Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 21 Ottobre 2020


In data 21 ottobre l’incremento nazionale dei casi è +3,49% (ieri +2,56%) con 449.648 contagiati totali, 257.374 dimissioni/guarigioni (+2.369) e 36.832 deceduti (+127); 155.442 infezioni in corso (+12.703). Elaborati 177.848 tamponi (ieri 144.737); 15.199 positivi; rapporto positivi/tamponi 8,54% (ieri 7,51%). Ricoverati con sintomi +603 (9.057); terapie intensive +56 (926).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 4.126; Piemonte 1.799; Campania 1.760; Veneto 1.422; Lazio 1.219; Toscana 886; Emilia Romagna 671; Sicilia 562; Liguria 546; Umbria 350; Puglia 324; Abruzzo 252: Marche 226; Friuli 219. In Lombardia curva +3,16% (ieri +1,57%) con 36.416 tamponi (ieri 21.726) e 4.126 positivi; rapporto positivi/tamponi 11,33% (ieri 9,31%); 134.605 contagiati totali; ricoverati +253 (1.521); terapie intensive +11 (134); 20 decessi (17.123).

Dedichiamo oggi spazio al calcolo dell’indice Rt, che secondo la metodica seguita dal nostro Iss permette di fotografare la situazione fino a 6 giorni prima della pubblicazione del Report settimanale. Al momento l’ultimo dato ufficiale (1.17) è stato reso noto il 13 ottobre con riferimento al periodo chiuso il 7 ottobre.


Premesso che per poter compare i dati nel tempo occorre seguire sempre la stessa metodologia, e che l’Iss lo sta facendo da inizio epidemia, possiamo tuttavia ricorrere ad altri criteri per calcolare il valore di Rt. Il primo è quello proposto nel 2020 da Elon Kohlberg e Abraham Neyman (matematici della Harvard Business School e della Hebrew University of Jerusalem) che abbiamo utilizzato più volte in primavera, prima che i numeri dei nuovi casi diventassero così ridotti da essere difficilmente interpretabili: passare da 1 a 2 nuovi casi al giorno comporta un raddoppio, ma non è significativo dal punto di vista epidemiologico vista l’esiguità del campione. Ora che i numeri sono purtroppo molto importanti, torniamo a utilizzarlo: l’Italia, secondo questa metodica, il 12 ottobre mostrava un Rt di 1.53.
Seconda metodologia, Anne Cori (Imperial College di Londra) e altri, elaborata nel 2013: in data 15 ottobre l’indice Rt italiano segnava 1.46.
Terza metodologia, Jacco Wallinga e Marc Lipstich (Harward T.H.Chan School of Public Health) proposta nel 2007: in data 15 ottobre l’Rt italiano era 1.74.

Dati diversi, come è logico trattandosi di metodologie differenti, ma che individuano il valore di Rt all’interno di un range abbastanza limitato. E purtroppo indicativo dello sviluppo dell’epidemia nel nostro Paese.



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