Bollettino Coronavirus del 27 Febbraio 2021


In data 27 febbraio l’incremento nazionale dei casi è +0,65% (ieri +0,71%) con 2.907.825 contagiati totali, 2.398.352 dimissioni/guarigioni (+11.320) e 97.507 deceduti (+280); 411.966 infezioni in corso (+7.302). Ricoverati con sintomi +80 (18.372); terapie intensive +22 (2.216) con 163 nuovi ingressi del giorno. Elaborati 323.047 tamponi totali (ieri 325.404) di cui 163.057 molecolari (ieri 175.506) e 159.990 test rapidi (ieri 149.898) con 110.202 casi testati (ieri 107.952); 18.916 positivi (target 4.311); rapporto positivi/tamponi totali 5,85% (ieri 6,29% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 17,16% (ieri 18,98%, target 3%).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 4.191; Emilia Romagna 2.542; Campania 2.215; Lazio 1.347; Veneto 1.285; Piemonte 1.188; Toscana 1.126; Puglia 1.123. In Lombardia curva +0,70% (ieri +0,77%) con 45.865 tamponi totali (ieri 46.725) di cui 32.806 molecolari (ieri 34.454) e 13.806 test rapidi (ieri 12.271) con 13.513 casi testati (ieri 15.061); 4.557 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 9,13% (ieri 9,75% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 31,01% (ieri 30,25% – target 3%); 599.552 contagiati totali; ricoverati +28 (435); terapie intensive +19 (28.324) con 38 nuovi ingressi del giorno; 28.324 decessi (+49). Ieri, a causa di un errore di inserimento del dato della Lombardia, avevamo indicato per il periodo 20-26 febbraio 20.614 nuovi casi con una crescita del 38,04% sulla settimana precedente: il dato corretto è 21.614 nuovi casi, con una crescita del 44,73%. Passiamo a un esame più dettagliato dell’ultima settimana epidemiologica (periodo 20-26 febbraio) che a livello nazionale ha segnato un’importante inversione di tendenza con un netto rialzo dei nuovi casi individuati: dinamica più volte anticipata, in questa rubrica, e che purtroppo in assenza di contromisure tempestive ha inevitabilmente trovato conferma.

L’Italia quasi tutta in giallo di inizio febbraio (con misure che da tempo si sono dimostrate insufficienti) era il terreno di sviluppo obbligato per l’epidemia di Covid-19. I nuovi casi a livello nazionale sono stati 108.136 (+29,26% sulla settimana epidemiologica precedente) con un incremento importante (+21,22%) anche dei nuovi ingressi in terapia intensiva: il totale è passato da 961 a 1.165, segnalando quindi una fase espansiva del contagio iniziata 2-3 settimane fa. Ricordiamo che proprio l’indicatore dei nuovi ingressi in area critica, insensibile alle politiche di testing delle singole Regioni, fornisce una fotografia molto chiara di quanto accaduto nel recente passato. Per quanto riguarda Lombardia, di cui abbiamo visto il dato rettificato dei nuovi casi, l’andamento degli ingressi in terapia intensiva è ancora più accelerato: 194 pazienti negli ultimi 7 giorni, +43,70% sulla settimana precedente. Il dato riflette in modo prevalente quanto accaduto nei due periodi epidemiologici 6-12 febbraio (nuovi casi +13,3% sulla settimana precedente) e 13-19 febbraio (14.933, +16,96%). Preoccupante anche la situazione del capoluogo lombardo, con gli ultimi 5 giorni che segnano un rialzo del 48,7% dei nuovi casi rispetto allo stesso periodo della settimana precedente.

Torniamo a livello nazionale, dove prosegue il progressivo incremento dei test antigenici rapidi che ormai rappresentano il 47,3% dei tamponi totali. Test rapidi che sono inadatti per il tracciamento del virus sul territorio e non sono utilizzabili per effettuare il sequenziamento del virus (operazione chiave per l’individuazione delle varianti). Al contrario il numero dei tamponi molecolari, che a novembre 2020 aveva raggiunto un picco ottimale di 250.000 al giorno, si mantiene molto al di sotto di questo valore: 153.200 di media tra il 20 e il 26 febbraio. Nell’ultima settimana epidemiologica si nota anche un incremento del rapporto positivi/casi testati, che dopo essersi stabilizzato a lungo su valori (comunque altissimi) compresi tra il 12 e il 14% ha segnato negli ultimi giorni un rialzo fino al 19%. Lo sviluppo attuale della curva epidemica lascia prevedere un periodo di 2-3 settimane di ulteriore incremento dei nuovi casi, in particolare nelle Regioni caratterizzate in questa fase da una dinamica più vivace: tra queste citiamo la Lombardia, di cui abbiamo già visto i dati, ma anche il Veneto. Confermato in zona gialla dal monitoraggio settimanale (riferito al periodo 15-21 febbraio), ma che nell’ultima settimana epidemiologica (20-26 febbraio) ha registrato un +61,58% di nuovi casi rispetto al periodo precedente. Nelle prossime settimane dovrà essere monitorato con molta attenzione, in tutte le Regioni, il numero dei tamponi eseguiti: il cui eventuale calo, non giustificato secondo le regole dell’epidemiologia, distorcerebbe al ribasso una corretta valutazione della diffusione del contagio. Un fenomeno, come abbiamo più volte sottolineato, che si è purtroppo già verificato lo scorso novembre: subito dopo l’introduzione delle fasce di rischio legate a restrizioni e allentamenti.

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