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Economia

Bitcoin continua a volare e c’è chi ora ci crede

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Il 2020 è stato un anno di ripresa per il bitcoin con un aumento del 279% nel corso dei 12 mesi. A dicembre 2020 la regina delle criptovalute ha sfondato quota 20 mila dollari per la prima volta a dicembre per poi toccare a fine mese quasi i 30mila. Nel 2021, grazie anche alla ‘spinta’ del fondatore di Tesla, Elon Musk che ha deciso di investire 1,5 miliardi di dollari nel criptovaluta a febbraio, il bitcoin ha superato prima i 50 mila dollari e poi nei giorni scorsi ha superato anche quota 60 mila dollari raggiungendo un record a 61.556 dollari. Dopo anni in cui le criptovalute e il loro andamento sono state considerate come delle bolle speculative destinate a scoppiare lo sguardo degli attori del mercato sembra essere cambiato a torto o a ragione. Secondo alcuni analisti l’aumento attuale del bitcoin avrebbe basi più solide rispetto al passato: operatori di mercato tradizionali come fondi di investimento e aziende sembrano guardare ormai al bitcoin come a un investimento possibile. E c’è chi inizia a ‘scommettere’ su un fenomeno che potrebbe essere destinato a durare nel tempo. 

In un report Deutsche Bank sostiene che il bitcoin che è ormai “troppo importante per essere ignorato”. La capitalizzazione in borsa della criptovaluta, a oltre 1.000 miliardi di dollari, infatti, sostengono gli analisti della banca tedesca, “la rende troppo importante” per essere appunto ignorata. Per gli analisti dell’istituto di credito tedesco “finché i gestori di fondi e le aziende continueranno a essere attratti” dalla criptovaluta i prezzi del bitcoin “continuerà ad aumentare”. Tuttavia “dovrebbe restare alta la volatilità” a causa della sua negoziabilità limitata: pertanto “il valore del bitcoin continuerà a salire e a scendere” nel prossimo futuro.  

Un fenomeno, questo, che gli analisti dell’istituto di credito chiamano ‘Tinkerbell Effect’ (effetto Campanellino) riferendosi al personaggio immaginario creato da James Barrie nella sua famosa opera Peter Pan: “più persone credono a qualcosa più è probabile che questo qualcosa accada”, un po’ come Trilli che esiste perché i bambini credono che esista. Per Deutsche Bank ormai le banche centrali e i governi hanno capito che le criptovalute ormai “ci sono e resteranno” e quindi “ci si aspetta che dovrebbero iniziare a regolarmentarle alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo anno”. 

Tuttavia per la banca tedesca “nel medio lungo periodo” e soprattutto a causa della forte volatilità “è poco probabile che le criptovalute saranno utilizzate come un mezzo di pagamento diffuso”. Secondo Deutsche Bank meno del 30% delle transazioni in bitcoin è legato ai pagamenti di beni e servizi (il 70% circa viene invece utilizzato come investimento finanziario): nel 2020, osservano gli analisti della banca, 28 milioni di bitcoin hanno cambiato proprietario, ossia l’equivalente del 150% totale dei bitcoin in circolazione. Nello stesso momento 40 milioni di azioni Apple sono state scambiate, l’equivalente del 270% delle azioni totali in circolazione. Insomma, per Deutsche Bank il bitcoin “deve ancora dimostrare il suo valore in quanto valuta di pagamento per essere all’altezza della sua reputazione”.  

L’attuale capitalizzazione in borsa di Tesla, rileva Deutsche Bank, “è di 665 miliardi di dollari al 12 marzo 2021, quasi cinque volta quella di Ford e Gm messe insieme”. Una capitalizzazione notevole se si pensa che Gm ha venduto circa 8 volte più auto rispetto a Tesla nel 2020 e Ford ne ha vendute 5 volte di più. “Il rapporto tra capitalizzazione e veicoli venduti da Tesla e Ford dimostra che il valore attuale di Testa è 63 volte superiore a quello di Ford”. La valutazione di Tesla sul mercato è legata allo sviluppo del mercato automobilistico verso l’auto elettrica e si ritiene che Tesla resterà un leader assoluto del settore. Allo stesso modo, osservano gli analisti della banca tedesca, “il valore complessivo del bitcoin viene valutato in 1.075 miliardi al 15 marzo 2021”, ossia il 102% del valore dello yen, il 65% dell’euro, il 53 del dollaro e il 904% della sterlina. Eppure, rileva Deutsche Bank, “il numero di bitcoin che vengono scambiati mediamente quotidianamente in dollari è l’equivalente dello 0,05% rispetto allo yen e dallo 0,06% rispetto alla sterlina”.  

