Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 4 Ottobre 2020


In data 4 ottobre l’incremento nazionale dei casi è +0,79% (ieri +0,88%) con 325.329 contagiati totali, 231.914 dimissioni/guarigioni (+697) e 35.986 deceduti (+18); 57.429 infezioni in corso (+1.863). Elaborati 92.714 tamponi (ieri 118.932); 2.578 positivi; rapporto positivi/tamponi 2,78% (ieri 2,39%). Ricoverati con sintomi 3.287 (+82); terapie intensive +6 (303).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 412; Lombardia 314; Veneto 261; Lazio 244; Toscana 188; Emilia Romagna 179; Piemonte 173; Puglia 151; Liguria 121; Sardegna 111. In Lombardia curva +0,29% (ieri +0,36%) con 14.795 tamponi (ieri 18.860) e 314 positivi; rapporto positivi/tamponi 2,12% (ieri 2,08%); 108.065 contagiati totali; ricoverati +3 (296); terapie intensive -3 (39); 2 decessi (16.969).

Oggi un’avvertenza importante per la consultazione e interpretazione dei dati ufficiali contenuti nel Report esteso dell’Iss, che viene pubblicato ogni venerdì e riporta come è giusto che sia solo dati consolidati: il documento del 2 ottobre, l’ultimo disponibile, fotografa il periodo 14-27 settembre. Per quanto riguarda l’indice Rt i tempi sono ulteriormente dilatati, perché si tratta di un’elaborazione che non può essere fatta in tempo reale con i metodi tradizionali e più affidabili: il bollettino del 2 ottobre, di conseguenza, riporta i valori rilevati nel periodo 10-23 settembre. Questo ritardo si riscontra in tutti i Report (come correttamente segnalato dall’Iss) ma spesso i dati vengono presi e rilanciati come freschissimi e relativi all’andamento degli ultimi giorni: non è così, ed è giusto saperlo.


Utilizzare l’Rt ufficiale dell’Iss per segnalare una bassa circolazione “in tempo reale” del virus in una determinata area geografica è un errore grave: si tratta di un dato storico, non in grado di riflettere la situazione puntuale ma solo di fornire una fotografia attendibile di quanto accaduto “fino a” una decina di giorni prima. Dobbiamo quindi sapere che, in ogni singola Regione come a livello nazionale, il valore è destinato a salire oppure a scendere per esempio (ma non solo) in base all’andamento dei nuovi casi nel periodo successivo alla chiusura della rilevazione: nel nostro caso devono ancora essere incorporati i dati raccolti dal 24 settembre a 4 ottobre, ed è facile pronosticare un rialzo di Rt visti i numeri degli ultimi giorni.

L’Rt nazionale per il periodo 10-23 settembre, calcolato sui soli casi sintomatici ed escludendo tutte le altre positività, era 1.01. Sopra questo valore c’erano 12 Regioni o Province autonome: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sicilia, Umbria, Veneto.



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