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Salute e Benessere

Back to basics: dai consumatori la domanda di alimenti naturali, tradizionali e funzionali

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Secondo un recente report della dott.ssa Morgaine Gaye, futurologo alimentare, emerge tra i consumatori il desiderio di una vita più semplice. La pandemia ha determinato un crescente desiderio di riconnettersi con la natura e questo, combinato con la consapevolezza che possiamo ‘vivere con meno’ – molti di noi hanno dovuto adattarsi a lungo in spazi limitati durante il lockdown – si sta trasformando in una tendenza al ritorno alle origini, a uno stile di vita più naturale. 

“Sentiamo un costante desiderio di connetterci con la natura. Mangiare cibi più naturali, creare nuovi alimenti e bevande partendo da ingredienti antichi: tutto questo si inserirà nell’attuale tendenza per i prodotti hand-made, il low-fi living. Tendenze che si ritrovano anche nei colori e le tinte di alimenti e tessuti, che sono sempre più naturali e di derivazione vegetale… è il back to basics. Non è solo un obiettivo temporaneo, è una tendenza globale”, ha commentato la dott.ssa Gaye. 

In questo trend le mandorle possono giocare un ruolo chiave come alimento naturale e funzionale: con 14 formati diversi e un ricco profilo nutrizionale, sono l’ideale per rispondere a queste esigenze emergenti. 

Essenzialità
 

Quella della semplicità è la via che i consumatori stanno seguendo per un “ritorno alle origini” che passa dalla rinuncia agli alimenti trasformati e poco identificabili a favore di quelli naturali e considerati essenziali. 

La dott.ssa Gaye sottolinea che gli alimenti tradizionali sono ideali per rispondere a questa esigenza di essenzialità poiché “i prodotti base e gli ingredienti tradizionali ci danno un senso di sicurezza e stabilità, qualcosa di cui abbiamo davvero bisogno negli ultimi anni”. 

“Sia gli alimenti che gli imballaggi stanno già cambiando e rispondendo a questa tendenza con funzionalità semplificate”, evidenzia la dott.ssa Gaye. “Cerchiamo confezioni multiuso, cibi che vadano bene per colazione, pranzo e cena e ricette con 3 ingredienti. Siamo sempre più attratti da cibi con meno ingredienti e meno lavorazioni”. 

Dariela Roffe-Rackind, Director Europe & Global Public Relations dell’Almond Board of California, sottolinea che le mandorle hanno le qualità ideali per rispondere a questo trend: “Le caratteristiche naturali, plant-based e di conservabilità delle mandorle le rendono adatte a rispondere a questo desiderio di ritorno alle origini. Con 14 formati diversi, tra cui intere, affettate, a scaglie, tritate e sotto forma di latte, burro, farina, o olio, gli sviluppatori possono contare sulla flessibilità necessaria per utilizzare le mandorle nel modo più adatto, utilizzando meno ingredienti e con meno necessità di lavorazione”. 

Meno ma meglio
 

Questo desiderio di semplicità si manifesta anche in stili di vita sempre più orientati al minimal, spogliati del non essenziale. In quest’ottica, i prodotti multifunzionali che consentono ai consumatori di semplificare la propria vita sono fondamentali. Secondo Gaye, “gli alimenti naturali e minimamente trasformati sono le cose migliori che possiamo mettere dentro e sul nostro corpo. La connessione intestino-cervello sta guadagnando sempre maggior attenzione e rilevanza e i consumatori sono alla ricerca di cibi su cui fare affidamento, fatti con ingredienti semplici, da dispensa di casa, elencati chiaramente sulle etichette”. 

Roffe-Rackind ha aggiunto: “le mandorle possono anche supportare i produttori nel rispondere alla domanda di cibi funzionali. Dotate di un ricco profilo nutrizionale, sono uno degli alimenti più studiati. Con oltre 200 indagini pubblicate che ne mostrano i loro benefici per la salute del cuore, la gestione del diabete, del peso e la salute della pelle, solo per citarne alcuni, le mandorle possono conferire un profilo salutare a prodotti che possono aiutare i consumatori a vivere uno stile di vita semplice, garantendo al tempo stesso i nutrienti di necessari per rimanere in salute”. 