L’attuale valutazione del mercato in merito al bitcoin parte del presupposto che nel futuro “diventerà un importante mezzo di pagamento”. La storia di Tesla ha cinque anni in più rispetto a quella del bitcoin e, rileva Deutsche Bank, “ha sempre suscitato dibattito tra le persone che vedono il fenomeno Tesla come un fenomeno temporaneo e di moda e quelli che vedo Tesla come il futuro del settore automobilistico”. Il sentiment del mercato, osservano gli analisti della banca tedesca, “ha iniziato a cambiare in modo significativo negli ultimi 18 mesi quando Tesla ha iniziato a registrare i primi risultati” e le vendite sono aumentate. Facendo un parallelismo gli analisti dell’istituto di credito tedesco sostengono che “i prossimi due o tre anni dovrebbe essere il punto di svolta per il bitcoin: il consenso e il suo futuro potrebbe emergere man mano”. 

Il bitcoin è nato il 3 gennaio del 2009. I suoi primi 12 anni di vita sono stati anni di crescita altalenante per la criptovaluta che rappresenta oltre i due terzi del mercato delle criptovalute. Dopo aver raggiunto la parità con il dollaro nel febbraio del 2011, il valore del bitcoin è cresciuto nel tempo arrivando a quota 100 dollari nell’aprile del 2013. Nel 2016 l’adozione da parte di alcuni negozi online del bitcoin come valuta per gli acquisti e l’accettazione da parte della banca centrale del Giappone del ruolo della criptovaluta fanno sì che il valore riprenda la sua corsa, chiudendo l’anno a 959 dollari. 

Il biennio 2017-18 è stato quello che mostrerà l’estrema volatilità del bitcoin. Come ricorda Deutsche Bank nel suo report all’inizio del 2017 “il valore del bitcoin si aggirava intorno a 1.000 dollari. A dicembre dello stesso anno il bitcoin ha raggiunto quasi 20 mila dollari. Nel febbraio del 2018 il prezzo è sceso a 7 mila dollari”. Il bitcoin chiude il 2018 ad ‘appena’ 3.200 dollari. A metà 2019, tra alti e bassi, un bitcoin arriva a toccare i 12.500 dollari dopo aver iniziato l’anno intorno ai 4mila. Dai 4.900 dollari di marzo 2020, sottolinea Deutsche Bank, “il bitcoin ha superato i 60 mila dollari la settimana scorsa: uno dei fattori più importanti che hanno spiegato l’aumento del valore del bitcoin è stato l’ingresso su quel mercato di hedge fund e di altri investitori istituzionali”. Ogni anno, ricorda Deutsche Bank nel suo studio, sono tante le persone che hanno giudicato il Bitcoin e Tesla come “in fin di vita”: dal 2010, rileva la banca tedesca, il bitcoin “è stato dichiarato morto circa 400 volte” ma ormai il trend è in calo. 

Secondo alcune indiscrezioni emerse a febbraio Deutsche Bank starebbe studiando la possibilità di offire nuove servizi alle grande istituzioni finanziarie che vorrano investire nelle criptovalute: oltre all’acquisto l’istituto di credito tedesco garantirebbe anche la custodia dei crypoto-asset. Secondo quanto era trapelato il servizio si chiamerà Deutsche Bank Digital Asset Custody. 

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Economia

Al via fusione tra MediaForeurope e Mediaset espana comunicacion

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(Adnkronos) – I Consigli di Amministrazione di Mfe-Mediaforeurope N.v. e Mediaset España Comunicación S.a hanno approvato oggi il progetto di fusione transfrontaliera di Mediaset España Comunicación in Mfe-mediaforeurope. Le Assemblee degli Azionisti delle due Società saranno convocate per approvare la Fusione, presumibilmente nel mese di marzo 2023. E’ quanto si legge in una nota. 

