Bollettino Coronavirus di Sabato 27 Marzo 2021, rapporto positivi/tamponi al 6,67%


In data 27 marzo l’incremento nazionale dei casi è +0,68% (ieri +0,69%) con 3.512.453 contagiati totali, 2.832.939 dimissioni/guarigioni (+18.287) e 107.636 deceduti (+380); 571.878 infezioni in corso (+5.167). Ricoverati con sintomi +149 (28.621); terapie intensive +7 (3.635) con 264 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 357.154 tamponi totali (ieri 354.982) di cui 201.652 molecolari (ieri 205.632) e 155.502 test rapidi (ieri 149.350) con 111.012 casi testati (ieri 111.503); 23.839 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 6,67% (ieri 6,75% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 21,47% (ieri 21,51% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 4.884; Piemonte 2.636; Emilia Romagna 2.269; Campania 2.209; Puglia 2.008; Lazio 1.825; Veneto 1.759; Toscana 1.467. In Lombardia curva +0,68% (ieri +0,71%) con 61.469 tamponi totali (ieri 60.804) di cui 42.092 molecolari (ieri 40.139) e 19.377 test rapidi (ieri 20.665) con 13.499 casi testati (ieri 13.912); 4.884 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 7,94% (ieri 8,34% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 36,18% (ieri 36,49% – target 3%); 722.957 contagiati totali; ricoverati +13 (7.124); terapie intensive +4 (852) con 46 nuovi ingressi del giorno; 30.387 decessi (+102).

Si è chiusa ieri, 26 marzo, la nostra settimana epidemiologica: che da inizio emergenza monitoriamo dal sabato al venerdì successivo. L’ultimo periodo (20-26 marzo) ha segnato come avevamo anticipato il 24 marzo una prima e importante discontinuità rispetto alla fase di crescita delle 4 settimane precedenti. I nuovi casi individuati, a livello nazionale, sono stati 145.552, con una riduzione del 7,1% sul periodo precedente (-11.217 nuovi casi). La media giornaliera dei positivi individuati scende a 20.793 da 22.395. Il momento di picco, per quanto possa essere importante rilevarlo con precisione, potrebbe essere stato superato: anche se per averne conferma sarà necessario attendere almeno per i prossimi 7-14 giorni con un ulteriore e netto calo. In particolare nella fase di espansione autunnale, infatti, più che un momento di picco abbiamo registrato un lungo plateau con oscillazioni continue del numero dei nuovi casi individuati. Al di là della tendenza al ribasso, netta nel corso dell’ultima settimana, riportiamo ancora una volta l’attenzione sui valori assoluti espressi dall’epidemia: che restano altissimi, all’incirca 5 volte superiori a quelli necessari (media giornaliera 4.311 positivi a livello nazionale) per poter riprendere in modo efficace le attività di tracciamento e controllare la diffusione del virus sul territorio.

Numeri altissimi che continuano a generare un elevato numero di soggetti con sintomi gravi, che necessitano un ricovero nei reparti di area medica o nelle unità di terapia intensiva. Nell’ultima settimana, al netto dell’occupazione totale dei posti letto, sono stati 1.867 i pazienti ricoverati in area critica, un numero sostanzialmente stabile sulla settimana precedente (1.892). Il valore istantaneo dell’Rt nazionale, calcolato alla sera del 26 marzo con il metodo istantaneo Kohlberg-Neyman (KN), è sceso a 0.95. Dinamiche al ribasso anche nelle principali Regioni che hanno costituito gran parte del “motore” dell’epidemia nelle ultime settimane: in Lombardia il calo dei nuovi casi è stato del 10,0% ( 28.966 nuovi casi contro i 32.212 della settimana precedente) ma il numero medio dei nuovi contagi (4.138 nel periodo) resta circa 4 volte superiore rispetto al limite atteso (1.000) per la ripresa in piena efficienza delle attività di tracciamento. In leggera discesa (-6,1%) i nuovi ingressi in terapia intensiva: 380 contro i 405 del periodo precedente.

L’Rt istantaneo con metodo KN, alla sera del 26 marzo, era 0.94. Nel dato complessivo della Lombardia, come abbiamo visto in riduzione, segnaliamo tuttavia la stabilizzazione dei casi nella sola città di Milano, che per ora non conferma il trend in atto a livello regionale. Stabile la situazione in Veneto: 12.575, -2,36% dai 12.880 del periodo 13-19 marzo. Il valore di Rt istantaneo della Regione (0.99) mostra da circa una settimana una stabilizzazione intorno a quota 1.0. Molto evidente la riduzione dei nuovi casi in Campania e in Emilia Romagna. Nella prima Regione i nuovi casi sono stati 13.241, in calo del 20,9% dai 16.753 della settimana precedente; il valore istantaneo di Rt, in discesa costante da una settimana, alla sera del 26 marzo era 0.89. Forte discesa dei casi anche in Emilia Romagna: 14.980 tra il 20 e il 26 marzo, con un calo del 20,4% dai 18.724 del periodo 13-19 marzo; il valore di Rt, in discesa negli ultimi 10 giorni, alla sera del 26 marzo aveva raggiunto quota 0.87.

Il chiaro rallentamento del contagio, come abbiamo visto nell’analisi settimanale solo parzialmente giustificato dalle misure di mitigazione scattate con il tradizionale ritardo, non deve spingere a una precoce rimozione delle misure di mitigazione: da questo punto di vista la decisione di mantenere le sole zone rosse e arancione fino alla fine di aprile, confermando l’inutilità in questa fase delle zone gialle, segna un’importante inversione di tendenza rispetto alla strategia “apri tutto appena possibile” che ha caratterizzato gli ultimi mesi. La crescente disponibilità dei vaccini richiede e giustifica una fase di restrizioni in grado di abbattere drasticamente i valori assoluti dell’epidemia, per ottenere benefici evidenti in termini di riduzione delle forme gravi della Covid-19 e, di conseguenza, dei decessi. Che in Italia restano nettamente superiori a quelli dei maggiori partner europei: nell’ultima settimana abbiamo registrato 4,7 decessi per 100.000 abitanti contro i 2,7 della Francia, l’1,6 della Germania e lo 0,9% di Uk: unico Paese, quest’ultimo, con una situazione vaccinale molto più avanzata della nostra e in grado di giustificare la disparità del dato specifico.

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