le dichiarazioni della Lollobrigida sono fondamentali perché durante l’interrogatorio lei disse: ‘Ma per carità, io non volevo dare niente alla casa d’aste mi era stato detto che questi immobili erano stati messi in un magazzino per fare dei lavori e che sarebbero tornati”’. Per quanto riguarda il testamento dell’attrice il legale non vuole sbilanciarsi: ”E’ una questione di diritto civile. La famiglia per ora non vuole rilasciare dichiarazioni fino a dopo il processo che chiarirà la situazione”. Secondo la tesi accusatoria, spiega Gentiloni: ”Piazzola ha isolato la signora Lollobrigida dalla cerchia degli affetti per poi poi fargli fare delle azioni pregiudizievoli, se questo dovesse risultare vero e Piazzolla dovesse essere condannato – conclude il legale – dovrebbero risarcire una rilevante somma”. 

(di Alisa Toaff) 

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Paris Hilton è diventata mamma, è nato il suo primo figlio

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(Adnkronos) – L’ereditiera e una delle prime influencer Paris Hilton ha annunciato di essere diventata mamma per la prima volta. Hilton, 41 anni, ha avuto il bimbo da maternità surrogata con il marito Carter Reum. La notizia è arrivata con una foto su Instragram, in cui tiene la mano del neonato e il commento “sei già amato oltre le parole”. 

Nessuna informazione invece su quando sia avvenuta la nascita e su come si chiami il piccolo. La star dei reality, erede dell’impero degli omonimi hotel, e Carter Reum, anche lui 41enne, si sono sposati poco più di un anno fa e da subito hanno pensato come allargare la famiglia. 

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Sanremo 2023, Ariete: “Cantare con l’orchestra un impatto assurdo”

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(Adnkronos) – “Con l’orchestra l’impatto è stato assurdo, incredibile. I l brano prende tutt’altra veste. Mi è preso un coccolone. Ieri ho fatto la prima prova all’Ariston, è stato bellissimo. Non vedo l’ora che sia il 7 febbraio. Tutti mi hanno detto: ‘un secondo prima ti sentirai male’. Ma per ora io sono tanto tanto carica”. Ariete, all’anagrafe Arianna Del Giaccio classe 2022, considerata una delle figure di spicco del nuovo cantautorato indie, esordisce in gara a Sanremo con la ballad ‘Mare di guai’ in cui racconta la rottura di una relazione tra donne (“tu eri più bella di me e adesso che il letto è vuoto e la casa in silenzio ho paura a dormire”) non trattiene l’entusiasmo della prima volta e non nasconde la riconoscenza per l’impronta data da Amadeus al festival. “Credo che Amadeus abbia dato una svolta molto importante al festival: ha capito come gira la musica di adesso ma non ha diseredato la musica che c’era prima. Così a Sanremo ci posso essere io, ma anche Gianluca grignani, Anna Oxa ma anche Tananai. Ed è bello così”, sottolinea.  

Di ‘Mare di guai’ dice: “È una canzone molto molto mia. Io mi trovo bene a raccontare la mia vita e le cose che mi succedono. E quando sono giù scrivo di più. Parlo di scene di vita quotidiana, per arrivare a un mare gigante di guai, parlo di casa mia vuota, per arrivare al mare di guai in cui mi perdo. È una canzone su una rottura, ma molto più introspettiva. Racconto come supero una rottura più che un cambiamento”. Il brano, scritto con Calcutta e Dardust, “è partito da una strofa e un ritornello che avevo scritto”. “Ma la seconda strofa e la svolta melodica l’abbiamo trovata lavorando con Calcutta, che stimo moltissimo, è uno dei miei artisti preferiti. E scrivere insieme è stato un mega onore”.  

Parlando del rapporto con Sanremo, ammette di conoscere il Festival soprattutto grazie allo zio, “mega fan di Sanremo, che prende una settimana di ferie per poterlo seguire tutto: potete immaginare la sua reazione quando sono entrata nel cast”. “In passato, non ho guardato tantissimo Sanremo, anche se ricordo alcuni momenti, come la performance di Nek su ‘Se Telefonando’ nella serata delle cover. Però negli ultimi anni, con lo spazio dato da Amadeus agli artisti della mia generazione ho cominciato a seguirlo”.  

Sull’emozione e le aspettative che accompagnano questo esordio aggiunge: “Le cose non capitano per forza. Ma devi essere preparato. Se ci vai con il piede sbagliato, fai prima a non andarci. Credo che alla base del mio lavoro ci debba essere la curiosità e la voglia di mettersi in gioco. E comunque sto studiando moltissimo, mi sto preparando tantissimo a livello tecnico per salire su quel palco”, sottolinea. 

Dei colleghi che troverà in gara a Sanremo (“tutti grandi nomi, per me è un onore gigante”) si dice “molto curiosa di ascoltare la canzone di Marco Mengoni, che immagino sia una bella canzone, quella di Rosa Chemical, che conosco bene e potrebbe essere una bella sorpresa, e poi anche Gianmaria e assolutamente Madame. Ma soprattutto non vedo l’ora di cantare la mia”, conclude.  

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