Bollettino Coronavirus del 22 Dicembre 2020


In data 22 dicembre l’incremento nazionale dei casi è +0,35% (ieri +0,55%) con 1.977.370 contagiati totali, 1.301.573 dimissioni/guarigioni (+20.315) e 69.842 deceduti (+628); 605.955 infezioni in corso (-7.627). Elaborati 166.205 tamponi totali (ieri 87.889) con 55.016 casi testati (ieri 42.338); 13.318 positivi (target 6.000); rapporto positivi/tamponi totali 8,01% (ieri 12,37% – target 2%); rapporto positivi/casi testati 24,20% (ieri 25,67% – target 3%). Ricoverati con sintomi -197 (24.948); terapie intensive -44 (2.687) con 201 nuovi ingressi del giorno.

Nuovi casi soprattutto in: Veneto 3.082; Lombardia 2.278; Lazio 1.288; Emilia Romagna 1.162; Sicilia 894; Puglia 876; Campania 791; Friuli 549; Piemonte 542. In Lombardia curva +0,49% (ieri +0,20%) con 31.939 tamponi totali (ieri 10.587) e 11.253 nuovi casi testati (ieri 4.405): 2.278 positivi (target 1.000); rapporto positivi/tamponi totali 7,13% (ieri 8,97% – target 2%); rapporto positivi/nuovi casi testati 20,24% (ieri 21,56% – target 3%); 462.446 contagiati totali; ricoverati +58 (4.290); terapie intensive -21 (540) con 23 nuovi ingressi del giorno; 24.512 decessi (+92).

La possibilità di mettere sotto controllo l’epidemia è strettamente correlata al recupero di un efficace tracciamento dei contatti sul territorio. Attività che, lo abbiamo visto più volte in questi mesi, esercita una fortissima pressione sul personale sanitario dedicato: raggiungere la soglia dei 6.000 casi giornalieri significa mettere gli operatori nelle condizioni di poter svolgere il proprio ruolo con piena efficacia e senza gli eccessi con i quali si stanno confrontando da molti mesi. Per tradurre questa considerazione in numeri possiamo ricordare che, in condizioni ottimali, una singola intervista a un contatto richiede 2 ore: tempo che corrisponde a 4 interviste al giorno per ogni singolo operatore. Il numero medio dei contatti da tracciare è di 10 per soggetto positivo.

Un valore che si alza, fino a raggiungere i 30-40 al giorno, nel caso delle fasce più giovani della popolazione (per esempio di chi frequenta le scuole in presenza). Rientrare in questi parametri permetterebbe di gestire l’epidemia: come gli operatori sanitari hanno fatto con pieno successo prima di essere travolti da numeri del tutto fuori controllo. Qualche dato di sintesi sulla Cina, il Paese dove tutto ha avuto inizio a gennaio di quest’anno e che è stato l’osservato speciale fino a quando il contagio si è diffuso su larga scala nel resto del mondo. I casi totali sintomatici (fonte Prc National Health Commission, che registra separatamente gli asintomatici) erano alla sera del 21 dicembre 86.967; i pazienti curati e dimessi da inizio pandemia 81.909; le infezioni in corso 324; i pazienti in condizioni severe 4; i contatti stretti di soggetti positivi 893.304, dei quali 7.850 ancora sottoposti a osservazione da parte del personale sanitario. Il tasso di letalità tra i soggetti sintomatici è del 5,3%, con 4.634 decessi totali: l’ultimo dei quali risale al 18 maggio.

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