Bollettino Coronavirus di Giovedì 15 Aprile 2021, rapporto positivi/tamponi al 5,31%


In data 15 aprile l’incremento nazionale dei casi è +0,44% (ieri +0,42%) con 3,826.156 contagiati totali, 3.200.196 dimissioni/guarigioni (+21.220) e 115.937 deceduti (+380); 510.023 infezioni in corso (-4.637). Ricoverati con sintomi -782 (25.587); terapie intensive -73 (3.417) con 211 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 319.633 tamponi totali (ieri 334.766) di cui 186.053 molecolari (ieri 197.788) e 133.580 test rapidi (ieri 136.078) con 100.552 casi testati (ieri 102.005); 16.974 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 5,31% (ieri 4,82% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 16,88% (ieri 15,85% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 2.722; Campania 2.224; Puglia 1.867; Sicilia 1.450; Lazio 1.330; Piemonte 1.264; Toscana 1.206; Emilia Romagna 1.150;Veneto 1.085. In Lombardia curva +0,35% (ieri +0,27%) con 52.293 tamponi totali (ieri 50.487) di cui 32.245 molecolari (ieri 32.239) e 17.048 test rapidi (ieri 18.248) con 9.713 casi testati (ieri 8.586); 2.722 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 5,20% (ieri 4,26% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 28,02% (ieri 25,07% – target 3%); 774.760 contagiati totali; ricoverati -202 (5.387); terapie intensive -42 (739) con 26 nuovi ingressi del giorno; 32.059 decessi (+65). Una delle molte curiosità inspiegabili di questa epidemia riguarda la distribuzione dei casi tra soggetti di sesso maschile e femminile.

A fronte di una sostanziale parità nel lungo periodo (48,8% uomini e 51,2% donne da inizio epidemia) grazie ai dati dell’Iss (periodo mobile di 30 giorni aggiornato quotidianamente) si osserva come la distribuzione dei contagiati nei due sessi segua un criterio fisso nelle diverse manifestazioni dell’epidemia. All’inizio delle fasi di espansione vengono colpiti soprattutto gli uomini, anche se lo scarto percentuale sui grandi numeri è ridotto a pochi decimali. Quando l’epidemia si stabilizza e inizia ad arretrare c’è un aumento dei nuovi casi tra i soggetti di sesso femminile, che poi nel lungo periodo come abbiamo visto risultano essere più colpiti. Ne troviamo conferma anche nella più recente fase di riduzione del contagio: sono bastati 5 giorni di calo dei positivi quotidiani per far scendere i casi tra gli uomini dal 49,9% al 49,7% del totale (con un parallelo incremento tra le donne). Lo stesso fenomeno, oltre che a inizio epidemia, è stato osservato in modo evidente anche nella cosiddetta “seconda ondata”: caratterizzata da una prima fase con gli uomini più colpiti delle donne, per poi arrivare a una stabilizzazione e ad una inversione della distribuzione dei positivi. Una curiosità, dicevamo: ma la ripetizione dello stesso fenomeno a distanza di mesi, con una così precisa coincidenza temporale, difficilmente può essere attribuito al caso. Trovarne il motivo potrebbe aggiungere un tassello in più alla comprensione della Covid-19.

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