Il potere della semplicità
 

Gaye evidenzia anche che “questa tensione di fondo vero il ‘meno’, è in parte legata a un desiderio di maggiore libertà, di minori restrizioni. Le nostre aspirazioni stanno cambiando, si stanno spostando dal desiderio di ‘avere’ e accumulare, al voler essere liberi dalla fatica di scegliere”, e conclude: “la voglia di semplicità, il desiderio di avere meno ma di avere meglio, sarà sempre più evidente in tutti gli aspetti della nostra vita”. 

Di fronte al crescere del desiderio di vivere una vita più semplice, le mandorle sono uno dei pochi ingredienti naturali che soddisfano le diverse esigenze degli sviluppatori di prodotti, afferma Roffe-Rackind. “Con l’evolversi delle esigenze dei consumatori dopo la pandemia, che vedono il desiderio di semplicità sempre più in primo piano, i produttori possono contare sul gusto e la texture unica delle mandorle, che le rendono impiegabili in molteplici ambiti diversi, assicurando quelle qualità che possono aiutarli a soddisfare le più svariate esigenze. Sarà sicuramente emozionante vedere come queste tendenze prendono vita nello sviluppo di nuovi prodotti”. 

Per i produttori alimentari, innovare guardare al futuro è un imperativo per assicurarsi il successo. Con i consumatori che aspirano a un ritorno alle origini, gli ingredienti naturali e ricchi di nutrienti come le mandorle sono fondamentali per aggiungere valore allo sviluppo dei nuovi prodotti. 

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Salute e Benessere

Malattie retina, Bayer chiede ok Ema per aflibercept 8 mg

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(Adnkronos) –
Bayer ha presentato all’Agenzia europea per i medicinali (Ema) la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per aflibercept 8 mg in due importanti patologie oculari della retina, la degenerazione maculare neovascolare (essudativa) correlata all’età (nAmd) e l’edema maculare diabetico (Dme). Lo annuncia l’azienda in una nota.  

La richiesta – si legge – è stata avanzata in base ai risultati positivi dello studio di fase III Pulsar nella nAmd e dello studio di fase II/III Photon nel Dme. Alla settimana 48, entrambi gli studi hanno raggiunto l’endpoint primario di non inferiorità in termini di acuità visiva (Bcva – Best corrected visual acuity) di aflibercept 8 mg somministrato ogni 12 o 16 settimane, rispetto ad aflibercept 2 mg somministrato ogni 8 settimane, dopo 3 dosi mensili iniziali. Il 77% dei pazienti con degenerazione maculare legata all’età e l’89% di quelli con edema maculare diabetico ha mantenuto intervalli tra le iniezioni pari a 16 settimane con aflibercept 8 mg, con una media di 5 iniezioni fino alla settimana 48. Nei pazienti trattati con intervalli tra le iniezioni pari a 12 settimane, il 79% di quelli con nAmd e il 91% di quelli con Dme ha mantenuto questo intervallo con aflibercept 8 mg con una media di 6 iniezioni. In questi studi, il profilo di sicurezza di aflibercept 8 mg è risultato coerente con quello consolidato di aflibercept 2 mg.  

“I pazienti affetti da degenerazione maculare neovascolare correlata all’età e da edema maculare diabetico – afferma Christian Rommel, membro del Comitato esecutivo della divisione Farmaceutica di Bayer e responsabile della Ricerca e Sviluppo – richiedono un trattamento continuato per mantenere l’acuità visiva e per prevenire la riduzione della vista o addirittura la cecità, ma alcuni hanno difficoltà a mantenere l’aderenza al trattamento. Per questo estendere gli intervalli tra un’iniezione e l’altra risponde a un’importante esigenza dei pazienti. Gli studi registrativi dimostrano una durata d’azione di aflibercept 8 mg senza precedenti, garantendo al contempo un’acuità visiva comparabile e un profilo di sicurezza simile a quello del gold standard aflibercept 2 mg”. 

