Bollettino Coronavirus di Domenica 2 Maggio 2021, rapporto positivi/tamponi al 5,83%


In data 2 maggio l’incremento nazionale dei casi, su cui pesa la festività del primo maggio con un bassissimo numero di test effettuati, è +0,22% (ieri +0,32%) con 4.044.762 contagiati totali, 3.492.679 dimissioni/guarigioni (+8.637) e 121.177 deceduti (+144); 430.906 infezioni in corso (+364). Ricoverati con sintomi -36 (18.345); terapie intensive +2 (2.524) con 109 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 156.872 tamponi totali (ieri 378.202) di cui 114.290 molecolari (ieri 187.021) e 42.582 test rapidi (ieri 191.181) con 63.555 casi testati (ieri 116.821); 9.148 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 5,83% (ieri 3,42% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 14,39% (ieri 11,09% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 1.352; Lombardia 1.287; Lazio 986; Emilia Romagna 950; Puglia 810; Sicilia 772; Toscana 730; Piemonte 702; Veneto 329. In Lombardia curva +0,15% (ieri +0,26%) con 30.249 tamponi totali (ieri 59.144) di cui 24.726 molecolari (ieri 33.358) e 5.523 test rapidi (ieri 25.786) con 11.583 casi testati (ieri 19.909); 1.287 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 4,25% (ieri 3,61% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 11,11% (ieri 10,74% – target 3%); 808.046 contagiati totali; ricoverati -113 (3.290); terapie intensive +6 (542) con 17 nuovi ingressi del giorno; 32.945 decessi (+23). L’ultimo Bollettino epidemiologico dell’Iss, con dati relativi al periodo 19-25 aprile, rileva un incremento dei nuovi casi nella fascia di età 0-18 anni: 19,7% contro il 17,6% delle due settimane precedenti. Parallelamente si nota la stabilizzazione dei positivi tra 19 e 50 anni (43,1% contro il precedente 43%) ma soprattutto una riduzione nella fascia over 50 (37,2% da 39,4%).

Il calo può essere ricondotto all’effetto delle vaccinazioni che hanno ormai messo in protezione una parte consistente della popolazione, in particolare oltre i 70 anni di età. Infatti, analizzando più in dettaglio l’andamento epidemico per fascia di età, le riduzioni più significative si registrano negli over 80 e, a seguire, tra i 70 e 79 anni. A ulteriore conferma dell’efficacia del vaccino indipendentemente dal fattore età si conferma il crollo dei contagi tra gli operatori sanitari, ormai sotto l’1% del totale dei positivi individuati (0,8% nel periodo mobile di 30 giorni chiuso ieri, 1 maggio). Per quanto riguarda le positività riscontrate a livello nazionale, nel periodo 12-25 aprile l’Iss segnala il 31,7% relativo a soggetti testati in quanto sintomatici; il 31,5% per attività di contact tracing; il 19% per attività di screening. Resta ancora molto elevata (17,8%) la quota di soggetti positivi per i quali non è nota la motivazione per cui è stato eseguito il test, a dimostrazione di un certo affanno del nostro sistema di rilevazione a causa di livelli di contagio ancora troppo elevati. Nello stesso periodo solo lo 0,2% dei nuovi casi risulta importato dall’estero, ma anche in questo caso è molto elevata (20,4%) la quota di soggetti positivi per i quali non è stato possibile ricostruire il luogo dove è stata contratta l’infezione. Prosegue, e anche questo può essere ricondotto all’effetto delle vaccinazioni, l’abbassamento dell’età mediana dei nuovi soggetti contagiati: ora a 42 anni, contro una media di 47 da inizio epidemia e un picco di 68 alla metà di aprile del 2020.

Al momento della rilevazione dell’Iss, con 118.592 decessi su 3.966.050 positivi ufficialmente rilevati, il tasso di letalità da inizio epidemia era 2,9%. Sul totale dei decessi solo 296 (lo 0,2%) erano riconducibili a pazienti con età inferiore a 39 anni. Un dato importante per capire come la campagna vaccinale, con la copertura massiccia della popolazione più anziana, potrebbe cambiare il volto dell’epidemia almeno per quanto riguarda le ricadute cliniche (e la letalità) della stessa. Diverso è il discorso relativo alla possibilità del Sars-CoV-2 di circolare in modo efficace anche nelle fasce di età più giovani: i soggetti al di sotto dei 39 anni, pur con la bassissima letalità che abbiamo appena visto, hanno infatti finora rappresentato il 38,7% delle infezioni totali. Senza un’adeguata copertura vaccinale continuerebbero a rappresentare un bacino ideale per la replicazione del virus, con il rischio connesso di mutazioni in grado di generare varianti più diffusive o resistenti alla risposta immunitaria.

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