Bollettino Coronavirus di Lunedì 1° Marzo 2021, rapporto positivi/tamponi al 7,68%


In data 1 marzo l’incremento nazionale dei casi, che sconta il consueto calo dei test che segue il fine settimana, è +0,44% (ieri +0,60%) con 2.938.371 contagiati totali, 2.416.093 dimissioni/guarigioni (+10.894) e 97.945 deceduti (+246); 424.333 infezioni in corso (+1.966). Ricoverati con sintomi +19.112 (474); terapie intensive -58 (2.289) con 171 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 170.633 tamponi totali (ieri 257.024) di cui 99.127 molecolari (ieri 152.545) e 71.506 test rapidi (ieri 104.479) con 66.978 casi testati (ieri 104.451); 13.114 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 7,68% (ieri 6,79% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 19,57% (ieri 16,71%, target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Emilia Romagna 2.597; Lombardia 2.135; Campania 1.896; Piemonte 1.155; Lazio 1.044. In Lombardia curva +0,35% (ieri +0,58%) con 20.571 tamponi totali (ieri 37.251) di cui 16.869 molecolari (ieri 30.074) e 3.702 test rapidi (ieri 7.177) con 7.581 casi testati (ieri 13.253); 2.135 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 10,37% (ieri 9,47% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 28,16% (ieri 26,62% – target 3%); 605.216 contagiati totali; ricoverati +6 (4.224); terapie intensive +15 (441) con 36 nuovi ingressi del giorno; 28.403 decessi (+42). Per quanto si moltiplichino i segnali di una terza ondata dell’infezione, per ora localizzati in alcune aree del Paese (come la Lombardia), al momento i numeri non esprimono valori riconducibili a una crescita esponenziale: un tema che approfondiremo nell’analisi estesa di questa settimana, anche per ipotizzare l’andamento epidemico del mese di marzo.

Negli ultimi 30 giorni (periodo mobile chiuso il 28 febbraio 2021) nelle rilevazioni dell’Iss i nuovi casi riscontrati sul territorio nazionale sono stati 341.876, con 7.077 decessi: il tasso di letalità del periodo è 2,07%, con un trend calante rispetto alle precedenti rilevazioni (era 2,5% nel periodo mobile di 30 giorni chiuso il 20 febbraio scorso). Il motivo deve essere ricondotto alla differente fasatura temporale delle curve dei contagiati, ricoverati, ricoverati in terapia intensiva e deceduti, che si esprimono esattamente con questa sequenza sia durante la fase di crescita, sia un quella di riduzione.

L’attuale espansione dell’epidemia, con nuovi casi in aumento, si sovrappone dunque al calo dei decessi relativi alle infezioni contratte nel passato (30-60 giorni fa). Ottime notizie sull’efficacia dei vaccini arrivano dal numero dei casi registrati negli ultimi 30 giorni tra gli operatori sanitari (4.448) che ormai rappresentano l’1,3% del totale contro il 4,2% calcolato da inizio epidemia. Il valore scenderà ulteriormente nelle prossime settimane, quando la campagna vaccinale sarà chiusa con l’effettuazione delle seconde dosi e sarà trascorso il tempo necessario (10-12 giorni dopo il richiamo) per ottenere la protezione ideale. Continua ad aumentare il numero dei positivi asintomatici, che ormai supera la soglia del 60% in tutte le fasce di età suddivise per decennio.

Segnaliamo ancora una volta l’altissimo numero di asintomatici tra gli ultranovantenni (oltre il 70%) che si colloca allo stesso livello dei soggetti con meno di 30 anni: un’apparente anomalia che forse meriterebbe un approfondimento immunologico. Un rapido aggiornamento sulla Germania, dove si stanno tentando i primi allentamenti dopo 2 mesi di lockdown che hanno riportato i valori a un livello che corrisponde a circa un quarto dei numeri italiani: nuovi casi sotto quota 5.000; infezioni in corso 121.400 (in Italia a pari data, 28 febbraio, 422.367); decessi sotto quota 100 (ieri 60). Il numero dei casi giornalieri, riparametrato in base alla popolazione residente, consentirebbe nel nostro Paese la ripresa di una efficace attività di contact tracing.

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