Bollettino Coronavirus del 16 Settembre 2020


L’incremento nazionale dei casi in data 16 settembre è +0,50% (ieri +0,42%) con 291.442 contagiati totali, 215.26 dimissioni/guarigioni (+620) e 35.645 deceduti (+12); 40.532 infezioni in corso (+820). Elaborati 100.607 tamponi (ieri 80.517); 1.452 positivi; rapporto positivi/tamponi 1,44% (ieri 1,52%). Ricoverati con sintomi 2.285 (+63); terapie intensive +6 (207).

Nuovi casi soprattutto in: Campania 189; Lazio 165; Lombardia 159; Veneto 159; Piemonte 117; Puglia 103; Sicilia 90; Toscana 90. In Lombardia curva +0,15% (ieri +0,17%) con 17.831 tamponi (ieri 19.399) e 159 positivi; rapporto positivi/tamponi 0,89% (ieri 0,90%); 103.799contagiati totali; ricoverati +1 (264); terapie intensive +1 (30); decessi +2 (16.905).

Torniamo oggi sul tema dei tamponi, e su quanto i nuovi casi giornalieri possano essere fuorvianti se non rapportati al numero dei tamponi elaborati. La giornata del 15 settembre (ieri) offre da questo punto di vista un esempio illuminante: il maggior numero di nuovi casi (176) è stato riscontrato in Lombardia con 19.399 tamponi e un rapporto positivi/tamponi di 0,90% (contro una media nazionale di 1,52%).

Di tutte le altre Regioni o Province autonome solo Calabria (0,33%) e Molise (0,41%) hanno avuto un dato migliore, peraltro con un numero di casi esiguo (rispettivamente 4 e 1). Vediamo tutti le altre in dettaglio: Liguria rapporto positivi/tamponi 5,76%; Campania 5,56%; Provincia autonoma di Trento 3,22%; Provincia autonoma di Bolzano 2,45%; Sardegna 2,22%; Lazio 1,79%; Sicilia 1,77%; Abruzzo e Valle d’Aosta 1,76%; Puglia 1,62%. Fin qui tutte sopra le media nazionale. Sotto media troviamo: Veneto 1,41%; Emilia Romagna 1,26%; Marche 1,11%; Piemonte 1,04%; Umbria e Basilicata 1,0%; Friuli 0,92% e Toscana 0,91%.

Il numero totale nazionale relativo ai tamponi risente da tempo in modo evidente (e sbilanciato) del contributo diagnostico delle Regioni più attive: da inizio settembre Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto hanno spesso rappresentato oltre il 55% dei test effettuati a livello nazionale. Tenendo presente l’obiettivo ottimale di 250.000 al giorno, cosa accadrebbe se tutte le Regioni si allineassero al dato lombardo? Purtroppo rimarremmo ampiamente sotto soglia, perché la Lombardia pesa per un sesto circa (il 16,6%) della popolazione italiana: e i suoi 19.399 tamponi del 15 settembre corrisponderebbero a soli 116.861 test su scala nazionale.

Per arrivare, con un’equa distribuzione rispetto alla popolazione, ai 250.000 necessari, la Lombardia dovrebbe arrivare a una media di 41.500 tamponi al giorno: e, restando alle Regioni più “virtuose” in fatto di test, il Lazio dovrebbe salire a 24.325; il Veneto a 20.300; l’Emilia Romagna a 18.450. Numeri circa doppi rispetto a quelli attuali. Per le altre Regioni la strada sarebbe molto più in salita: le prime due del Sud (Campania e Sicilia) dovrebbero rispettivamente quasi quadruplicare e quintuplicare la media dei test attuali.

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