Bologna Pride, Polis Aperta: “Ci saremo”. Organizzatori, “non strapperemo certo le maglie alle persone”


“Polis Aperta è una realtà, nata nel 2005, da sempre (già nel nome) aperta al confronto, pensiamo che il cambiamento passi soprattutto attraverso il dialogo capace di abbattere muri. Ci è stato detto che non siamo favorevoli ad aprire un dialogo ma se sono proprio gli organizzatori, la rete ‘Rivolta Pride’, a restare fermi sulle loro posizioni”. Alessio Avellino, 26 anni, agente transgender di Polizia di Stato e presidente di Polis Aperta, conferma che in queste ore non c’è stato nessun passo indietro da parte degli organizzatori dopo la decisione di escludere l’associazione Lgbtqi+ di lavoratori di forze di polizia e forze armate dal Bologna Pride. “La Polizia di Stato non c’entra niente, ci stanno semplicemente discriminando in quanto Polis Aperta, che non è il potere simbolico cui loro fanno riferimento”, sottolinea all’Adnkronos Avellino rivelando che si è addirittura sentito dire “che prima di essere trans sono uno sbirro”. 

“Sono il primo agente di Polizia di Stato trans che ha scelto la visibilità, proprio perché ritengo importante creare una nuova narrazione, anche delle forze dell’ordine. Le cose sono cambiate e la mia storia lo dimostra”, racconta Avellino, primo poliziotto ad aver ottenuto la rettificazione del sesso anagrafico e del nome nei documenti. “Ho incontrato tantissimi colleghi che hanno condiviso con me la mia identità, la Polizia di Stato mi ha riconosciuto in quanto ‘Alessio’ all’interno dell’ambiente lavorativo. E questo sta a significare una sola cosa: un nuovo corso. Quindi portare avanti questa narrazione anacronistica delle forze di polizia e delle forze armate è solo controproducente. Abbiamo o no tutti lo stesso obiettivo, ovvero di avere una società più democratica, attenta ai valori dell’autodeterminazione? Allora perché escluderci dal Pride? Polis Aperta – evidenzia Avellino – non è la polizia, i carabinieri o l’esercito, è una associazione di persone Lgbt+ che svolgono un lavoro di polizia. Per creare una società più inclusiva c’è bisogno di alleati, non di persone che escludono”. 

“Noi abbiamo sempre partecipato ai Pride: andremo senza striscioni – conferma Avellino – ma indosseremo le nostre magliette perché ci identifichiamo in Polis Aperta che non è la divisa”. 

Da parte sua, Giuseppe Seminario, uno degli organizzatori del Rivolta Pride, intervistato dall’Adnkronos, cerca di smorzare le polemiche alla vigilia della sfilata arcobaleno a Bologna: “Il Pride è di tutte e di tutti, non strapperemo certo le maglie alle persone”. La questione “che abbiamo posto è un’altra, avere uno spazio più sicuro possibile, soprattutto per le persone marginalizzate, tant’è che ci sarà il ‘Gruppo Simpatia’ che gestirà il corteo. Per questo abbiamo chiesto che non vi siano simboli esposti, striscioni e bandiere. Riguarda anche i partiti politici e le associazioni categoria. Alla Cgil, per esempio, abbiamo detto di non portare striscioni”, spiega Seminario che si aspetta di bissare il successo dello scorso anno con circa 50.000 partecipanti al Pride.  

“Come già specificato in una nota ufficiale, non abbiamo detto che le persone che fanno parte di Polis Aperta non possono sfilare”, afferma Seminario chiarendo che comunque “va aperta una riflessione sulla violenza nelle istituzioni, presente anche all’interno della Polizia di Stato. Il Pride “vuole includere soprattutto chi è marginalizzato dal potere istituzionale. E’ ora che si apra un dibattito in Italia (finora mai avvenuto), capire come effettivamente scardinare dinamiche di potere, di vessazione, di violenza che ancora vengono agiti non solo nei confronti delle persone Lgbt+ ma anche nei confronti di altre categorie. Una discussione che auspico sia portata avanti con toni meno accesi e senza strumentalizzazioni. Il nostro obiettivo è mettere in discussione lo status quo”, aggiunge Seminario precisando che il percorso del Rivolta Pride “è aperto – non a caso sono state organizzate assemblee pubbliche per la costruzione del Pride – e con Polis Aperta ci sarà lo spazio per dialogare, noi siamo disponibili”.  

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