Nei trial clinici – prosegue la nota – sono stati studiati anche i risultati anatomici (endpoint secondario): tutti i gruppi di pazienti trattati con aflibercept 8 mg alla settimana 48 hanno dimostrato superiorità nel controllo del fluido retinico nella nAmd e un valido controllo della malattia con intervalli tra le somministrazioni di 12 e 16 settimane nella nAmd e nel Dme rispetto ad aflibercept 2 mg. Alla settimana 48, nei pazienti che hanno ricevuto aflibercept 8 mg con intervalli di 12 e 16 settimane sono state ottenute riduzioni nella variazione media dello spessore retinico centrale (Crt) simili rispetto a quelli trattati con aflibercept 2 mg, somministrato ogni 8 settimane. 

La sicurezza di aflibercept 8 mg, in entrambi gli studi, è risultata in linea con il profilo di sicurezza consolidato di aflibercept 2 mg e coerente con gli studi clinici precedenti. I tassi di infiammazione intraoculare (Ioi) per aflibercept 8 mg, rispetto ad aflibercept 2 mg, sono stati dello 0,7% contro lo 0,6% in Pulsar e dello 0,8% contro lo 0,6% in Photon. Non sono stati osservati casi gravi di Ioi. Non ci sono state differenze clinicamente rilevanti nella pressione intraoculare tra i gruppi di trattamento. In entrambi gli studi non si sono verificati casi di endoftalmite o vasculite retinica, né nuovi segnali relativi alla sicurezza fino alla settimana 48.  

La nAmd è una delle principali cause di cecità irreversibile e di riduzione della vista in tutto il mondo e colpisce le persone con l’avanzare dell’età. Si manifesta quando sotto la macula, la parte dell’occhio che consente la visione centrale nitida insieme ai dettagli, proliferano vasi sanguigni anomali che perdono liquido danneggiando la macula e compromettono la vista. Nel mondo 196 milioni di persone sono affette da nAmd e si prevede che arriveranno a 288 milioni entro il 2040. Il Dme è una complicanza del oculare comune delle persone affette da diabete. Si verifica quando elevati livelli di zucchero nel sangue danneggiano i vasi sanguigni dell’occhio, che rilasciano liquido nella macula, e può portare a cecità. Attualmente in tutto il mondo soffrono di retinopatia diabetica 146 milioni di persone. Aflibercept 8 mg – un anti-Vegf, farmaco che inibisce il fattore di crescita neovascolare (Vegf) – è stato sviluppato da Bayer insieme a Regeneron, che detiene i diritti esclusivi per aflibercept 2 mg e aflibercept 8 mg negli Stati Uniti. Bayer ha in licenza i diritti esclusivi di commercializzazione al di fuori degli Usa, dove le aziende condividono equamente i profitti derivanti dalle vendite di aflibercept 2 mg. Aflibercept 8 mg è in fase di sperimentazione e la sua sicurezza ed efficacia non sono ancora state valutate dalle autorità regolatorie. 

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Coronavirus

Covid oggi Lazio, 369 contagi e 5 morti. A Roma 232 nuovi casi

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(Adnkronos) – Sono 369 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 6 febbraio 2023 in Lazio, secondo i dati Covid dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri sono stati registrati 5 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 6.598 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività al 5,5%. I ricoverati sono 540, 31 in più da ieri, 20 le terapie intensive occupate e 853 i guariti da ieri. I casi a Roma città sono a quota 232. 

Nel dettaglio i numeri delle ultime 24 ore. Asl Roma 1: sono 94 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 2: sono 84 i nuovi casi e 2 i decessi; Asl Roma 3: sono 54 i nuovi casi; Asl Roma 4: sono 24 i nuovi casi; Asl Roma 5: sono 25 i nuovi casi; Asl Roma 6: sono 36 i nuovi casi e 1 decesso. 

Nelle province si registrano 52 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 22 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Latina: sono 24 i nuovi casi; Asl di Rieti: sono 2 i nuovi casi; Asl di Viterbo: sono 4 i nuovi casi e 1 decesso. 

