Bollettino Coronavirus del 18 Settembre 2020


In data 18 settembre l’incremento nazionale dei casi è +0,65% (ieri +0,54%) con 294.932 contagiati totali, 216.807 dimissioni/guarigioni (+853) e 35.668 deceduti (+10); 42.457 infezioni in corso (+1.044). Elaborati 99.839 tamponi (ieri 101.773); 1.907 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,91% (ieri 1,55%). Ricoverati con sintomi 2.387 (+39); terapie intensive -4 (208).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 224; Campania 208 (solo 7.460 tamponi); Lazio 193; Sicilia 179 (soli 6.329 tamponi); Veneto 176; Liguria 158 (solo 3.955 tamponi); Piemonte 127 (solo 4.786 tamponi); Emilia Romagna 121. Torneremo domani sul tema positivi/tamponi. In Lombardia curva +0,21% (ieri +0,27%) con 16.828 tamponi (ieri 21.757) e 224 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,33% (ieri 1,29%); 104.304 contagiati totali; ricoverati +12 (284); terapie intensive stabili (32); decessi +2 (16.908).

Nei giorni scorsi abbiamo verificato alcune variazioni dell’epidemia (nuovi casi, ricoveri, fasce di età, tamponi, ecc.). Oggi tratteremo brevemente un aspetto che potrebbe a prima vista (in realtà non è così) sembrare una curiosità tecnica: l’allungamento dei tempi che intercorrono tra l’inizio dei sintomi e quello della diagnosi (risultato del test tampone).

Il valore mediano, che a fine marzo aveva raggiunto i 6 giorni (dati dell’Istituto superiore di Sanità) era progressivamente sceso fino a soli 2 giorni tra metà giugno e fine agosto. Da inizio settembre i tempi si sono di nuovo dilatati, con il valore mediano risalito a 3 giorni nella settimana chiusa il 6 settembre e a 4 giorni dopo il 7 settembre. Un livello che non si riscontrava da fine maggio e che aveva caratterizzato anche una parte della fase di lockdown (dal 10 al 19 aprile).

La certezza diagnostica nelle fasi precoci dell’infezione (e quindi l’instaurazione tempestiva della terapia) è correlata a uno sviluppo più lieve della fase clinica, come hanno dimostrato le esperienze di questi mesi: sarebbe pertanto importante mantenere un lasso di tempo molto ridotto tra inizio dei sintomi e conferma della diagnosi. Su questo allungamento ha sicuramente influito l’incremento dei tamponi effettuati: la media giornaliera nazionale del mese di agosto (58.846) è salita a 88.321 nel periodo 1-17 settembre. Con una maggiore attività si è evidentemente generata non solo un’attesa più lunga per l’effettuazione dei tamponi, ma anche una coda di test da elaborare nei laboratori certificati.

Nelle prossime settimane, con l’arrivo dell’influenza stagionale, l’obiettivo ottimale si attesterà a circa 250.000 tamponi al giorno (quasi tre volte la media attuale). Un ulteriore allungamento dei tempi avrebbe un impatto negativo non tanto sulla capacità di isolare i soggetti sospetti (che potrebbero essere quantomeno posti in isolamento fiduciario in attesa del test), ma soprattutto sulla possibilità di avviare il più rapidamente possibile un corretto percorso terapeutico nei soggetti positivi.

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