Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 16 Ottobre 2020


L’incremento nazionale dei casi in data 16 ottobre è +2,62% (ieri +2,36%) con 391.611 contagiati totali, 247.872 dimissioni/guarigioni (+1.908) e 36.427 deceduti (+55); 107.312 infezioni in corso (+8.046). Elaborati 150.377 tamponi (ieri 162.932); 10.010 positivi; rapporto positivi/tamponi 6,65% (ieri 5,40%). Ricoverati con sintomi 6.178 (+326); terapie intensive +52 (638).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 2.419; Campania 1.261; Piemonte 821; Lazio 795; Toscana 755; Veneto 704; Liguria 585; Sicilia 578; Emilia Romagna 544; Puglia 313. In Lombardia curva +2,03% (ieri +1,77%) con 30.587 tamponi (ieri 32.507 ) e 2.419 positivi; rapporto positivi/tamponi 7,90% (ieri 6,35%); 121.130 contagiati totali; ricoverati +108 (834); terapie intensive -1 (71); 7 decessi (17.044).

All’ultima rilevazione dell’Iss (periodo 5-11 ottobre 2020, quindi senza riflettere l’esplosione dei casi dell’ultima settimana) l’indice Rt nazionale aveva raggiunto quota 1.17: segnale di un’epidemia che ha ripreso a correre dopo aver sfondato la prima linea di difesa, quella del tracciamento dei contatti. Linea di difesa sulla quale pesa il mancato rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione, peraltro previsto, nel corso dei mesi estivi. Solo in questo modo si spiega l’improvviso ed esponenziale aumento dei nuovi casi: mancato tracing dei contatti, con soggetti positivi non più individuati e in grado di dar vita a catene di trasmissione fuori controllo.


Il dettaglio dell’Rt regionale alla data dell’11 ottobre era: Molise 0.83; Calabria 0.94; Basilicata 1.0; Liguria 1.02; Sardegna 1.10; Emilia Romagna 1.12; Lazio 1.14; Puglia 1.14; Marche 1.14; Lombardia 1.15; Veneto 1.15; P.A. Trento 1.15; Abruzzo 1.18; Sicilia 1.23; Friuli 1.24; Toscana 1.28; Campania 1.29; P.A. Bolzano 1.32; Piemonte 1.39; Umbria 1.40; Valle d’Aosta 1.53.

Sempre alla data dell’11 ottobre risultavano attivi sul territorio 4.913 focolai (+1.749 rispetto alla settimana precedente): un valore nettamente superiore a quello (4.000) che da tempo veniva indicato come valore soglia oltre il quale la rete di tracciamento non avrebbe retto il carico di lavoro necessario. Secondo i dati dell’Ecdc (il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie) aggiornati al 15 ottobre, la media di nuovi casi calcolati nelle ultime due settimane vede l’Italia a quota 71,51 per 100.000 abitanti.

Tra gli altri Paesi europei troviamo: Germania (29,8); Svezia (40); Austria a (76,9); Spagna (148); Gran Bretagna (151,1); Francia (160,8); Olanda (217,6) e Belgio (257,7). Terremo sotto controllo questo andamento nelle prossime settimane: sapendo che, senza interventi in grado di appiattirne la curva, l’evoluzione dell’epidemia seguirà il trend dei Paesi ora in fase più avanzata. Proprio come, a parti invertite, era accaduto in primavera con l’Italia a fare da apripista.


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