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Salute e Benessere

Chirurghi ospedalieri, ‘al Congresso Acoi le sfide per far ripartire il Ssn’

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(Adnkronos) – Oltre 6mila chirurghi e specializzandi, più di 50 aziende del settore medico ospedaliero, 12 delegazioni medico-scientifiche internazionali che si confronteranno in oltre 60 sessioni scientifiche e di approfondimento e 300 contributi video. Sono i numeri del 41esimo Congresso Acoi – Associazione chirurghi ospedalieri italiani, che si terrà a Roma dal 10 al 13 settembre prossimo al Centro congressi La Nuvola dell’Eur. “Per 4 giorni la sanità italiana avrà un palcoscenico unico – annuncia Marco Scatizzi, presidente Acoi – Il congresso di Roma sarà il luogo dove si incontreranno le istituzioni, i professionisti della sanità, le aziende che sviluppano ogni giorno innovazione e tecnologia, i pazienti. Un evento che segnerà, per tutti, la sfida per la ripartenza della sanità. Vogliamo che, dopo mesi di transizione politico-istituzionale e al termine della pausa estiva, la sanità inizi con il piede giusto”.  

“Sarà un evento ricco di contenuti – spiega Pierluigi Marini, past president Acoi e presidente del congresso – dal recupero delle liste d’attesa alla formazione, dalle opportunità che muove l’innovazione tecnologica alle strumentazioni, troppo spesso obsolete, negli ospedali. E poi ancora: spazio ai giovani chirurghi e agli specializzandi, vogliamo ridare fiducia a tutti loro per sconfiggere la crisi vocazionale e la fuga di cervelli che abbiamo visto, nostro malgrado, in questi ultimi anni. Ma la Nuvola sarà anche la sede ideale per confrontarci con le istituzioni. Acoi ha nel suo Dna la ricerca costante del confronto e del supporto alle istituzioni regionali e nazionali per avere un Servizio sanitario degno di questo nome e a Roma faremo tutto il possibile per ricercare questo risultato”.  

A precedere il Congresso ‘Una sfida Capitale’ ci saranno alcuni appuntamenti tematici che si terranno già dalle prossime settimane. Il primo è in programma a Roma il 16 febbraio alle 17 presso Palazzo Wedekind a piazza Colonna, con la tavola rotonda ‘Tecnologia, qualità, sicurezza nelle sale operatorie e contenzioso medico legale’ a cui parteciperanno Luciano Ciocchetti, vicepresidente Commissione Affari sociali Camera dei deputati; Elena Bonetti, vicepresidente Commissione Affari sociali Camera dei deputati; Tommaso Pellegrino, chirurgo generale e consigliere Regione Campania; Fernanda Gellona, direttore generale Confindustria dispositivi medici; Mattia Altini, direttore Sanità Regione Emilia Romagna.  

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Coronavirus

Cardiologie aperte, 1.600 ore di consulenza gratis da 700 medici

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(Adnkronos) – Torna dal 12 al 19 febbraio ‘Cardiologie aperte’, l’iniziativa di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore dei cardiologi ospedalieri italiani Anmco per sensibilizzare sull’importanza di giocare d’anticipo contro le cardiopatie, primo killer in Italia. La 17esima edizione della campagna viene lanciata in occasione di San Valentino e mette a disposizione 1.600 ore di consulenza telefonica gratuita da parte di 700 specialisti Anmco. Per una settimana, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, i cittadini potranno chiamare il numero verde 800 05 22 33 e fare domande alle quali risponderanno gli esperti delle strutture aderenti all’iniziativa (l’elenco degli ospedali e delle attività offerte è disponibile online sul sito www.periltuocuore.it). La campagna sarà attiva anche sui social con gli hashtag #iltempodelcuore e #cardiologieaperte. 

Entro il 2030 – ricordano i promotori – si prevedono nel mondo 24 milioni di morti all’anno per cause cardiovascolari che restano la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi, con una prevalenza più elevata della media europea (7.499 casi ogni 100mila abitanti) anche a causa dell’età media particolarmente alta della nostra popolazione. Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico poiché la malattia modifica la qualità di vita. In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare. E’ fondamentale dunque ridurre il rischio cardiovascolare e la maggior parte degli eventi cardiovascolari è evitabile attraverso la prevenzione, sottolinea la Fondazione per il Tuo cuore che da oltre 20 anni si impegna attivamente nella ricerca e nella prevenzione cardiovascolare. 

