Bollettino Coronavirus di Sabato 26 Giugno 2021, rapporto positivi/tamponi allo 0,37%


In data 26 giugno l’incremento nazionale dei casi è +0,01% (ieri +0,01%) con 4.257.289 contagiati totali, 4.072.099 dimissioni/guarigioni (+3.301) e 127.458 deceduti (+40, dei quali 20 non comunicati in precedenza dalla Regione Campania e relativi al periodo aprile-giugno); 57.732 infezioni in corso (-2.503). Ricoverati con sintomi -128 (1.771); terapie intensive -8 (298) con 9 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 224.493 tamponi totali (ieri 192.541) di cui 80.427 molecolari (ieri 71.542) e 144.066 test rapidi (ieri 115.999) con 54.030 casi testati (ieri 42.411); 838 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 0,37% (ieri 0,39% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 1,55% (ieri 1,77% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 127; Lombardia 115; Sicilia 111; Lazio 79; Emilia Romagna 65; Puglia 58; Toscana 52; Veneto 38; Piemonte 37. In Lombardia curva +0,01% (ieri +0,01%) con 36.699 tamponi totali (ieri 33.328) di cui 15.022 molecolari (ieri 15.380) e 21.677 test rapidi (ieri 17.948) con 14.298 casi testati (ieri 12.325); 115 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 0,31% (ieri 0,40% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 0,80% (ieri 1,08% – target 3%); 841.433 contagiati totali; ricoverati -29 (269); terapie intensive +1 (64) con 2 nuovi ingressi del giorno; 33.772 decessi (+5).

Come ogni sabato facciamo il punto sulla settimana epidemiologica appena conclusa (19-25 giugno) che conferma la fase di contrazione dell’epidemia: 5.549 i casi rilevati (-39,3% sulla settimana precedente) con una media quotidiana di nuove infezioni che scende da 1.306 a 792. Oltre all’evidente stagionalità del virus (le dinamiche sono sovrapponibili a quelle del 2020 nello stesso periodo) gioca a nostro favore il procedere della campagna vaccinale, che ha già messo in sicurezza buona parte della popolazione più a rischio (con effetti su ricoveri e decessi) e più in generale riduce il numero degli individui suscettibili all’infezione.

A pesare negativamente è invece il basso numero di test eseguiti: 1.253.907 nel periodo considerato, con un calo del 38,8% dai valori massimi (2.051.720 nella settimana 10-16 aprile). Situazione che inevitabilmente finisce con il mascherare la circolazione del virus, esattamente come il basso numero di sequenziamenti (500 alla settimana su base nazionale) impedisce di avere una visione aggiornata della diffusione delle varianti. Per capire la dimensione del problema basta considerare che in Uk, nell’ultima settimana, sono stati eseguiti 6.558.775 test tampone con un livello di sequenziamento che supera i 1.000 campioni al giorno. Quanti casi troveremmo in Italia, e quante varianti, con un’attività di ricerca di queste dimensioni? Tornando ai dati ufficiali della settimana 19-25 giugno registriamo anche il calo dei ricoverati in area medica (da 2.680 a 1.899); dei ricoverati in terapia intensiva (da 416 a 306) e soprattutto dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva (da 117 a 65).

La dinamica di riduzione dell’epidemia viene confermata anche a livello regionale: in Lombardia 957 nuovi casi (-31,5% sulla settimana precedente); in Campania 702 (-26,4%); in Emilia Romagna 475 (-26,4%); in Veneto 307 (-33,8%). Gli occhi sono inevitabilmente puntati sul prossimo autunno: quando la variante delta (o quella che l’avrà soppiantata) sarà diventata prevalente; quando il virus tornerà ad avere la stagionalità a suo favore; e quando una parte della popolazione, impossibilitata a vaccinarsi o volontariamente non vaccinata, dovrà necessariamente affrontare il problema della Covid-19. Non è lecito attendersi una replica di quanto abbiamo vissuto nel passato, ma non sarà una passeggiata. Soprattutto se, senza testate e sequenziare, ci arriveremo a fari spenti.

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