Camporini, ‘bene idea Profumo su Darpa italiana ma servono soldi e programmi


“Ben venga questa spinta sollecitata da Profumo, la apprezzo molto, ma deve essere sostenuta con soldi e programmi, altrimenti avremo l’ennesimo carrozzone che servirà solo a dare a qualcuno uno stipendio o una pensione”. Lo afferma all’Adnkronos il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore Difesa e Aeronautica, commentando la proposta del ceo di Leonardo, Alessandro Profumo, di creare una agenzia sovranazionale sul modello della Darpa, l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, incaricata della ricerca sulle tecnologie avanzate per uso militare.  

“L’intendimento è apprezzabile e certamente da perseguire, tuttavia non posso non osservare che in Europa siamo molto bravi a creare istituzioni, agenzie e poi ci fermiamo lì”, sottolinea il generale, secondo cui quello che conta è la “volontà politica” di ottenere risultati e che si manifesta “con due fattori fondamentali”. 

“Il primo sono i soldi adeguati, senza i quali un’agenzia sul modello Darpa sarebbe paralizzata”, spiega Camporini, ricordando come la Darpa nel ’98 avesse un budget di 5 miliardi di dollari. “Da questo punto di vista abbiamo già un istituzione, si chiama Agenzia europea per la difesa (Eda) che può farsi carico di questa esigenza, ma fino a tre anni fa l’Eda aveva un bilancio che gli consentiva di pagare stipendi, e rimanevano spiccioli per finanziare i programmi. All’epoca accusavano la Gran Bretagna di sabotare l’inizitiva, ma la situazione non sembra cambiata”. 

“Il secondo elemento indispensabile sono i programmi perché se non c’è idea di cosa fare con i quattrini è inutile metterli a bilancio – conclude – Anche qui non vedo molto sforzo perché i programmi avviati nel’ambito della Pesco sono minestra riscaldata”. 

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