“Le malattie cardiovascolari detengono un triste primato che deve indurre tutti noi a uno sforzo rilevante attraverso la prevenzione che è la principale arma per combatterle – afferma Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri e direttore di Cardiologia all’Ospedale San Camillo di Roma – Queste malattie sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili legati a comportamenti e stili di vita (fumo, alcol, scorretta alimentazione e sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione. L’impostazione di uno stile di vita sano dovrebbe essere anticipato a partire dall’infanzia e dall’adolescenza, da qui l’importanza di campagne di sensibilizzazione già a livello della scuola primaria”. 

“La prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari – continua Gabrielli – si basa, oltre che sull’adozione e sul mantenimento di stili di vita salutari, sull’identificazione precoce e sull’adeguata gestione delle eventuali condizioni cliniche che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, anche attraverso le opportune terapie, laddove non sia sufficiente modificare gli stili di vita. Noi cardiologi suddividiamo i pazienti per categorie di rischio. Il rischio è la probabilità che il paziente ha di andare incontro a un evento cardiovascolare avverso (infarto, ictus, in alcuni casi morte improvvisa) in rapporto alle sue caratteristiche cliniche generali. Ci sono i soggetti a rischio molto elevato, elevato, moderato e a rischio più contenuto. Per ognuno l’intervento deve essere personalizzato. 

“La prevenzione – rimarca lo specialista – diventa ancora più determinante dopo la recente pandemia, poiché il Covid-19 ha agito sulle patologie del cuore a diversi livelli: nelle persone colpite dal virus ha generato infiammazioni di miocardio e pericardio, cardiopatia ischemica, ictus cerebrale, malattie a carattere trombo-embolico; ha inoltre contribuito a ritardare la diagnosi, complicando la gestione e l’aspetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari e riducendo le ospedalizzazioni. In particolare, nei soggetti colpiti dal Covid si è riscontrato un aumento del 20-25% di tutte le malattie cardiovascolari. L’iniziativa di Cardiologie aperte rappresenta dunque a mio avviso davvero una preziosa opportunità per il cuore di tutti gli italiani”. 

“L’Anmco, con oltre 5.600 iscritti, è impegnata da oltre 50 anni sul territorio per potenziare l’operato dei propri cardiologi, fiore all’occhiello della medicina italiana nel panorama internazionale – dichiara Furio Colivicchi, presidente nazionale Anmco e direttore di Cardiologia all’Ospedale San Filippo Neri di Roma – La prevenzione cardiovascolare allunga la vita e noi dovremmo sempre, anche quando stiamo bene, consultare il nostro medico di base, tenere sotto controllo i fattori di rischio (colesterolo, pressione arteriosa, fumo) e praticare un regolare esercizio fisico, anche blando. Oggi abbiamo a disposizione armi molto potenti ed efficaci per risolvere alcuni problemi, garantire la sopravvivenza e una migliore qualità della vita ai nostri pazienti. La prevenzione cardiovascolare è dunque importantissima e va attuata il più precocemente possibile. L’iniziativa di Cardiologie aperte è una grande occasione che i cardiologi Anmco desiderano offrire gratuitamente a tutti i cittadini che lo desiderano e rappresenta un caposaldo della prevenzione cardiovascolare che la nostra associazione porta avanti da oltre 17 anni”. 

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L’intelligenza artificiale per ridare voce ai pazienti Sla

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(Adnkronos) – Un’alleanza tra ricerca, intelligenza artificiale e una squadra di doppiatori per ridare la voce a chi l’ha persa perché colpito da Sla o da altre malattie. Nasce in Italia il primo ecosistema digitale della voce ‘Voice for purpose’, una piattaforma di tecnologia digitale che vede il coinvolgimento di Università Campus Bio-Medico di Roma, Centri clinici Nemo, Traslated, Dream On e Aisla. Il progetto è stato presentato a Roma, alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci. 

