Casoli (Aidaf), ‘fase complessa, tuttavia tra imprese c’è grande positività’


“Quando a Francesco Casoli proprietario di Elica spa (leader mondiale nella produzione di cappe d’aspirazione con ricavi per 541 mln di euro nel 2021, +19,6% e quotata al segmento Star di Borsa Italiana) e presidente di Aidaf, l’associazione che raggruppa le piccole e grandi aziende familiari che da sole fanno il 16% del pil italiano, si chiede lo stato d’animo che aleggia tra le imprese, la sua risposta è laconica: ‘è una tragedia, una valle di lacrime!. E’ sufficiente uno scambio di battute per comprendere che si tratti di una boutade, più che di una reale convinzione”. E’ quanto si legge in una nota.  

“La fase – spiega Casoli ai microfoni del quotidiano La Ragione – è complessa ma ne abbiamo già vissute tante in passato. La crisi del 2008 non è stata meno difficile. Tuttavia c’è grande positività, tanto che nella tre giorni di Aidaf che si è appena conclusa a Napoli abbiamo già discusso degli obiettivi da qui ai prossimi 10 anni”. 

Il suo ruolo, del resto, implica anche il difficile compito di tenere alto il morale degli associati e di motivare quelle persone “che la sera vanno a letto pensando a cosa inventarsi per guadagnare una piccola quota di mercato”. Parole sue, degne di un vero coach. “Vede, noi italiani abbiamo un grande vantaggio rispetto agli stranieri: la fantasia. Altrimenti non si spiega come mai il nostro paese che pure non ha materie prime né flussi energetici interni si confermi tra quelli più industrializzati al mondo”.  

“E’ importante fare pressioni sull’Europa perché viaggi spedita su due fronti: un tetto al prezzo del gas e il disaccoppiamento dell’energia, un aspetto di cui prima di oggi non ci eravamo nemmeno resi conto”, continua Casoli. In parole povere, il costo dell’energia prodotta da fonti diverse dal gas non dovrebbe dipendere così strettamente da quest’ultimo. Anche quando gli facciamo notare che i 200 miliardi stanziati dalla Germania remano in direzione contraria, Casoli mantiene il suo positivismo: “I titoli dei giornali fanno pensare questo ma il loro PIL ha una magnitudo diversa se paragonato al nostro – precisa – anche noi abbiamo fatto dei decreti ad hoc per aiutare le imprese”.  

Decisivo dunque il sostegno dello stato “che dovrà cercare di tagliare il cuneo fiscale, alleggerendo le aziende ma soprattutto i lavoratori”, come altrettanto importante, in questo lasso di tempo, sarà il ruolo degli istituti finanziari. Su questo il Cavalier Casoli non ha dubbi: “Perchè io le banche un po’ le conosco! Non sono entità dure ma persone che ragionano, anche a lungo termine”. Ad ascoltarlo, si ha la sensazione che questa crisi debba essere vissuta quasi come un’opportunità più che come una reale difficoltà. 

Proprio come ha fatto la sua azienda lo scorso anno, riuscendo ad assorbire “in silenzio” un aumento del costo delle materie prime di 40 milioni di euro solo grazie all’efficientamento dei vari processi di produzione.  

“Come se dietro ogni sfida – spiega – ci fosse sempre un’opportunità da cavalcare. Ne ho viste tante nella mia vita. Mio padre è morto quando avevo 16 anni, subito dopo ho lasciato la scuola e sono entrato in azienda. Ho visto il ‘78, quando Yamani ci salvò dalla primi crisi petrolifera; ho assistito alla fine della guerra del Vietnam, quindi la crisi del 2008. Su alcuni accadimenti non possiamo incidere in nessun modo ma su una cosa possiamo lavorare: la voglia di resistere e di rimanere sempre all’attacco, proponendo idee, prodotti e servizi alternativi. I costi stanno salendo, c’è il problema dell’inflazione cominciata già con il Covid ma questo, per lui, è il momento di accelerare”. 

“Viene alla mente – sottolinea – quel film dal titolo ‘Chi si ferma è perduto’, con Totò e Peppino impiegati presso la ditta di trasporti Pasquetti della filiale di Napoli, città che ha appena ospitato il convegno di Aidaf. Ed ecco che allora tutto torna”.  

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