Bollettino Coronavirus del 17 Settembre 2020


In data 17 settembre l’incremento nazionale dei casi è +0,54% (ieri +0,50%) con 293.025 contagiati totali, 215.954 dimissioni/guarigioni (+689) e 35.658 deceduti (+13); 41.413 infezioni in corso (+881). Elaborati 101.773 tamponi (ieri 100.607); 1.585 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,55% (ieri 1,44%). Ricoverati con sintomi 2.348 (+63); terapie intensive +5 (212). Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 281; Campania 195; Lazio 181; Toscana 119; Emilia Romagna 110; Veneto 109; Sicilia 96; P.A. Trento 76.

In Lombardia curva +0,27% (ieri +0,15%) con 21.757 tamponi (ieri 17.831) e 281 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,29% (ieri 0,89%); 104.080 contagiati totali; ricoverati +8 (272); terapie intensive +2 (32); decessi +1 (16.906). Vediamo l’andamento dei ricoverati e delle terapie intensive (t.i.) a livello nazionale.

Nel periodo 1-16 settembre, con una relativa stabilità dei nuovi casi giornalieri (tra i 1.300 e i 1.700 escludendo le consuete anomalie al ribasso del weekend) i ricoverati con sintomi sono passati da 1.380 a 2.285 (+65,5%) e le t.i. da 107 a 207 (+93,4%). Ricordiamo che il numero di ricoverati e t.i. del singolo giorno è espressione dei casi cumulati del mese precedente, e non va messo in correlazione con il dato dei nuovi casi rilevati nello stesso giorno.

I 2.285 ricoverati e le 207 t.i. del 16 settembre riflettono quindi i 37.207 nuovi casi rilevati dal 18 agosto: sui casi totali, quindi, il 6,14% richiede il ricovero ospedaliero e lo 0,55% un trattamento intensivo. Per un confronto diretto con la fase post lockdown usiamo i dati dell’8 maggio (1.327 nuovi casi, nel range attuale): i ricoverati erano 14.636 (con 1.168 t.i.) e riflettevano 81.599 nuovi casi individuati dall’8 aprile. Sui casi totali rispettivamente il 17,93% e l’1,43%. In altri termini le percentuali di ospedalizzazione (e t.i.) sono circa un terzo di quelle al termine del lockdown: non 9-10 volte come potremmo credere guardando ai valori assoluti.

A spingerle verso il basso non è stata una mutazione “bonaria” del virus. Importante in tal senso la dichiarazione (16 settembre) del professor Antonio Pesenti, direttore del Dipartimento di rianimazione del Policlinico di Milano e coordinatore delle t.i. dell’Unità di crisi della Lombardia: “I malati ricoverati in questi giorni in terapia intensiva in Lombardia sono gravi come quelli di marzo. E mi aspetto una mortalità simile, intorno al 40%”. La riduzione delle percentuali sui casi totali correla invece con il forte calo dell’età mediana dei contagiati rispetto a fine lockdown: negli ultimi 30 giorni (dati Iss aggiornati al 16 settembre) è di 35 anni, a inizio maggio era a quota 56.

A riprova di quanto pesi il fattore età, l’accelerazione dei ricoveri da inizio mese corrisponde a un rapido innalzamento della mediana (da 29 a 35 anni in sole 2 settimane) e ad una maggiore diffusione tra gli over 50, che rappresentano il 28,2% dei casi totali.

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