Celotto: “Voto elettronico? Non è strada percorribile, segretezza non garantita”


Il voto elettronico non convince tutti i costituzionalisti. A sollevare dubbi è Alfonso Celotto, ordinario di Diritto costituzionale all’università Roma 3. “Ieri siamo stati tutti sorpresi di finire in una cabina con un pezzo di carta come fossimo stati nel 1946, invece di poter votare dal telefonino. Ma il vero problema del voto elettronico è la non segretezza, sancita nell’articolo 48 della Costituzione – osserva – Perché se posso votare da casa con il mio cellulare come faccio a negare a mia moglie di controllare per chi sto votando? O ancor peggio a qualcuno che vuole comprarsi il voto? Quello è il vero ostacolo insormontabile, che invece la cabina elettorale ci garantisce”.  

“Votare dal telefonino – spiega all’Adnkronos – sarebbe la cosa più comoda. Ma non è una strada percorribile, perché non garantisce la segretezza. Altra cosa è invece la raccolta elettronica di firme per il referendum, che è stato possibile attuare perché non serviva la segretezza, come non occorre nel bonifico. Ma è necessaria per il voto che deve essere libero, personale e segreto”.  

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