Bollettino Coronavirus del 16 Novembre 2020


In data 16 novembre l’incremento nazionale dei casi, con il solito calo post weekend, è +2,32% (ieri +2,96%) con 1.205.881 contagiati totali, 442.364 dimissioni/guarigioni (+21.554) e 45.733 deceduti (+504); 717.784 infezioni in corso (+5.295). Elaborati 152.663 tamponi (ieri 195.275); 27.354 positivi; rapporto positivi/tamponi 17,91% (ieri 17,40% ). Ricoverati con sintomi +489 (32.536); terapie intensive +70 (3.492).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 4.128; Campania 4.079; Piemonte 3.476; Emilia Romagna 2.547; Toscana 2.433; Lazio 2.407; Veneto 1.996; Sicilia 1.461. In Lombardia curva +1,28% (ieri +2,57%) con 18.037 tamponi (ieri 38.702) e 4.128 positivi; rapporto positivi/tamponi 22,88% (ieri 20,82%); 324.908 contagiati totali; ricoverati +120 (7.901); terapie intensive +18 (855); 99 decessi (19.466). Riproponiamo un parallelo Italia-Francia per capire a che punto siamo davvero. In Francia, dopo 16 giorni dall’introduzione del lockdown, l’epidemia sembra tornare sotto controllo. Nel periodo 9-15 novembre i nuovi casi sono stati 194.503 contro i 283.726 della settimana pre-lockdown (23-29 ottobre): il calo è del 31,44%. In Italia, dopo 9 giorni dall’introduzione delle prime zone rosse, il periodo 9-15 novembre si è chiuso con 243.429 nuovi casi contro i 222.398 pre-misure (30 ottobre-5 novembre): la crescita è dell’8,63%.

In Francia il rapporto positivi tamponi (ultimo dato15,7%) è in costante discesa dal picco del 4 novembre (20,7%). In Italia il valore è in altalena, ma non scende: nel periodo 6-15 novembre ha oscillato tra un minimo di 14,60% (11 novembre) e un massimo di 17,40% (ieri, 15 novembre). In Francia si discute su quanto a lungo mantenere le misure di contenimento per stabilizzare l’indice Rt a quota 0.6-0.7, raggiunta proprio in questi giorni e considerata idonea per controllare in modo efficace il contagio. In Italia siamo ancora sopra quota 1.0 (1.07 alla sera del 15 novembre, metodo Kohlberg-Neyman modificato) e già si ipotizzano, su base locale, allentamenti a breve legati ai passaggi tra zone gialle, arancioni e rosse. Nel frattempo il segnale di inversione di tendenza nel numero dei casi nella settimana mobile, cui abbiamo accennato ieri, non ha purtroppo trovato conferma: 243.429 casi (9-15 novembre) contro 242.066 (8-14 novembre).

Anche qui, siamo in altalena. Ma soprattutto la pressione sugli ospedali è in continuo aumento: tra il 9 e il 15 novembre i posti occupati in terapia intensiva sono aumentati di 673 unità, quelli in area medica di 5.607 (fonte: dati Regioni, ministero della Salute, Iss). E per l’inerzia dei contagi delle ultime due settimane continueranno a crescere, anche se speriamo più lentamente, nei prossimi giorni. Nervi saldi, e non illudiamo le persone. La strada intrapresa è quella giusta, ma è lunga: e non ammette né scorciatoie, né repentini cambi di rotta.

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