Bollettino Coronavirus di Giovedì 3 Giugno 2021, rapporto positivi/tamponi al 2,01%


In data 3 giugno, con il consueto calo che segue le festività, l’incremento nazionale dei casi è +0,04% (ieri +0,06%) con 4.225.163 contagiati totali, 3.893.259 dimissioni/guarigioni (+6.392) e 126.342 deceduti (+59); 205.562 infezioni in corso (-4.488). Ricoverati con sintomi -141 (5.717); terapie intensive -41 (892) con 24 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 97.633 tamponi totali (ieri 226.272) di cui 62.025 molecolari (ieri 120.026) e 35.608 test rapidi (ieri 106.246) con 35.665 casi testati (ieri 65.900); 1.968 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 2,01% (ieri 1,28% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 5,51% (ieri 4,39% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 277; Sicilia 254; Emilia Romagna 232; Piemonte 219; Campania 218; Lazio 196; Toscana 186; Veneto 63; Puglia 44. In Lombardia curva +0,03% (ieri +0,06%) con 14.750 tamponi totali (ieri 40.748) di cui 11.323 molecolari (ieri 23.600) e 3.427 test rapidi (ieri 17.148) con 6.978 casi testati (ieri 13.502); 277 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 1,87% (ieri 1,27% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 3,96% (ieri 3,84% – target 3%); 836.374 contagiati totali; ricoverati -38 (942); terapie intensive -14 (193) con 0 nuovi ingressi del giorno; 33.637 decessi (+7).

Torniamo oggi a parlare della costante riduzione dei test effettuati (-28% dai massimi di metà aprile): tema che inevitabilmente si riflette in un minor numero di positivi individuati e spalanca le porte agli allentamenti delle restrizioni. L’occasione ci è stata offerta da uno dei molti scambi di opinioni che, in una logica interdisciplinare, intratteniamo da tempo con Stefano Bonetti (Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università Cà Foscari di Venezia e Department of Physics, Stockholm University). Il calo dei tamponi, che abbiamo già sperimentato con identica proporzione a conclusione della seconda ondata dell’autunno 2020, rende poco significativa e attendibile la misurazione quotidiana dei positivi individuati. Con pochi test eseguiti sicuramente molti casi (in particolare asintomatici) restano sconosciuti e liberi di circolare sul territorio. Per capire quanto l’attività di testing in Italia sia ridotta basta confrontare il numero dei tamponi effettuati nel nostro Paese (215.184 di media giornaliera tra il 25 e il 31 maggio) e quello nell’identico arco di tempo nel Regno Unito (746.895).

Pur considerando che il Regno Unito ha il 10% in più di abitanti rispetto all’Italia è facile capire, già a prima vista, in quale Paese il virus venga ricercato con attenzione ed efficienza. Due osservazioni emerse nel dialogo con Stefano Bonetti ci possono però aiutare a tenere sotto controllo l’andamento epidemico, anche in assenza di un numero adeguato di tamponi eseguiti. La prima è relativa al rapporto positivi/tamponi totali: finché rimane molto basso, o addirittura si riduce al diminuire dei tamponi, possiamo dedurre che la circolazione del virus sia effettivamente molto limitata. È quanto sta accadendo da oltre una settimana, con il rapporto positivi/tamponi totali costantemente sotto la soglia del 2% (oggi eccezione a 2,01% ma con pochissimi tamponi a causa del festivo di ieri) contro un range 3-10% del mese di aprile. La seconda osservazione convalida l’utilità e validità di questo indicatore: la prima anomalia statistica osservata nell’ultima decade dell’agosto 2020, a tamponi costanti, è stata proprio relativa all’innalzamento improvviso del rapporto positivi/tamponi totali. Preludio all’esplosione dei casi che sarebbe arrivato tra settembre e ottobre. Insomma, non avendo a disposizione un numero adeguato di test eseguiti, possiamo e dobbiamo “arrangiarci” con quello che i dati ci offrono.

Non è la situazione ideale, ma sempre meglio di niente. Non trova invece una risposta alternativa la necessità di avere a disposizione un numero elevato di test molecolari per sequenziare efficacemente il materiale virale, operazione indispensabile per ottenere indicazioni tempestive sulla circolazione delle varianti (già note o nuove). Un problema che le flash survey e i Report periodici dell’Iss, per quanto ben costruiti, possono risolvere solo parzialmente. I temi della raccolta uniforme dei dati, della totale messa a disposizione della comunità scientifica e dell’assenza di un campione statistico per monitorare l’epidemia in tempo reale ci accompagnano ormai da oltre un anno: avere in qualche modo trovato strade alternative per ricavare informazioni utili non limita il rimpianto per tutto quello che, grazie a una conoscenza diffusa, sarebbe stato possibile fare in questi mesi.

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