Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 9 Gennaio 2021


In data 9 gennaio l’incremento nazionale dei casi è +0,89% (ieri +0,78%) con 2.257.866 contagiati totali, 1.606.630 dimissioni/guarigioni (+17.040) e 78.394 deceduti (+483); 572.842 infezioni in corso (+2.453). Elaborati 172.119 tamponi totali (ieri 140.267) con 66.417 casi testati (ieri 56.858); 19.978 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 11,60% (ieri 12,49% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 30,07 (ieri 30,83%, target 3%). Ricoverati con sintomi -53 (23.260); terapie intensive +6 (2.593) con 183 nuovi ingressi del giorno.

Nuovi casi soprattutto in: Veneto 3.100; Lombardia 2.506; Sicilia 1.839; Emilia Romagna 1.790; Lazio 1.543; Puglia 1.499. In Lombardia curva +0,50% (ieri +0,39%) con 24.847 tamponi totali (ieri 18.415 ) e 8.061 casi testati (ieri 6.411); 2.506 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 10,08% (ieri 10,65% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 31,08% (ieri 30,61% – target 3%); 497.491 contagiati totali; ricoverati +141 (3.577); terapie intensive -10 (456) con 15 nuovi ingressi del giorno; 25.728 decessi (+63). Si è chiusa con i dati di ieri la prima settimana epidemiologica completa del nuovo anno (periodo 2 – 8 gennaio 2021) che da inizio epidemia rileviamo dal sabato al venerdì successivo. I nuovi casi a livello nazionale sono stati 108.138, con un incremento di 7.131 unità (+ 7,05%) sui 101.007 della settimana precedente (26 dicembre 2020 – 1° gennaio 2021).

Il dato suscita particolare preoccupazione per tre motivi concomitanti:

1) L’incremento dei casi si è manifestato nonostante un’ulteriore flessione dei tamponi eseguiti: 823.385, -3,29% dagli 851.437 della settimana precedente.
2) Il numero dei test totali si è ridotto del 45,36% rispetto ai massimi del periodo 14 – 20 novembre 2020. I casi testati, dai massimi del periodo 7-13 novembre, del 60,15%. A questi livelli è ormai impossibile una qualsiasi valutazione della reale diffusione del contagio sul territorio.
3) I dati dei ricoverati in area medica e in terapia intensiva dell’ultima settimana epidemiologica, rispettivamente +493 e +34, sono riferibili al periodo antecedente al Natale, e testimoniano che la ripresa del contagio risale alla parte centrale dello scorso dicembre: quando il basso numero dei tamponi ha iniziato a causare una chiara sottostima dei positivi.


Il recente incremento dei nuovi casi si rifletterà quindi, con un ulteriore aumento della pressione sugli ospedali, nelle prossime 2 – 3 settimane. Alla luce di questi elementi appaiono ormai indifferibili i nuovi criteri, più stringenti, che saranno a breve introdotti per assegnare le singole Regioni alle fasce di rischio indentificate dai diversi colori: verranno così superati i parametri legati al numero dei test tampone, facilmente eludibili su base locale proprio riducendo in modo sensibile (come è accaduto da inizio novembre) l’attività di testing e tracciamento. Nella Regione finora più colpita, la Lombardia, la settimana epidemiologica 2 – 8 gennaio si è chiusa con un incremento dei nuovi casi del 7,86%, valore appena superiore al dato nazionale: i positivi individuati nel periodo sono stati 13.026 contro 12.076 della settimana epidemiologica precedente. Alla sera dell’8 gennaio i valori di Rt istantaneo, calcolati con il metodo Kohlberg-Neyman modificato, erano 1.16 a livello nazionale e 1.05 in Lombardia. Dati che tuttavia scontano la sottostima dei positivi causata dai pochi test eseguiti: valutando la stessa nell’ordine del 30-40%, come abbiamo calcolato nei giorni scorsi sulla base di indicatori “insensibili” al numero dei tamponi, otteniamo valori di Rt nel range 1.20-1.30 a livello nazionale e 1.25-1.35 per la Lombardia.

Nel corso della prossima settimana, con l’auspicabile ritorno a un numero di test più adeguato, sarà possibile ottenere un valore istantaneo più stabile. Un’ultima considerazione, sempre basata sui numeri, a proposito delle vaccinazioni anti Covid-19: alla sera dell’8 gennaio l’Italia (fonte Our World in Data, che aggrega i dati dei singoli ministeri della Salute nazionali) era al primo posto in Europa per numero di dosi inoculate. Consultando il sito del nostro ministero della Salute si apprende che alle ore 00.37 del 9 gennaio erano state somministrate 504.587 dosi. Nei primi 8 giorni dell’anno la media giornaliera dei vaccinati è stata di 63.073, in linea con l’obiettivo di 65-67.000 indicato dal Commissario Arcuri per questa prima fase. Appare tuttavia indispensabile un fortissimo incremento della nostra capacità di somministrazione: perché al ritmo attuale l’immunità di gregge (42 milioni di vaccinati) verrebbe raggiunta, considerando la necessità di procedere con la seconda somministrazione di richiamo, solo dopo 1.330 giorni: ovvero a fine agosto 2023. Per centrare l’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione italiana entro fine settembre 2020 (mancano 266 giorni, oggi incluso) serviranno 315.789 vaccinazioni al giorno, festivi inclusi, la metà delle quali destinate alle dosi di richiamo.



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