Bollettino Coronavirus del 6 Novembre 2020


In data 6 novembre l’incremento nazionale dei casi è +4,58% (ieri +4,36%) con 862.681 contagiati totali, 322.925 dimissioni/guarigioni (+10.586) e 40.638 deceduti (+446); 499.118 infezioni in corso (+26.770). Elaborati 234.245 tamponi (ieri 219.884); 37.809 positivi; rapporto positivi/tamponi 16,14% (ieri 15,69%). Ricoverati con sintomi +749 (24.005); terapie intensive +124 (2.515).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 9.934; Piemonte 4.878; Campania 4.508; Veneto 3.297; Lazio 2.699; Toscana 2.592; Emilia Romagna 1.953. In Lombardia curva +4,26% (ieri +3,93%) con 46.401 tamponi (ieri 41.544) e 9.934 positivi; rapporto positivi/tamponi 21,4% (ieri 21,2%); 242.947 contagiati totali; ricoverati +245 (5.563); terapie intensive +48 (570); 131 decessi (18.118).

Viste le molte polemiche legate al valore dell’indice Rt, torniamo sull’argomento chiarendo due punti in particolare.
1) La soglia di 1.50 indicata come limite massimo nelle tre fasce di rischio è, da un punto di vista epidemiologico, più che “generosa”. Angela Merkel, che oltre a essere una donna politica è una scienziata (laureata in Fisica, ha lavorato per anni all’Accademia delle Scienze di Berlino) ha ribadito pochi giorni fa che un Rt di 1.3 – 1.4 è insostenibile. È il valore mediamente espresso dall’influenza stagionale, che ogni anno genera in Italia circa 8 milioni di contagi: il numero dei casi, al momento di picco, è vicino a quota 800.000 in una settimana. Un picco di questo tipo con il Sars-CoV-2, applicando i valori finora espressi, porterebbe a 40.000 ricoveri e 4.000 terapie intensive in una sola settimana. Sopra 1.5 l’allarme è sempre altissimo: a nulla serve cercare distinzioni basate sui decimali, perché il risultato finale è il tracollo del sistema sanitario.
2) I metodi tradizionali per il calcolo di Rt tengono conto di molti parametri, tra i quali il tempo che intercorre tra l’infezione nel primo soggetto e la comparsa dei sintomi in quelli da lui contagiati: per questo motivo il valore si riferisce a qualche giorno prima rispetto al momento del calcolo. Parlare di dati “vecchi” è non solo improprio, ma anche scorretto da un punto di vista scientifico: il ritardo temporale è una caratteristica obbligata per tutte le metodiche utilizzate.

L’unico modo a nostra conoscenza per ottenere un Rt in tempo reale (ne abbiamo parlato più volte negli scorsi mesi) è utilizzare il metodo semplificato Kohlberg – Neyman (Harward Business School e Hebrew University of Jerusalem) messo a punto nel corso della pandemia. Pur con molte limitazioni, arriva a valori compatibili con quelli delle metodiche tradizionali. Lo abbiamo applicato alle Regioni più “discusse”, calcolando l’Rt alla data del 5 novembre (base dati, Iss). Calabria: 1.77: Campania: 1.92; Lombardia: 1.99; Piemonte: 1.69. Valori, ripetiamo, calcolati con una metodica innovativa, semplificata e diversa da quella ufficiale, ma più volte utilizzata con successo nel corso della Primavera.

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