Bollettino Coronavirus del 23 Settembre 2020


In data 23 settembre l’incremento nazionale dei casi è +0,54% (ieri +0,46%) con 302.537 contagiati totali, 220.665 dimissioni/guarigioni (+995) e 35.758 deceduti (+20); 46.114 infezioni in corso (+625). Elaborati 103.696 tamponi (ieri 87.303); 1.640 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,58% (ieri 1,59%). Ricoverati con sintomi 2.658 (+54); terapie intensive +5 (244).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 248 (segnaliamo soli 3.901 tamponi elaborati e un rapporto positivi/tamponi di 6,35%, molto elevato); Lombardia 196; Lazio 195; Veneto 150; Liguria 108; Emilia Romagna 101; Piemonte 95; Toscana 90; Sicilia 89; Puglia 89. In Lombardia curva +0,18% (ieri +0,17%) con 22.805 tamponi (ieri 14.808 ) e 196 positivi; rapporto positivi/tamponi 0,85% (ieri 1,22%); 105.226 contagiati totali; ricoverati +14 (308); terapie intensive +1 (33); 0 decessi (16.925). Vediamo oggi qualche dato relativo allo sviluppo dell’epidemia a livello nazionale negli ultimi 30 giorni, utilizzando i dati dell’Istituto superiore di Sanità aggiornati al 22 settembre.

L’età mediana dei nuovi casi è salita a 38 anni su base mensile, risentendo in particolare del forte incremento registrato nelle ultime due settimane (da 29 a 40 anni). Nello stesso periodo i nuovi casi individuati sono stati 37.415, con 16.954 guarigioni e 225 deceduti: il dato dei guariti e deceduti non viene comunicato, come sempre, in relazione agli ultimi 30 giorni ma include anche i soggetti che hanno ricevuto una diagnosi di Covid-19 prima del periodo considerato. In ogni caso la differenza dei valori segnala una continua espansione del contagio a livello nazionale (+20.272 infezioni in corso nei 30 giorni chiusi al 22 settembre).

Prosegue in questa fase la tendenza a un maggior coinvolgimento della popolazione di sesso maschile (52,9%) in contrasto con il dato rilevato da inizio epidemia che vede invece una prevalenza del sesso femminile (52,5%). Per quanto riguarda la manifestazione clinica dell’infezione gli ultimi 30 giorni hanno mostrato una chiara divergenza tra le fasce più giovani e più anziane della popolazione: la quota di asintomatici è rimasta oltre la soglia del 50% dei casi totali in tutte le categorie sotto i 69 anni, per scendere al di sotto di questa quota sopra i 70 anni.

Da rilevare che tra i 2 e i 19 anni la quota di asintomatici supera il 75%: ennesima dimostrazione di un’infezione meglio tollerata dai più giovani, che diventano di conseguenza un veicolo del virus con maggiori difficoltà di individuazione e in grado di diffondere il contagio tra i più anziani soprattutto in ambito familiare. Come conseguenza diretta si registra un incremento dei nuovi casi nella fascia degli over 70, dove il numero dei casi severi o critici oscilla attualmente tra il 15 e il 20% sul totale dei positivi (ma scende sotto al 10% già nella fascia 60-69 anni). Un fattore che spiega il crescente numero di ospedalizzazioni riscontrate da metà agosto.

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