Coronavirus

Bollettino Coronavirus del 11 Novembre 2020


In data 11 novembre l’incremento nazionale dei casi è +3,31% (ieri +3,65%) con 1.028.424 contagiati totali, 372.113 dimissioni/guarigioni (+9.090) e 42.953 deceduti (+623); 613.358 infezioni in corso (+23.248). Elaborati 225.640 tamponi (ieri 217.758); 32.961 positivi; rapporto positivi/tamponi 14,60% (ieri 16,11% ). Ricoverati con sintomi +811 (29.444); terapie intensive +110 (3.081).

Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 8.180; Campania 3.166; Veneto 3.082; Piemonte 2.953; Toscana 2.507; Lazio 2.479; Emilia Romagna 2.428; Sicilia 1.487; Puglia 1.332; Liguria 1.102. In Lombardia curva +2,95% (ieri +4,12%) con 52.712 tamponi (ieri 47.194) e 8.180 positivi; rapporto positivi/tamponi 15,51% (ieri 23,21%); 284.666 contagiati totali; ricoverati +225 (6.907); terapie intensive +56 (764); 152 decessi (18.723).
Prosegue anche oggi la tendenza al ribasso dell’indice Rt, che utilizzando il metodo semplificato e istantaneo Kohlberg-Neyman possiamo calcolare alla data di ieri, 10 novembre: 1.44 a livello nazionale (1.51 il 9 novembre, era 1.89 il 5 novembre); 1.39 per la Lombardia (1.42 il 9 novembre, era 1.99 il 5 novembre); 1.24 per la sola città di Milano (1.27 il 9 novembre, era 1.64 il 5 novembre).

Il trend è confortante, ma i valori restano troppo lontani dall’obiettivo di riportare il valore in modo stabile e non transitorio sotto la soglia di 1.0: che segnerebbe finalmente l’inversione di tendenza con una riduzione dei nuovi casi e, a distanza di pochi giorni, del numero dei ricoverati.
Purtroppo anche il dato più basso tra quelli indicati, l’1.24 del capoluogo lombardo, è in grado di generare un numero altissimo e crescente di contagi con gli inevitabili riflessi sulla tenuta del sistema sanitario, ormai vicino alla saturazione in molte aree della Regione.
Discorso analogo, ma con preoccupazione maggiore, deriva ovviamente dalla valutazione di valori di Rt superiori.


A preoccupare, per le ricadute sul numero dei ricoveri e la gravità della manifestazioni cliniche della Covid-19, è anche il costante innalzamento dell’età mediana dei contagiati passata in sole due settimane da 42 a 45 anni: segno di un maggiore coinvolgimento delle fasce più anziane della popolazione (più esposte a forme severe della malattia) dopo aver toccato nel mese di luglio un minimo di 29 anni (il massimo, mediana di 66 anni, risale alla settimana 6-13 aprile 2020). La fascia dei soggetti compresi tra 51 e 70 anni è passata dal 17,5% di metà agosto al 26,5% dell’ultima rilevazione Iss (Report esteso del 7 novembre, dati relativi al periodo 19 ottobre – 1 novembre). In rialzo, con gli stessi periodi di riferimento, anche i casi nella fascia over 70: da 8,2% a 11,9%.


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