Bollettino Coronavirus di Lunedì 10 Maggio 2021, rapporto positivi/tamponi al 3,90%


In data 10 maggio l’incremento nazionale dei casi, con il consueto calo che segue il fine settimana, è +0,12% (ieri +0,20%) con 4.116.287 contagiati totali, 3.619.586 dimissioni/guarigioni (+15.063) e 123.031 deceduti (+198); 373.670 infezioni in corso (-10.184). Ricoverati con sintomi +7 (15.427); terapie intensive -34 (2.158) con 80 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 130.000 tamponi totali (ieri 226.006) di cui 80.975 molecolari (ieri 141.190) e 49.025 test rapidi (ieri 84.816) con 45.942 casi testati (ieri 85.848); 5.080 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 3,90% (ieri 3,66% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 11,05% (ieri 9,65% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 943; Lazio 680; Sicilia 589; Lombardia 583; Toscana 481; Emilia Romagna 471; Piemonte 346; Puglia 247; Veneto 247. In Lombardia curva +0,07% (ieri +0,16%) con 16.223 tamponi totali (ieri 39.298) di cui 12.836 molecolari (ieri 28.048) e 3.387 test rapidi (ieri 11.250) con 7.678 casi testati (ieri 14.884); 583 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 3,59% (ieri 3,37% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 7,59% (ieri 8,90% – target 3%); 818.997 contagiati totali; ricoverati -58 (2.668); terapie intensive -13 (479) con 3 nuovi ingressi del giorno; 33.205 decessi (+23).

La campagna vaccinale inizia a modificare i numeri dell’epidemia e, in particolare, a sbilanciare i contagi verso la fascia più giovane della popolazione (meno a rischio di forme gravi) vista la crescente copertura dei soggetti anziani. L’ultimo Bollettino di sorveglianza integrata Covid-19, rilasciato dall’Iss alla fine della scorsa settimana, segnala nel periodo 19 aprile – 2 maggio un incremento dei nuovi casi nei soggetti tra 0 e 18 anni, con un peso del 21,6% sul totale delle infezioni individuate: il dato è in aumento sul 19,7% del periodo 12-25 aprile, ma soprattutto sul 17,6% di quello 5-18 aprile.

Stabile la situazione nei soggetti tra 19 e 50 anni (43,4% contro 43,1% della rilevazione precedente) mentre prosegue la discesa dei casi tra i soggetti over 50: una categoria che ora rappresenta il 35% delle infezioni totali, contro il 37,2% del periodo 12-25 aprile. Ancora più sensibile il calo rispetto alle due settimane rilevate tra il 5 e 18 aprile, quando le infezioni degli over 50 rappresentavano il 39% del totale. Questo “spostamento” dei contagi, o più precisamente concentrazione nella popolazione non ancora immunizzata, era atteso come conseguenza della messa in sicurezza dei soggetti più anziani e rappresenta un elemento positivo dal punto di vista delle ricadute cliniche: perché nelle fasce di età più giovani l’infezione decorre quasi sempre in modo asintomatico o paucisintomatico, e con una letalità bassissima. L’ultima rilevazione dell’Iss sui decessi da Covid-19, chiusa il 2 maggio, certifica tra 0 e 19 anni 25 decessi su 120.211 (lo 0,02%). La percentuale resta molto contenuta (0,2%) anche considerando i 307 decessi che si sono verificati in persone con meno di 40 anni.

Tuttavia, e ne parleremo in modo diffuso nell’analisi settimanale, questo tipo di circolazione tra i più giovani non è esente da rischi: non solo per i soggetti colpiti, ma anche e soprattutto per le possibili ricadute sull’andamento del contagio, sulle difficoltà di rilevazione dei contagiati reali a causa dell’alto numero di infezioni asintomatiche e, infine, sulle mutazioni che il virus inevitabilmente continuerà a produrre a causa degli errori di replicazione.

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