“Come stabilito, procede il percorso di Mfe-mediaforeurope verso la creazione di un gruppo mediatico paneuropeo. Il progetto di fusione approvato oggi, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia e dalla crisi economica generata dal conflitto in Ucraina, rappresenta un passo avanti nella costruzione di un polo televisivo europeo in grado di sostenere la competizione internazionale con maggiore solidità̀ e dimensioni più adeguate”. Così Pier Silvio Berlusconi, Ceo di Mfe-Mediaforeurope commenta l’operazione. 

“Al termine del merger, Mfe-mediaforeurope avrà il controllo al 100% delle attività spagnole e italiane della società, oltre a essere primo azionista in Germania del broadcaster quotato ProSieben-Sat1. Continua quindi il progetto verso un progressivo consolidamento cross-country: un nuovo gruppo di tv nazionali focalizzate sulla produzione di contenuti locali che potrà lavorare per costruire una piattaforma tecnologica e commerciale di grande scala a livello europeo”, conclude. 

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Economia

Salvini, ‘attrarre investimenti privati’

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(Adnkronos) – ”Attrarre ingenti investimenti privati dall’estero. L’Italia deve essere un paese dove conviene investire in infrastrutture e con una ragionevole redditività”. Lo sottolinea il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, in occasione del convegno di Asstra, che ha poi aggiunto: ”Soldi ne ho pochi”.  

”Il Codice dei contratti entrerà in vigore, e stiamo ragionando con l’Europa perchè quando cambia una normativa sulla contrattualistica, il rischio è che si blocchi tutto il percorso in itinere. Nel 2023 deve essere l’anno record di messa a terra di investimenti pubblici, stiamo ragionando se la data di luglio prevista dal Pnrr, possa essere accompagnata, anche perchè i Comuni italiani nei due terzi dei casi hanno meno di 5 mila abitanti, quindi non hanno gli uffici tecnici di Roma o Milano. Quindi mettere a terra un articolato di 230 nuove norme più 35 allegati. Noi stiamo ragionando su una task force che accompagni e spieghi come mettere a terra le risorse”. Lo sottolinea il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione del convegno di Asstra.
 

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Finanza

Piazza Affari negativa, ma vola Tim

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(Adnkronos) – Giornata leggermente negativa per le Borse europee. Mentre si attendono i prossimi pronunciamenti di mercoledì e giovedì da parte delle banche centrali europea e statunitense, diminuisce la fiducia degli investitori, visto che l’inflazione spagnola ha ripreso a salire in modo inaspettato a gennaio, mentre in Italia crescono i prezzi alla produzione. Insomma, almeno la Bce potrebbe non rivedere, ma anzi continuare con la linea dura sulle sue politiche monetarie restrittive. 

Preoccupa poi il dato sul Pil del quarto trimestre della Germania, sceso dello 0,2%. I timori per una Bce aggressiva spingono il rendimento dei titoli di Stato. Mentre rimane alta l’attenzione per l’evoluzione della guerra in Ucraina e per i suoi riflessi sulla crisi energetica, poi, il gas al Ttf di Amsterdam scende ancora, sotto i 55 euro al megawattora. In discesa, quindi, anche il prezzo del petrolio, con Brent e Wti che scivolano di circa lo 0,3%. 

A Milano il Ftse Mib perde lo 0,38% e chiude a 26.335,98. In salita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, attorno ai 192 punti base. In crescita anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,18%. Sul listino principale di Piazza Affari bene Tim, che guadagna il 4,64%. Si parla di una possibile offerta di Cassa depositi e prestiti entro la fine di febbraio, con una valutazione attorno ai 24 miliardi di euro, ma Vivendi smentisce e fa muro contro l’ipotesi. 

