Bollettino Coronavirus di Domenica 16 Maggio 2021, rapporto positivi/tamponi al 2,83%


In data 16 maggio l’incremento nazionale dei casi è +0,13% (ieri +0,16%) con 4.159.122 contagiati totali, 3.706.084 dimissioni/guarigioni (+9.603) e 124.156 deceduti (+93); 328.882 infezioni in corso (-3.948). Ricoverati con sintomi -359 (12.134); terapie intensive -26 (1.779) con 60 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 202.573 tamponi totali (ieri 294.686) di cui 120.740 molecolari (ieri 153.900) e 81.833 test rapidi (ieri 140.786) con 69.463 casi testati (ieri 95.627); 5.753 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 2,83% (ieri 2,25% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 8,28% (ieri 6,96% – target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 919; Lombardia 796; Lazio 577; Toscana 506; Emilia Romagna 452; Sicilia 405; Puglia 404; Piemonte 403; Veneto 277. In Lombardia curva +0,09% (ieri +0,14%) con 32.385 tamponi totali (ieri 48.592) di cui 22.010 molecolari (ieri 29.149) e 10.375 test rapidi (ieri 19.803) con 12.549 casi testati (ieri 16.089); 796 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 2,45% (ieri 2,37% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 6,34% (ieri 7,17% – target 3%); 825.489 contagiati totali; ricoverati -106 (2.053); terapie intensive -8 (382) con 7 nuovi ingressi del giorno; 33.347 decessi (+18).
Abbiamo sempre raccomandato di non considerare l’Rt come un indicatore unico e indipendente, ma di abbinarlo ad altri parametri (a partire dai dati quotidiani e settimanali del contagio) per comprendere lo stato reale dell’epidemia. Al tempo stesso, tuttavia, lo abbiamo sempre ritenuto fondamentale per capire a quale velocità il virus si diffonde sul territorio: ed è in quest’ottica che deve essere letto e utilizzato. Le recenti pressioni per modificare il criterio con cui viene calcolato l’Rt in Italia (media di 14 giorni sui pazienti sintomatici) per passare a un Rt basato sui ricoverati rispondono a un vezzo molto italiano: se non si riesce a rispettare una regola, si chiede di cambiarla.

Pur essendo favorevoli a un nuovo criterio di calcolo per l’Rt, in particolare che lo avvicini nel tempo rispetto al forte ritardo attuale (10-24 giorni), rileviamo come passare a un calcolo basato sui ricoverati porterebbe, in questa fase dell’epidemia, a un valore di Rt quasi privo di significato. Vediamo perché: 1) La messa in protezione degli anziani, grazie ai vaccini, sbilancerà inevitabilmente i contagi all’interno della popolazione più giovane; che diventerà per un po’ di tempo, in attesa di essere a sua volta vaccinata, il bacino quasi esclusivo per la circolazione efficiente dell’infezione. 2) Tra i più giovani, come è ormai noto grazie ai dati da inizio epidemia, si trova la quota più elevata di soggetti asintomatici, paucisintomatici e con sintomi lievi. Secondo i dati Iss i pazienti con manifestazioni severe (destinati quindi al ricovero) sono l’1,3% da inizio epidemia nella fascia di età tra 40 e 49 anni; lo 0,7% tra 30 e 39; lo 0,3% tra 20 e 29; non sono statisticamente significativi tra 2 e 19 anni e risalgono allo 0,5% circa nei neonati (al di sotto di un anno di età).

È facile intuire come il calcolo dell’Rt sui ricoverati all’interno di questa popolazione si baserebbe su numeri assoluti risibili, restituendo valori scarsamente attendibili (per quanto opportunamente bilanciati dai modelli statistici). Potremmo arrivare fino al paradosso di avere un Rt “ospedaliero” bassissimo a fronte di un’epidemia che invece sta circolando con elevata efficienza sul territorio: generando un alto numero di contagi, ma pochi pazienti con sintomi importanti. Più volte nelle ultime settimane abbiamo visto come, oltre alla drastica riduzione dei ricoveri e soprattutto dei decessi, sia importante ottenere una limitazione la più ampia possibile della circolazione del virus: che lasciato libero di replicarsi, e di produrre inevitabili mutazioni, potrebbe arrivare a selezionare varianti in grado di eludere la risposta immunitaria. L’Rt, se considerato insieme ad altri parametri epidemiologici, ha un suo valore importantissimo. Cercare di eliminarlo privandolo di significato, per ottenere più facilmente allentamenti e riaperture, significa solo rinunciare a uno degli strumenti a nostra disposizione per controllare l’epidemia e combatterla efficacemente.

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