Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 25 Dicembre 2020


In data 25 dicembre l’incremento nazionale dei casi è +0,94% (ieri +0,95%) con 2.028.354 contagiati totali, 1.377.109 dimissioni/guarigioni (+32.324) e 71.359 deceduti (+459); 579.886 infezioni in corso (-13.746). Per un errore sul sistema della Protezione Civile è stata ricaricata la tabella nazionale con i dati di ieri, 24 dicembre, rendendo così impossibile il calcolo di alcuni valori che aggiorneremo con il commento di domani. Elaborati 152.334 tamponi totali (ieri 193.777); 19.037 positivi (target 6.000); rapporto positivi/tamponi totali 12,49% (ieri 9,30% – target 2%).

Nuovi casi soprattutto in: Veneto 5.010; Lombardia 2.628; Emilia Romagna 2.127; Lazio 1.691; Puglia 1.011; Campania 1.009; Piemonte 875. In Lombardia curva +0,56% (ieri +0,57%) con 27.942 tamponi totali (ieri 32.294); 2.628 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 9,40% (ieri 8,22% – target 2%); 469.883 contagiati totali; ricoverati -202 (3.976); terapie intensive +1 (522); 24.782 decessi (+105). Nel periodo 7-20 dicembre i pazienti sintomatici sono ancora al primo posto (con il 34,6%) nella classifica dei motivi che hanno portato all’esecuzione dei test tampone. Seguono le attività di screening (29,4%) e di contact tracing (25,1%).

Ancora elevato anche se in diminuzione (10,9% contro 12,5% della settimana precedente) il numero dei test per i quali non è noto il motivo dell’esecuzione. Si conferma anche nell’ultima settimana rilevata l’età mediana dei casi: 48 anni, in linea con quella da calcolata da inizio epidemia. Il massimo è stato toccato a metà aprile (66 anni), il minimo a metà agosto (29 anni) con una lenta risalita fino a 49 anni (fine novembre) prima del recente assestamento. In questi lunghissimi 10 mesi, per rappresentare in modo asettico l’evoluzione della Covid-19, abbiamo sempre usato i numeri: che dicono moltissimo, anche in Medicina, ma non tutto. Torneremo a usare solo quelli, da domani. Ma almeno oggi, nel giorno di Natale, dobbiamo un pensiero alle vittime della pandemia: 71.359 in Italia, 1.744.363 in tutto il mondo: ognuna di loro, per chiunque abbia studiato per salvare vite umane, è una sconfitta bruciante che la fredda contabilità dei numeri non potrà mai nascondere.


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