Bollettino Coronavirus del 30 Settembre 2020


L’incremento nazionale dei casi in data 30 settembre è +0,59% (ieri +0,52%) con 314.861 contagiati totali, 227.704 dimissioni/guarigioni (+1.198) e 35.894 deceduti (+19); 51.263 infezioni in corso (+633). Elaborati 105.564 tamponi (ieri 90.185); 1.851 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,75% (ieri 1,82%). Ricoverati con sintomi 3.047 (-1); terapie intensive +9 (280).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 287; Lazio 210; Lombardia 201; Sicilia 170; Piemonte 170; Veneto 155; Toscana 120; Emilia Romagna 101; Puglia 99; Liguria 51; Sardegna 51. In Lombardia curva +0,18% (ieri +0,19%) con 18.804 tamponi (ieri 13.791) e 201 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,06% (ieri 1,47%); 106.727 contagiati totali; ricoverati -9 (306); terapie intensive +1 (34); 4 decessi (16.955).

Gli ulteriori numeri di oggi sono pochi (per una volta solo tre) ma molto importanti per capire come affrontare correttamente le prossime settimane di epidemia: 77%, 85%, 66%. Li abbiamo derivati da un recentissimo studio (condotto in collaborazione da University of Oxford e Mahidol University di Bangkok e presentato alla Società europea di Microbiologia – Escmid), che ha avuto come obiettivo la stima dell’effettiva riduzione del rischio di contagio da Sars-Cov-2.

Le contromisure prese in esame sono tre, tutte ormai note: utilizzo delle mascherine, distanziamento interpersonale (almeno un metro di distanza) e igiene delle mani. La ricerca ha coinvolto 211 soggetti positivi asintomatici e altri 839 che, senza aver ricevuto una diagnosi di Covid-19, sono stati identificati attraverso il contact tracing di tre grandi cluster: uno stadio di boxe, un palazzo di uffici pubblici, un night club. In particolare sono stati valutati i comportamenti tenuti nel tempo trascorso a contatto con un soggetto positivo.

Veniamo così ai nostri tre numeri odierni: le persone che hanno indossato la mascherina per tutto il tempo hanno mostrato un rischio inferiore del 77% rispetto a chi non la indossava. Chi ha mantenuto il distanziamento interpersonale ha diminuito il rischio dell’85%, chi ha lavato le mani con buona frequenza (e quindi presumibilmente anche poco tempo dopo il contatto) del 66%. Si confermano quindi le indicazioni per una corretta strategia di contenimento del rischio (e del contagio). Che prevedono come soluzione ideale, lo ricordiamo, la combinazione delle tre misure e non l’adozione in alternativa di una delle tre: lavarsi spesso le mani “e” indossare la mascherina “e” mantenere almeno un metro di distanza riduce di gran lunga le possibilità di trasmissione del Sars-CoV-2. Il massimo risultato, che tuttavia non è stato oggetto di valutazione in questo studio, si ottiene ovviamente quando anche chi ci circonda indossa una mascherina e adotta le stesse precauzioni.

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