Caridi (Inps): “Per innovare l’organizzazione guardare a valore e benessere di lavoratori e utenti’


“Per innovare è necessario passare da un’organizzazione intesa come macchina, composta da strutture a silos, ad una logica organizzativa per progetti trasversali, temporanei e finalizzati a raggiungere obiettivi specifici, misurati in base all’impatto, ovvero al valore generato per l’utente finale”. Lo ha detto Vincenzo Caridi, direttore generale dell’Inps, al Festival del lavoro, in corso a Bologna. 

“Questo – spiega – significa curare il benessere organizzativo con particolare attenzione al benessere dei lavoratori, nel senso più ampio del termine, per incentivare il senso di appartenenza all’amministrazione e la motivazione”. 

“Questo tipo di assetto organizzativo – fa notare – renderebbe la Pa realmente attrattiva per le persone di talento. Nel reclutamento, la Pa infatti non può competere con il privato sul piano della retribuzione, che, per quanto elevata, può essere in ogni momento superata da offerte migliori. Ma gli enti pubblici possono sicuramente vincere la competizione sul piano della motivazione”.  

“L’Inps sta investendo nella digitalizzazione dei servizi, non solo per rendere autonomo l’utente nella presentazione delle domande e nell’acquisizione delle informazioni, ma anche per porre gli intermediari in grado di fornire servizi di assistenza e di consulenza di alta qualità”. 

“Per abilitare il loro ruolo – sottolinea – attraverso i fondi del Pnrr, l’Inps sta infatti lavorando a piattaforme dedicate, che permettano un efficiente scambio dati, l’accesso a informazioni aggiornate, sistemi di comunicazione diretta, simulatori di scenario e funzioni che abilitino all’individuazione proattiva di prestazioni di potenziale interesse per l’utente”. 

“Dobbiamo abilitare una ‘comunità del welfare’, in grado, attraverso forme avanzate di interoperabilità e la condivisione dei dati riguardanti gli interventi di welfare erogati a livello nazionale e locale, e di strumenti informatici on top a questi dati, di sviluppare in maniera più accurata e tempestiva le politiche di welfare ai diversi livelli territoriali, rendendole effettivamente complementari, e di consentire una maggiore precisione della determinazione dei corretti beneficiari e della misura più adeguata alle esigenze di ciascuno”.  

“Un tavolo territoriale di lavoro e di proposta operativa – spiega Caridi – a cui tutti i principali attori del sistema, sia pubblici che privati, si seggano con le proprie competenze, tecnologie, disponibilità per creare social innovation”. 

“Ma – avverte Caridi – non solo sinergie con le pubbliche amministrazioni. La social innovation esige una partnership allargata ai privati, alle start up, agli intermediari e in quest’ottica l’Inps aprirà punti in ogni ordine provinciale dei consulenti. Solo insieme svilupperemo servizi (ad esempio la verifica del diritto/misura dei richiedenti una prestazione o la propagazione di eventi di interesse dei partecipanti alla rete del welfare) e cruscotti tematici (anche configurabili e personalizzabili, non solo statici ma inclusivi di capacità di analisi predittiva. Anche self service), che permetteranno di supportare la programmazione delle politiche di welfare integrate a tutti i livelli sul territorio nazionale”. 

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