Buoni risultati anche per Recordati (+1,20%) e Saipem (+1,15%). Bene, poi, alcuni bancari, sostenuti dalla prospettiva di una Bce aggressiva: Unicredit sale dello 0,24%, Banca Mediolanum dello 0,83%, Mediobanca dello 0,36%. In coda, invece, Hera (-2,07%), Interpump (-2,22%), A2a (-1,35%), Iveco (-1,61%), Stellantis (-1,21%), Enel (-0,95%) e Tenaris (-1,52%). (in collaborazione con Money.it) 

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Economia

Gas, per ristoranti e alberghi ok taglio bollette 40% ma servono certezze

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(Adnkronos) – “Ben venga una riduzione dei prezzi del gas ma servono non solo soluzioni tampone anche strutturali da parte del governo nazionale e da parte dell’Europa”. E’ quanto afferma il presidente di Assoturismo-Confesercenti Vittorio Messina interpellato dall’Adnkronos in merito agli annunci fatti dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e alle soluzioni allo studio del governo. “Quello che a noi preoccupa è non avere certezze, è come se giocassimo a Poker, scopriamo le carte nel momento in cui ce le danno: apriamo la bolletta e ci rendiamo conto” sostiene l’imprenditore. “Apprezziamo gli sforzi che sta facendo il governo e l’Europa ma siamo spaesati. Avremmo gradito una maggiore tempestività e una maggiore attenzione sulle scelte, dai rigassificatori a rifornimenti di materia prima. Noi al governo diamo carta bianca, siamo fiduciosi, – sottolinea – però il tempo è contro di noi. Non possiamo aspettare tanto”.  

“Le varie soluzioni come il credito d’imposta o una riduzione parziale della bolletta aiutano nel breve periodo – aggiunge Messina – ma qui non si tratta di fronteggiare un aumento del 10% per uno o due mesi, l’aumento è troppo elevato e se uno ritarda nel pagamento delle utenze va incontro alla sospensione del servizio che per una ripresa significa chiudere i battenti”.  

Quanto a possibili soluzioni da ricercare la Fipe sostiene che “ad oggi sono stati concessi crediti d’imposta per gli ultimi 9 mesi del 2022 e se ne profilano di nuovi per gennaio-marzo 2023. Il credito d’imposta è una buona soluzione – osserva Matteo Musacci, vice presidente Fipe-Confcommercio – ma non può essere l’unica, perché alla fine ce lo andiamo a ripagare tutti. Bisogna trovare soluzioni più importanti perché ci sono grandi compagnie energetiche che continuano ad avere utili impressionanti, aumenti sostanziali, a fronte dei quali ci rimettono solo le famiglie e le imprese” conclude Musacci.  

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Economia

Arrivano gli NFT dei Carabinieri

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(Adnkronos) – Le tecnologie del Web3 proseguono la loro espansione, coinvolgendo investitori e attori istituzionali di prestigio. L’ultima ad aggiungersi alla lista, è l’Arma dei Carabinieri, che ha recentemente presentato il nuovo calendario per l’anno 2023. A un numero limitato di copie cartacee saranno infatti affiancate 16 tavole digitali realizzate dall’Agenzia Armando Testa. I prodotti saranno in vendita online, con i ricavi dell’operazione che saranno devoluti in beneficenza alla onlus Charity Stars, impegnata da anni nel sostegno ai più deboli. 

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Economia

Innovatec, Matteo Marini nuovo amministratore delegato

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(Adnkronos) – Innovatec, quotata sul mercato Euronext Growth Milan, rende noto che nell’ambito del processo di rafforzamento della governance della società, il consiglio di amministrazione riunitosi oggi sotto la presidenza di Elio Cosimo Catania, su raccomandazione del comitato della remunerazione, ha cooptato e nominato all’unanimità con effetto immediato, Matteo Marini nuovo amministratore delegato del gruppo, prendendo atto delle dimissioni, con effetto immediato di Roberto Maggio, dal ruolo di amministratore delegato e di Mario Gamberale come amministratore. 

Roberto Maggio rimane in carica come amministratore ed assisterà e supporterà Matteo Marini – almeno nella fase iniziale – in tutte le attività operative e gestionali della società e del gruppo. Mario Gamberale rimane nel gruppo focalizzandosi maggiormente nello sviluppo del business Efficienza Energetica della controllata Innovatec Power srl, società della quale è anche presidente esecutivo. 

