Cinema, a Venezia la biografia di Francesca Bertini ‘L’Ultima diva’


Sarà presentato, il 2 settembre, all’Hotel Excelsior di Venezia, nell’ambito del Festival del Cinema, L’ultima Diva (Fazi editore), un inedito ritratto della diva del cinema muto Francesca Bertini, firmato da Flaminia Marinaro. Dialogheranno con l’autrice Maite Bulgari e Piero Maccarinelli, Guido Barlozzetti, le letture a cura di Carolina Zaccarini.  

“Francesca Bertini fu una di quei miti, ora quasi dimenticata dal grande pubblico. I suoi spettatori non ci sono più – ha raccontato l’autrice- Questo libro, ripercorrendo la sua vita proprio con l’intensità e la brevità di un film muto, si propone di far conoscere una stella che cambiò la storia del cinema nei primi anni del Novecento. Un’artista, una donna a suo modo moderna e rivoluzionaria, forte e volitiva. Dall’infanzia al teatro, dalle prime pellicole all’amicizia con Salvatore Di Giacomo – ha ricordato Flaminia Marinaro- ai suoi amori e alle sue stravaganze. Per emozionare i lettori di oggi con una storia di ieri”.  

Il libro è il racconto della sua vita, gli anni dell’adolescenza a Napoli, Eduardo Scarpetta, il palcoscenico, il cinema, l’amore, la guerra. I grandi incontri, come quelli con Salvatore Di Giacomo, Guglielmo Marconi, Colette. “La narrazione prende le mosse nel 1907 quando Francesca, ancora Elena Saracini, a Napoli con i genitori, conosce Maria Scarpetta, figlia del grande Eduardo – ha ricordato ancora l’autrice – E’ la svolta e la sua vita è destinata a cambiare”.  

Ogni capitolo, introdotto da una curiosità storica, indica momenti precisi della vita della protagonista che dal teatro viene proiettata verso la nuova arte del cinematografo. Gli incontri con i produttori, le rivalità con le altre attrici, gli amori travolgenti e le passioni devastanti fino all’incontro con quello che diventerà suo marito e che segnerà anche il ritiro dalle scene. Diva del cinema muto, Francesca Bertini (il termine nasce proprio con lei), ma anche stella incandescente che il grande schermo portò all’apice della fama, per poi sprofondare inesorabilmente, con il sonoro, nell’oblio. 

“Non mancano i quadri familiari – ha proseguito Flaminia Marinaro – la presenza di sua madre e poi quella di Rosina, la fidata governante, fondamentale nella sua vita e nella narrazione. Sullo sfondo l’Italia giolittiana della Belle Epoque, le atmosfere brillanti e sofferte di un periodo carico di ideali. Molti i temi affrontati attraverso la sua psicologia, la gelosia, la competizione, la maternità scissa, il tradimento, la solitudine”.  

La parte storica e quella filmografia sono frutto di una ricerca precisa, fondata anche su racconti e ricordi personali (la grande diva era un’amica di famiglia dell’autrice e Flaminia Marinaro ha avuto la possibilità di accedere a materiali inediti e sconosciuti, ma soprattutto di incontrare e intervistare personaggi del mondo dello spettacolo, e non solo, che l’hanno conosciuta e frequentata), il romanzo prende, però, il sopravvento nella ricostruzione della quotidianità. Da Napoli a Roma, Parigi, Venezia, Madrid, con lo sfondo di un’epoca in continua mutazione, la Belle Epoque, la Grande Guerra, fino ai giorni nostri. La crescita personale di una donna che ha cambiato la Storia del cinema.  

 

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