Biblioteca Nadir Tedeschi inaugurata a Badia Polesine


A dodici mesi dalla scomparsa e nel giorno del suo compleanno, inaugurata a Badia Polesine la sezione della biblioteca comunale intitolata a Nadir Tedeschi, ex parlamentare ed ex segretario milanese della Democrazia Cristiana, già gambizzato dalle Brigate Rosse. Costituita da un fondo librario forte di oltre 800 volumi, è stata realizzata su precisa indicazione dell’ex onorevole, disposta nelle indicazioni testamentarie. L’inaugurazione con una cerimonia nella millenaria Abbazia della Vangadizza, sede della biblioteca comunale di Badia Polesine, alla presenza dei sindaci Giovanni Rossi (Badia Polesine) e Fabio Bottero (Trezzano sul Naviglio). 

“Nadir Tedeschi ha sempre mantenuto un contatto stretto con la sua terra natale – ha sottolineato Giovanni Rossi – e siamo felici che abbia avuto un pensiero pratico e di aiuto per i suoi concittadini. Un grazie speciale ai figli Alessandra e Stefano che hanno subito messo a disposizione il fondo librario rendendo possibile, con la collaborazione dell’assessore alla cultura e del personale comunale, l’apertura di questa nuova sezione della biblioteca cittadina”. 

“Ricordo Nadir Tedeschi per il suo impegno e il suo esempio – ha chiosato Fabio Bottero, ricordando la militanza da consigliere comunale nella cittadina dell’hinterland milanese in cui l’ex parlamentare si era stabilito – e siamo orgogliosi di averlo potuto conoscere, ascoltare e seguire”. 

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per realizzare un’ulteriore donazione. I figli di Nadir Tedeschi, Stefano e Alessandra, infatti hanno deciso di donare il ritratto pittorico del padre al Comune di Badia Polesine. Si tratta di un quadro a olio, realizzato dall’artista badiense Ivan Tardivello: il ritratto sarà conservato nella sala della biblioteca intitolata all’ex parlamentare. 

L’arricchimento della biblioteca comunale di Badia Polesine non è però stato l’unico lascito culturale di Nadir Tedeschi. Tutta la documentazione relativa a una vita di impegno politico è stata infatti messa a disposizione dell’Archivio parrocchiale di Santa Maria Nuova di Abbiategrasso, che sta costruendo la mappatura dell’attività politica nel sud ovest milanese. Oltre dieci faldoni di documenti, dei quali tre dedicati all’attentato terroristico subito dal parlamentare, comprendenti lettere e biglietti unici, di pugno dei grandi protagonisti politici di quegli anni. 

Il primo aprile 1980 Tedeschi era stato infatti gambizzato dalle Brigate Rosse della Colonna Walter Alasia durante un’incursione nella sede della Democrazia Cristiana in via Mottarone a Milano e con lui furono ferite altre tre persone. 

Nato a Badia Polesine l’11 agosto 1930, vi trascorse infanzia e giovinezza mantenendo poi stretti legami con la sua terra d’origine. Ha frequentato le elementari e di avviamento, e poi l’istituto Enzo Bari, fino all’esame d’ammissione al Viola di Rovigo. Assunto alla Olivetti, Tedeschi vi restò dal maggio ‘54 al febbraio ’71, cominciando come impiegato e terminando da dirigente. Trasferitosi a Milano, ebbe diversi incarichi nella Democrazia Cristiana. Stretto collaboratore del ministro Vittorino Colombo, è stato eletto in Parlamento per due legislature, divenendo relatore di importanti progetti di legge, sul tema del lavoro, della Riforma sanitaria nonché promotore della legge sul part-time. Parlamentare dal 1976 al 1987, ebbe diversi incarichi amministrativi e fu presidente della Fondazione Clerici dal ‘93 al 2005, della Fondazione La Vele e della Casa di Cura Ambrosiana. Medaglia d’oro come vittima del terrorismo è stato autore di diverse pubblicazioni 

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