Matteo Marini, 57 anni, laureato in Economia alla Bocconi di Milano, ha ricoperto dal 1997 incarichi di crescente responsabilità in ABB, Società leader nell’automazione e nell’energia, fino a ricoprire nel periodo 2013-2015, il ruolo di ceo della Regione Mediterranea e amministratore delegato di ABB spa, e successivamente, dal 2015 al 2019, presidente del cda e head of Europe della divisione Power Grids. Nel 2020 è fondatore di una start-up innovativa per lo sviluppo di applicativi (Internet of Things) nell’ambito della raccolta rifiuti. E’ stato presidente del cda di IMQ Group dal 2015 al 2023 ed è membro del cda di Costacurta spa dal 2015. 

“La nomina di Marini ad amministratore delegato del gruppo Innovatec è per me e per l’intero consiglio motivo di grande soddisfazione”, ha commentato Elio Cosimo Catania, presidente di Innovatec. “Grazie alla competenza, all’esperienza e all’attenzione ai risultati che lo caratterizzano, il nuovo ceo saprà accompagnare Innovatec nel suo percorso di sviluppo, valorizzando il ruolo decisivo che il nostro Gruppo deve avere nella transizione energetica ed ecologica del Paese”. 

“Entrare a far parte del Gruppo Innovatec – ha dichiarato Marini, amministratore delegato – è per me una grande soddisfazione e sono grato al consiglio per la fiducia che mi sta dando. Il mio obiettivo è far esprimere al gruppo il suo potenziale, valorizzando le risorse, le competenze e la conoscenza del mercato, elementi fondamentali per sostenere la nostra crescita e la nostra visione di sostenibilità e di circolarità”. 

Matteo Marini resterà in carica sino alla prossima assemblea degli azionisti della Società. A nome del consiglio di amministrazione, il presidente Elio Cosimo Catania, ha espresso a Roberto Maggio un sincero ringraziamento per l’impegno, la dedizione e il fattivo contributo per la creazione di valore durante il periodo in cui ha guidato la Società, fondamentale per intraprendere quel percorso di rilancio che ha riportato la Società ad una significativa redditività, nonché a porre le basi per un futuro che possa far esprimere a Innovatec tutte le sue potenzialità. Un vivo ringraziamento va inoltre a Gamberale per il suo fattivo impegno come amministratore di Innovatec: continuerà a rimanere all’interno del gruppo focalizzandosi al meglio nello sviluppo del business dell’efficienza energetica. 

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Economia

New York apre alle cripto?

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(Adnkronos) – Lo Stato di New York è famoso in tutto il mondo per la severità della sua legislazione sulle valute digitali. Al peggioramento della situazione ha sicuramente contribuito il collasso di FTX, con i tribunali statunitensi che hanno messo sotto la lente di ingrandimento le attività degli operatori del settore. La situazione, però, potrebbe presto cambiare: è infatti approdato al senato statale un disegno di legge che punta a rendere legale il pagamento di multe e sanzioni in Bitcoin, Ethereum e Litecoin. 

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Economia

Come cambia il lavoro secondo LinkedIn

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(Adnkronos) – LinkedIn, la piattaforma gratuita impiegata nello sviluppo di contatti professionali e nella diffusione di contenuti specifici relativi al mercato del lavoro, ha stilato una lista delle professioni in più rapida crescita nel nostro Paese: quelle, cioè, la cui domanda è cresciuta più velocemente negli ultimi cinque anni, da gennaio 2018 a luglio 2022. Al primo posto l’addetto allo sviluppo commerciale, all’ultimo lo specialista amministrativo delle risorse umane. 

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Economia

Maison Du Dodo sbarca online con sito web

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(Adnkronos) – Maison Du Dodo, il nuovo brand Made in Italy, sbarca online con il suo sito. L’idea, che ha preso forma nel corso del biennio 2020-2022, nasce da un’intuizione della compagnia sud-coreana Hyaloid. Fondata da Shin Sang Hyun, cuore ed anima del progetto, e rappresentata dal suo ceo Oh Sang Hyeon, si pone come un player alternativo nell’industria dell’information technology e nel modo di creare abbigliamento. 

