Bollettino Coronavirus di Giovedì 24 Giugno 2021, rapporto positivi/tamponi allo 0,49%


In data 24 giugno l’incremento nazionale dei casi è +0,01% (ieri +0,02%) con 4.255.700 contagiati totali, 4.066.029 dimissioni/guarigioni (+6.566) e 127.362 deceduti (+28); 62.309 infezioni in corso (-6.315). Ricoverati con sintomi -113 (2.027); terapie intensive -16 (328) con 12 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 188.191 tamponi totali (ieri 198.031) di cui 82.676 molecolari (ieri 104.198) e 105.515 test rapidi (ieri 93.833) con 11.429 casi testati (dato che risente del ricalcolo, ieri 49.813); 927 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 0,49% (ieri 0,48% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 8,11% (dato che risente del ricalcolo, ieri 1,90% – target 3%). Tutti i dati di oggi sono aggiornati correttamente come totali da inizio emergenza; le incongruenze in termini assoluti e percentuali rispetto a ieri risentono (solo oggi) dei ricalcoli eseguiti dalle Regioni Abruzzo, Friuli e Veneto. Prosegue quindi l’aggiornamento dei dati in precedenza errati, iniziato a metà giugno con la Campania.

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 155; Sicilia 119; Campania 112; Lazio 97; Toscana 73; Emilia Romagna 72; Puglia 42; Piemonte 36; Veneto 35. In Lombardia curva +0,01% (ieri +0,01%) con 32.837 tamponi totali (ieri 32.980) di cui 18.358 molecolari (ieri 18.653) e 14.479 test rapidi (ieri 14.327) con 11.674 casi testati (ieri 11.104); 155 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 0,47% (ieri 0,39% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 1,32% (ieri 1,17% – target 3%); 841.184 contagiati totali; ricoverati -29 (321); terapie intensive -7 (65) con 0 nuovi ingressi del giorno; 33.765 decessi (+4).

Settima settimana consecutiva di calo per l’epidemia a livello mondiale, secondo il Bollettino epidemiologico dell’Oms relativo al periodo 14-20 giugno: i nuovi casi sono stati 2.520.685 (-5,0% sul periodo precedente). In calo anche i decessi: 64.075 (-11,6%). Una lettura più approfondita dei dati disponibili rivela che la diminuzione dei nuovi casi sta iniziando a rallentare, dopo 5 settimane chiuse con valori in doppia cifra: e che questo effetto si deve in particolare alla stabilizzazione del contagio nelle zone di monitoraggio Americhe e Pacifico Occidentale, dove la riduzione si è arrestata. Prosegue invece nel Sud Est Asia (-21%) e in modo meno vigoroso in Europa (-6%). In forte crescita al contrario, seppur con valori assoluti limitati, le nuove infezioni in Africa (+39%) e in modo marginale (+2%) nel Mediterraneo Orientale. Qualche indicazione interessante si ricava anche dalla classifica dei 5 Paesi che hanno registrato il maggior numero di casi (in valori assoluti).

Al primo posto troviamo il Brasile, con 505.344 nuovi casi e una crescita dell’11% sulla settimana precedente; seguono India (441.976; -30%); Colombia (193.907; +10%); Argentina (149.673; -16%) e Russia (108.139; +31%). Non è un caso che tutti questi Paesi presentino un livello di vaccinazioni molto basso. Seguendo lo stesso ordine precedente partiamo dal Brasile: il 31,7% della popolazione ha ricevuto la prima dose, ma solo l’11,7% anche la seconda (che garantisce protezione completa). Troviamo poi l’India (17,7% con prima dose e 3,8% con ciclo completo); Colombia (20,8% e 10,3%); Argentina (33,1% e 8,4%) e Russia (14,1% e 10,8%). Al di là delle considerazioni sulla stagionalità del virus, che in questo momento trova la sua collocazione ideale nell’emisfero australe (dove l’inverno è iniziato da 4 giorni) appare abbastanza evidente come il Sars-CoV-2 stia circolando soprattutto in due bacini preferenziali: i Paesi con bassa copertura vaccinale e i Paesi che sono stati toccati in modo marginale dalla prima ondata epidemica.

Ma con la variante delta (ex indiana) ormai diffusa in 85 Paesi (79 la scorsa settimana) diventano un target importante anche i soggetti vaccinati con una singola dose, come sta accadendo in Uk,: in particolare del vaccino AstraZeneca, in relazione al quale l’Oms rileva una significativa riduzione della protezione in chi ha ricevuto solo la prima dose. Dopo la singola dose di vaccino Pfizer-BioNTech, secondo le valutazione attuali dell’Oms, la riduzione sembra invece essere minima rispetto ai livelli riscontrati contro la variante alfa. La protezione diventa completa anche contro la variante delta, per entrambi i vaccini, dopo la somministrazione della seconda dose: motivo che dovrebbe spingere a una forte accelerazione del completamento del ciclo vaccinale, al momento impostato in molti Paesi esattamente al contrario, ossia su un allungamento dell’intervallo tra prima e seconda dose. Delle varianti virali, e delle possibili ricadute a livello clinico ed epidemiologico, parleremo diffusamente nell’analisi approfondita della prossima settimana.

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