Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 25 Novembre 2020


In data 25 novembre l’incremento nazionale dei casi è +1,77% (ieri +1,62%) con 1.480.874 contagiati totali, 637.149 dimissioni/guarigioni (+31.819) e 51.028 deceduti (+722); 791.697 infezioni in corso (-6.689). Elaborati 230.007 tamponi (ieri 188.659 ); 25.853 positivi; rapporto positivi/tamponi 11,24% (ieri 12,31%). Ricoverati con sintomi -264 (34.313); terapie intensive +32 (3.848).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 5.173; Piemonte 2.878; Campania 2.815; Veneto 2.660; Emilia Romagna 2.130; Lazio 2.102; Puglia 1.511; Sicilia 1.317. In Lombardia curva +1,35% (ieri +1,29%) con 42.063 tamponi (ieri 31.033 ) e 5.173 positivi; rapporto positivi/tamponi 12,29% (ieri 15,74%); 386.958 contagiati totali; ricoverati -246 (8.114); terapie intensive +10 (942); 155 decessi (21.005). Il rallentamento del contagio non deve farci abbassare la guardia e, soprattutto, non ci deve distogliere dal vero obiettivo: togliere pressione agli ospedali.

Che non sono il luogo dove si combatte la guerra contro l’epidemia, ma quello dove si cerca di rimediare alle sconfitte incassate sul campo. I dati Agenas, alle ore 18.58 del 24 novembre, confermano che siamo ancora molto sopra le soglie di allarme: fissate al 30% di occupazione per le terapie intensive e al 40% per i posti letto in area medica. Considerando l’intero territorio italiano siamo al 43% per le terapie intensive (43% oltre soglia) e al 51% per i posti in area medica (27,5% oltre soglia). Passando alle singole Regioni e Province autonome i livelli più critici per le terapie intensive si riscontrano in: Lombardia e Piemonte 64% (113% sopra soglia); Umbria 55% (83,3% sopra soglia); Liguria 53% (76,6% sopra soglia) e P.A di Bolzano 52% (73,3% sopra soglia). Per i posti letti in area medica: P.A. di Bolzano 99% (147,5% sopra soglia); Piemonte 88% (120,0% sopra soglia); Valle d’Aosta 68% (70,0% sopra soglia) e Liguria 63% (57,5% sopra soglia).


Solo 4 Regioni sono al di sotto dei livelli di allerta, o al limite degli stessi, per entrambi i parametri: Veneto 30% per le terapie intensive e 39% per i posti in area medica; Sicilia (29% e 38%); Molise (29% e 28%) e Basilicata (21% e 36%). Bastano questi dati per capire a quale stress sia sottoposto il personale sanitario: e ad alleviare la situazione non bastano i primi rallentamenti della crescita quando il traguardo è così lontano. Allo stesso modo la continua riduzione dell’indice Rt è un segnale di speranza per il futuro, non una soluzione per il presente. Alla sera del 24 novembre (calcolo effettuato con il metodo istantaneo Kohlberg-Neyman modificato) i valori erano: Italia 0.88 (0.93 il 23 novembre); Lombardia 0.78 (da 0.85); Milano città 0.67 (da 1.0). Per capire quanto questo dato, preso a sé stante, possa essere ingannatore rispetto alla realtà basta incrociarlo con quelli sul tasso di occupazione degli ospedali. Se teniamo lo sguardo sulla singola goccia d’acqua non vediamo l’uragano che c’è alle sue spalle.


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