Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 25 Ottobre 2020


In data 25 ottobre l’incremento nazionale dei casi è +4,21% (ieri +4,05%) con 525.782 contagiati totali, 266.203 dimissioni/guarigioni (+2.086) e 37.338 deceduti (+128); 222.241 infezioni in corso (+19.059). Elaborati 161.880 tamponi (ieri 177.669); 21.273 positivi; rapporto positivi/tamponi 13,14% (ieri 11,05%). Ricoverati con sintomi +719 (12.006); terapie intensive +80 (1.208).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 5.762; Campania 2.590; Piemonte 2.287; Toscana 1.863; Lazio 1.541; Veneto 1.468; Emilia Romagna 1.192; Sicilia 695; Liguria 657; Marche 521; Puglia 515; Umbria 463; Abruzzo 368; P.A. Bolzano 339; Friuli 334. In Lombardia curva +3,87% (ieri +3,45%) con 32.285 tamponi (ieri 32.749) e 5.762 positivi; rapporto positivi/tamponi 17,8% (ieri 15,1%); 154.363 contagiati totali; ricoverati +173 (2.326); terapie intensive +18 (231); 25 decessi (17.235).

Gli ultimi dati dell’Istituto superiore di Sanità, aggiornati al 24 ottobre, fotografano l’epidemia negli ultimi 30 giorni: i nuovi casi individuati sono stati 167.597, con un’età mediana che si riporta a 42 anni dopo essere scesa a 41 nel corso della seconda decade di ottobre. Per quanto riguarda la ripartizione del contagio in base al sesso, la popolazione maschile risulta ancora più colpita (51,2%) rispetto a quella femminile (48,8%): un’anomalia rispetto al dato complessivo da inizio emergenza (51% soggetti di sesso femminile e 49% di sesso maschile) che si era tuttavia già verificata nelle prime fase dell’epidemia.


Dobbiamo però rilevare che la distribuzione percentuale da inizio emergenza riflette in modo quasi perfetto la ripartizione della popolazione italiana in base al sesso (51,3% femmine e 48,7% maschi): un dato che ci indica come il virus non abbia un target preferenziale in base al sesso. Resta ancora basso (3,4% negli ultimi 30 giorni contro 8,8% da inizio epidemia) il numero dei casi riscontrati tra gli operatori sanitari: peraltro il dato degli ultimi 30 giorni riflette le infezioni in base all’attività professionale, e non al luogo di infezione (non sappiamo quanti nuovi casi relativi agli operatori sanitari siano conseguenza di contagio in ambito familiare o in altre occasioni). Il fatto che il numero sia contenuto testimonia tuttavia l’efficacia delle misure di prevenzione: in particolare guanti e mascherine, che sono i due dispositivi più utilizzati anche nelle unità di pronto soccorso.

Da rilevare infine che il 64% delle nuove infezioni si è verificato in soggetti al di sotto dei 50 anni di età, con un 16,7% tra 0 e 18 anni: si tratta in questo caso, però, dei soggetti più difficili da individuare perché il peso degli asintomatici, paucisintomatici o con manifestazioni lievi in questa fascia di età supera il 99%.



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