Bollettino Coronavirus del 28 Ottobre 2020


In data 28 ottobre l’incremento nazionale dei casi è +4,42% (ieri +4,05%) con 589.766 contagiati totali, 275.404 dimissioni/guarigioni (+3.416) e 37.905 deceduti (+205); 276.457 infezioni in corso (+21.367). Elaborati 198.952 tamponi (ieri 177.398); 24.991 positivi; rapporto positivi/tamponi 12,56% (ieri 12,61%). Ricoverati con sintomi +1.026 (14.981); terapie intensive +125 (1.536).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 7.558; Piemonte 2.827; Campania 2.427; Veneto 2.143; Lazio 1.963; Toscana 1.708; Emilia Romagna 1.212; Liguria 926; Puglia 772; Sicilia 708; Abruzzo 434; Friuli 406; Umbria 401. In Lombardia curva +4,63% (ieri +3,18%) con 41.260 tamponi (ieri 29.960) e 7.558 positivi; rapporto positivi/tamponi 18,3% (ieri 16,8%); 170.526 contagiati totali; ricoverati +357 (3.072); terapie intensive +21 (292); 47 decessi (17.357).

L’Italia ha scalato rapidamente la classifica dei Paesi più colpiti dall’epidemia e nell’ultima settimana di rilevazione dell’Oms (Weekly epidemiological update del 27 ottobre) si trova al quarto posto per maggior numero di nuovi casi: in prima posizione la Francia (217.797 nuovi positivi riscontrati tra il 18 e il 24 ottobre), seguita da Gran Bretagna (148.582), Russia (114.543) e appunto Italia con 101.973. Una vera e propria escalation, come del resto testimoniano i numeri quotidiani, che delineano una fase dell’epidemia perlomeno molto difficile, se non impossibile da controllare con metodi convenzionali.

Alle spalle dell’Italia in valori assoluti il Belgio, con 90.817 nuovi casi, ma con una popolazione residente di 11,4 milioni di abitanti, poco più di un sesto di quella italiana. In tutta la Regione europea dell’Oms la crescita dei nuovi casi è stata del 36% (37% per quanto riguarda i decessi): proprio riguardo ai decessi si nota però come il numero rispetto ai casi totali stia esprimendo un valore percentuale sensibilmente più basso rispetto alla prima fase dell’epidemia.

Questo come conseguenza dell’aumentata capacità di eseguire test, che amplia il denominatore: aggiungendo la platea degli asintomatici che in primavera non venivano rilevati essendo i tamponi riservati quasi esclusivamente ai pazienti in arrivo presso le strutture ospedaliere. Il Vecchio Continente, per la seconda settimana consecutiva, si conferma il motore dell’epidemia: con 1.335.914 nuovi casi in una settimana rappresenta il 46% dei nuovi casi totali a livello mondiale.

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