Bollettino Coronavirus di Giovedì 4 Marzo 2021, rapporto positivi/tamponi al 6,73%


In data 4 marzo l’incremento nazionale dei casi è +0,76% (ieri +0,70%) con 2.999.119 contagiati totali, 2.453.706 dimissioni/guarigioni (+13.488) e 98.974 deceduti (+339); 446.439 infezioni in corso (+9.018). Ricoverati con sintomi +394 (20.157); terapie intensive +64 (2.475) con 232 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 339.635 tamponi totali (ieri 358.884) di cui 183.052 molecolari (ieri 192.341) e 156.583 test rapidi (ieri 166.543) con 112.202 casi testati (ieri 115.872); 22.865 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 6,73% (ieri 5,81% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 20,37% (ieri 18,02%, target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 5.174; Campania 2.780; Emilia Romagna 2.545; Piemonte 2.167; Lazio 1.702; Veneto 1.487; Puglia 1.438; Toscana 1.239. In Lombardia curva +0,84% (ieri +0,75%) con 53.563 tamponi totali (ieri 55.611) di cui 38.772 molecolari (ieri 36.737) e 14.791 test rapidi (ieri 18.874) con 16.372 casi testati (ieri 14.251); 5.174 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 9,65% (ieri 8,25% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 31,60% (ieri 32,20% – target 3%); 618.742 contagiati totali; ricoverati +190 (4.735); terapie intensive +26 (532) con 56 nuovi ingressi del giorno; 28.577 decessi (+59). Le più recenti informazioni sulla capacità diffusionale della variante inglese indicano un incremento del valore dell’indice Rt compreso tra 0,4 e 0,7 rispetto al ceppo originario di Wuhan: in termini più semplici, a parità di condizioni ambientali, quando il Sars-CoV-2 esprime un Rt di 1.0 la variante del Kent raggiunge 1.4-1.7. Da questo possiamo facilmente dedurre che per mettere sotto controllo il virus attualmente in circolazione, con l’obiettivo minimo di una stabilizzazione del numero dei casi e quindi con un Rt di 1.0, dobbiamo attuare misure pari a quelle che ci avrebbero consentito, con il virus originario, di arrivare a un Rt di 0.3-0.6. L’obiettivo immediato, in presenza di questa variante più contagiosa, è quindi l’abbattimento rapidissimo del numero dei casi: che non può essere raggiunto applicando le stesse misure che abbiamo adottato negli ultimi mesi.

Il massimo che abbiamo ottenuto è stato infatti la stabilizzazione del contagio, con un valore di Rt che si è mosso a lungo in area 0.8-1.1. Aggiungere a questo valore l’ulteriore “peso” della variante inglese farebbe esplodere il numero dei casi, e parallelamente complicherebbe la campagna vaccinale. Due esempi pratici possono essere di aiuto: partiamo dalla differenza nel numero dei contagi. Con un Rt di 1.0 un singolo contagiato ne contagia un altro, e l’epidemia resta stabile nel tempo. Con un Rt di 1.5 (quindi nel range della variante inglese) un singolo caso ne genera 39 dopo 4 passaggi, 244 dopo 6 e 8.536 dopo 10. Per semplicità, e maggiore comprensione, possiamo sostituire i passaggi con le settimane: assumendo che tra il momento dell’infezione e la possibilità di trasmetterla ad altri trascorra all’incirca questo intervallo di tempo. È facile capire che un ritmo di questo tipo è insostenibile, con moltiplicatori dell’epidemia ben diversi da quelli sbandierati da chi (in modo erroneo) parla di “al massimo” un 50% di casi in più facendo la semplice differenza tra 1.0 e 1.5. Secondo esempio, sui vaccini.

Per calcolare la soglia teorica dell’immunità di gregge si utilizza la formula 1-1/R0, valore che per il ceppo originario di Wuhan è stato stimato in 2.5. Otteniamo 1-1/2.5, poi 1-0.4 e quindi il risultato finale: 0.6. In altri termini l’immunità di gregge si ottiene vaccinando il 60% della popolazione. La variante inglese aggiunge “almeno” il 40% al valore di R0 del Sars-Cov-2 precedente, portandolo a 3.5. Se rifacciamo la stessa operazione (1-1/3.5) otteniamo come risultato finale 0.72: la soglia teorica dell’immunità di gregge si è alzata al 72%. L’effetto al rialzo ha ricadute immediate sul calcolo della soglia minima vaccinale: che ci dice quante persone devono essere effettivamente vaccinate considerando l’efficacia del vaccino stesso. Con un’immunità di gregge teorica del 60%, e un vaccino con efficacia 95%, dobbiamo vaccinare il 63% della popolazione. Se portiamo l’immunità di gregge teorica al 72% (come effetto della variante inglese) per ottenere l’immunità di gregge nella vita reale dobbiamo vaccinare almeno il 75% della popolazione. I valori di Rt e R0, molto criticati in queste ultime settimane, sono in realtà importantissimi se utilizzati in modo corretto e, possibilmente, tempestivo. Da questi due semplicissimi esempi vediamo come una variazione apparentemente banale, da 1.0 a 1.5, produca nel tempo effetti imponenti.

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