Maison Du Dodo è la prima nata di questo percorso.Un brand che rispecchia e condivide a pieno i tre valori cardine della sua general manager, Li Jia. Unicità, come il simbolo stesso del Dodo capace di trasmettere di generazione in generazione un messaggio di inclusività e di co-esistenza dove ciò che è diverso, come ciascuno di noi, è pertanto irripetibile. Moda, creatività ed eleganza sono le caratteristiche universalmente riconosciute alla manifattura artigianale tipica del Bel Paese. Ed è proprio in Italia che i capi ed accessori vengono disegnati e realizzati. Dalle mani di esperti artigiani tessili si dipana nel mondo una nuova rinascita tutta italiana. 

Impegno e dedizione per l’ambiente si rispecchiano in una identificazione di artigiani riconosciuti per il loro lavoro eco-compatibile. A partire dalle materie prime, scelte da fonti etiche, fino alla fine del processo di produzione, pensato per ridurre le emissioni di carbone, le collezioni di Maison Du Dodo voglio incarnare l’idea del lusso sostenibile a prezzi accessibili. Farsi portavoce di questi messaggi e comunicarli abbracciando più comunità possibili è la missione del brand che sceglie di affiancare al proprio lavoro la piattaforma Dodo. Il lancio è previsto per i primi mesi del 2023, quando la nuova community sarà pronta ad accogliere incontri e scambi di idee in un ambiente eco-friendly. 

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Coronavirus

Trasporti, studio Mobilitevolution: non si può mirare a mobilità sostenibile senza forte sistema

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(Adnkronos) – Non si può mirare alla mobilità sostenibile senza un forte sistema di Trasporto Pubblico Locale, che necessita di una prospettiva di sviluppo a lungo termine per garantire il futuro del settore. Questo è il principio chiave che emerge dallo studio Mobilitevolution, presentato oggi presso il Museo Maxxi di Roma, dagli esperti dell’Associazione Trasporti Asstra. Il gruppo di ricerca, che in Italia coinvolge 145 aziende, ha individuato quattro principali aree di intervento necessarie per raggiungere gli obiettivi di mobilità sostenibile.  

In primo luogo, si legge nel paper, sarà fondamentale delineare un intervento normativo che elimini ogni disomogeneità del quadro regolatorio nazionale rispetto alla normativa comunitaria. Scopo di questa unificazione deve essere la semplificazione e l’eliminazione di vincoli e limiti per le società partecipate. Il secondo termine chiave che gli autori enfatizzano riguarda le risorse, che devono necessariamente supportare e accompagnare gli investimenti, mirando a una maggiore flessibilità tariffaria a favore delle imprese, che promuoverebbe al contempo la limitazione del fenomeno dell’evasione tariffaria. In aggiunta, inoltre, il settore dovrà investire nell’innovazione, nella transizione energetica finalizzata all’acquisto di mezzi ad alimentazione alternativa. Ciò contribuirà a conciliare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e sociali con la sostenibilità economica della governance nella gestione dei sistemi digitali integrati. Da ultimo, infine, la mobilità non potrà prescindere da un incremento dei livelli di produttività del lavoro associato ad un sistema di relazioni industriali adeguato alle sfide del processo tecnologico.  

“È assolutamente necessario – scrivono gli autori – prevedere il rifinanziamento, anche attraverso degli interventi strutturali ed automatici, del fondo carburanti a copertura dei maggiori costi sostenuti dalle imprese Tpl rispetto al 2021 per l’acquisto dei carburanti e dell’energia elettrica ed il potenziamento del credito”. Il Covid-19, concludono gli esperti, “la convergenza tra transizione ecologica e digitalizzazione e, a seguito del conflitto ucraino, la crisi energetica e l’inflazione, richiedono interventi mirati per favorire la competitività del settore, la stabilità del quadro normativo e la certezza delle risorse economiche a disposizione. Il settore ha dimostrato, specie in questi ultimi anni, una forte capacità di resilienza rispetto a tutti gli eventi, normativi, pandemici e bellici, che hanno inciso ed incidono sull’equilibrio economico-finanziario ed organizzativo delle imprese e sulle prospettive del settore. Occorre, oggi, un ‘ritorno al futuro’ da intendersi nel senso di uscire dalle logiche emergenziali e ridare al settore una visione ed una prospettiva di sviluppo di lungo periodo”.  

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