Bollettino Coronavirus di Martedì 30 Marzo 2021, rapporto positivi/tamponi al 5,31%


In data 30 marzo l’incremento nazionale dei casi è +0,45% (ieri +0,36%) con 3.561.012 contagiati totali, 2.889.301 dimissioni/guarigioni (+18.687) e 108.879 deceduti (+529); 562.832 infezioni in corso (-3.161). Ricoverati con sintomi +68 (29.231); terapie intensive -5 (3.716) con 269 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 301.451 tamponi totali (ieri 156.692) di cui 154.649 molecolari (ieri 100.180) e 89.797 test rapidi (ieri 56.518) con 89.797 casi testati (ieri 54.751); 16.017 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 5,31% (ieri 8,24% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 17,83% (ieri 23,59% – target 3%). Da tutti i conteggi nazionali mancano i dati della Regione Sicilia, che oggi non sono stati comunicati “per motivi organizzativi”.

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 3.271; Piemonte 1.861; Lazio 1.593; Campania 1.573; Puglia 1.527; Emilia Romagna 1.187; Toscana 1.180; Veneto 1.130. In Lombardia curva +0,44% (ieri +0,24%) con 44.289 tamponi totali (ieri 21.137) di cui 23.728 molecolari (ieri 17.631) e 20.561 test rapidi (ieri 3.506) con 7.309 casi testati (ieri 5.815); 3.271 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 7,38% (ieri 8,48% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 44,75% (ieri 30,83% – target 3%); 731.541 contagiati totali; ricoverati +115 (862); terapie intensive -8 (862) con 58 nuovi ingressi del giorno; 30.635 decessi (+85). Nei primi 3 giorni della settimana epidemiologica in corso (27 marzo – 2 aprile) diminuisce la riduzione del numero dei nuovi casi: -2,4% rispetto ai primi 3 giorni della settimana precedente, contro un calo del 7,15% che si era registrato nell’intero periodo 20-26 marzo. In altri termini la riduzione continua, ma in modo meno vigoroso e per ora senza l’auspicata accelerazione legata alle misure restrittive. La tendenza, che peraltro dovrà essere confermata o (speriamo) smentita con un ribasso più consistente nei prossimi giorni, porta a ipotizzare una possibile fase di plateau in lento declino, come già avvenuto al termine della fase espansiva dello scorso ottobre 2020.

Una ulteriore conferma in tal senso arriva, per ora, anche dai valori istantanei di Rt: sia a livello nazionale, sia nelle principali Regioni che abbiamo monitorato nelle scorse settimane in quanto “motori” dell’epidemia. Alla sera del 29 marzo (calcolo eseguito con il metodo Kohlberg-Neyman) questo indicatore segnava 0.97 a livello nazionale; 0.96 in Lombardia; 0.93 in Veneto; 0.90 in Emilia Romagna e 1.0 in Campania. Valori che indicano, appunto, una lentissima riduzione del contagio. Che la fase attuale possa essere, almeno temporaneamente, di stallo rispetto al passato si ricava anche dall’andamento dell’Rt istantaneo nelle ultime due settimane: dopo una riduzione sensibile tra il 15 e il 21 marzo l’indice si è infatti mosso senza particolari sussulti. O addirittura, come accaduto a livello nazionale, per la Lombardia e per la Campania, in leggera ripresa rispetto ai minimi precedentemente raggiunti: 0.95 per l’Italia il 23 marzo; 0.91 per la Lombardia il 21 marzo; 0.80 per la Campania il 21 marzo.

Vista la pressione attuale sul sistema ospedaliero, che Agenas segnalava alla sera del 29 marzo sopra i livelli di allerta sia per i reparti di area medica (44%, soglia 40%) sia per quelli di terapia intensiva (41%, soglia 30%) anche una semplice stabilizzazione del contagio sarebbe problematica: occupando tra l’altro il personale nella cura dei pazienti Covid-19 e distogliendolo almeno in parte dalle attività legate alla campagna vaccinale. Una considerazione finale sulla notizia di oggi, con la Procura di Trani impegnata a indagare su presunte irregolarità nella trasmissione dei dati all’Iss con numeri falsi su tamponi e contagi. Senza voler entrare nel merito della vicenda, e aspettando i risultati delle indagini, ci limitiamo a ricordare che più volte abbiamo sottolineato le stranezze che derivavano dalla lettura dei dati ufficiali. Chi volesse ne può trovare i dettagli nelle analisi del 18 novembre 2020 (L’epidemia delle mezze verità); del 24 novembre 2020 (Meno casi, ma meno tamponi) e del 15 dicembre 2020 (Dati poco affidabili). Seguiremo in futuro anche gli sviluppi e soprattutto le ricadute con gli eventuali ricalcoli da effettuare se le ipotesi trovassero conferma.

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