Bollettino Coronavirus del 26 Agosto 2020


Il 26 agosto l’incremento nazionale dei casi è +0,52% (ieri +0,33%) con 262.540 contagiati totali, 206.329 guarigioni e 35.458 deceduti (+13); 20.753 infezioni in corso (+1.039); elaborati 93.529 tamponi (ieri 72.341) con 1.037 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,46% (ieri 1,21%). Ricoverati con sintomi 1.055 (-3); terapie intensive: +3 (69). Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 269, Lazio 162, Toscana 161, Veneto 147, Campania 135, Emilia Romagna 120. In Lombardia curva +0,27% (ieri +0,12%) con 16.561 tamponi (ieri 9.879) e 269 positivi (2/3 di rientro dall’estero); rapporto positivi /tamponi 1,62% (ieri 1,20%); 98.811 contagiati totali; ricoverati stabili (158); terapie intensive +2 (17); 0 decessi.

Veniamo all’analisi di oggi, come sempre basata sui dati Iss. In molti, usando come base la soglia psicologica dei 1.000 casi, si sono affrettati a spiegare che i 1.071 positivi del 22 agosto sono completamente diversi dai 1.083 del 9 maggio: perché nel primo caso avevamo 924 pazienti ricoverati e 64 in terapia intensiva, nel secondo 13.834 ricoverati e 1.034 in terapia intensiva (dati rispettivamente 13 e 16 volte maggiori). Un confronto perlomeno forzato, perché ricoveri e terapie intensive non sono correlati ai positivi del giorno: sappiamo infatti che i tempi di ospedalizzazione sono lunghi, per cui è corretto considerare un range di almeno 3 settimane come “generatore” dei ricoveri rilevati in uno specifico giorno. Per semplicità assorbiamo in questo periodo il tempo mediano (5 giorni) tra comparsa dei sintomi e ricovero ospedaliero.

Il dato del 9 maggio riflette quindi i casi individuati (42.344) tra il 19 aprile e il 9 maggio; il dato del 22 agosto quelli (10.321) del periodo 2-22 agosto. Riportiamo per completezza anche il numero dei tamponi elaborati: 1.208.401 tra il 19 aprile e il 9 maggio (media giornaliera 57.542); 1.066.770 tra il 2 e 22 agosto (media giornaliera 50.798). Ne deriviamo che i 13.834 ricoverati del 9 maggio erano il 32,6% dei positivi individuati nelle 3 settimane precedenti, le 1.034 terapie intensive il 2,4%. Allo stesso modo i 924 ricoverati del 22 agosto erano l’8,9% dei positivi individuati nel periodo 2-22 agosto, le terapie intensive lo 0,6%.

I numeri restano molto diversi, è vero: tuttavia, così confrontati, quelli di maggio non sono 13 e 16 volte più alti di quelli di agosto, ma rispettivamente 3,6 volte (ricoveri) e 4 volte (t.i.). Sull’attuale riduzione percentuale dei ricoverati pesa in modo favorevole la discesa dell’età mediana dei casi di infezione (56 anni il 7 maggio, 30 il 13 agosto) che si traduce in un alto numero di positivi asintomatici riscontrati nel periodo 6-13 agosto (58,3%) con due sole fasce di età (70-79 e 80-89 anni) appena sotto la soglia del 50%. Una dinamica che nelle prossime settimane potrebbe sbilanciare ulteriormente la situazione a favore dei numeri di agosto.

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