Nata da un’intuizione di Pino Insegno, attore e doppiatore che ha messo la voce al centro della sua vita, Voice for purpose è una vera e propria ‘libreria di voci’ dal duplice valore. Se da una parte consentirà alle persone che hanno perso il proprio eloquio di sceglierne una espressiva fra tutte quelle che verranno donate da persone di tutto il mondo, dall’altra permetterà di ‘salvare’ la propria voce, registrandola. Una possibilità, quest’ultima, che sarà accessibile a tutti coloro che hanno ancora conservata la capacità di parlare, così che in futuro nessuno sarà più costretto a parlare con una voce metallica quando la malattia arriverà a intaccarla. 

Il progetto Voice for purpose è la prima tappa di un percorso innovativo che si svilupperà nei prossimi anni e che già oggi permette di applicare le più avanzate tecnologie di sintesi vocale per tornare a comunicare più facilmente. “Chi vive una patologia neuromuscolare deve fare i conti ogni giorno con il limite fisico e in questo senso la tecnologia rappresenta uno strumento fondamentale al servizio del bisogno di autonomia di ciascuno – ha affermato Stefano Regondi, direttore generale Centri clinici Nemo e Nemo Lab – Questa è la missione del nostro polo tecnologico che nasce nel solco di 15 anni di esperienza, ricerca e cura dei Centri Nemo con i quali abbiamo preso in carico circa 20mila pazienti in questi anni. Con tale consapevolezza e responsabilità, è per noi un privilegio condividere questo percorso di ricerca con partner di elevata eccellenza scientifica”. Operativo dal 2021 Nemo Lab, con i suoi 10 laboratori, è il primo hub tecnologico italiano esclusivamente dedicato alle malattie neuromuscolari e neurodegenerative. 

“E’ incredibile vedere come le voci di intelligenza artificiale che sviluppiamo aiutino le persone a comunicare tra di loro – ha detto Fabio Minazzi, director of Audiovisual di Translated – Far funzionare questo progetto richiede la capacità di scalare sulle voci artificiali, per soddisfare esigenze di persone in condizioni diverse. Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo e miglioriamo il progetto attraverso la collaborazione con i pazienti. Nel complesso, siamo orgogliosi di offrire le nostre conoscenze e la nostra potenza di calcolo a questa iniziativa che contribuisce alla qualità della vita delle persone”. Un risultato fortemente voluto da chi ogni giorno lavora con la voce e opera per il benessere delle persone con l’obiettivo di sviluppare interfacce di semplice utilizzo, capaci di restituire una voce duttile e in grado di esprimere sempre più realisticamente stati d’animo, emozioni e preoccupazioni. 

“L’alleanza tra tecnologie, ricerca e clinica che prende le mosse dalla piattaforma Voice for purpose e punta all’ecosistema digitale della voce – ha sottolineato Eugenio Guglielmelli, rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e direttore scientifico della Fondazione Don Carlo Gnocchi – rappresenta un’opportunità importante per accelerare lo sviluppo di strumenti più efficaci ed efficienti per dare alle persone che non possono più parlare una velocità e una coerenza espressiva sempre più simile alla loro reale intenzione. Con le nostre unità di ricerca lavoreremo allo sviluppo di sistemi intelligenti avanzati che, anche attraverso i dati forniti da alcuni parametri fisiologici monitorabili, permettano di rendere percepibile l’intenzione e lo stato del paziente per restituirgli una maggiore capacità di comunicazione e interazione sociale a sostegno della qualità della sua vita indipendente”. 

“La perdita della capacità di parlare con la propria voce costituisce uno dei motivi di maggiore sofferenza per le persone con Sla e per i loro familiari. Crediamo fortemente in questo progetto perché ci dà la possibilità non solo di riavere una voce umana ma, soprattutto, di restituire anima e identità nelle nostre relazioni. Giornate come quelle di oggi testimoniano come l’alleanza illuminata tra Istituzioni e comunità scientifica sia capace di porsi concretamente al servizio del bene comune partendo dall’ascolto del bisogno. L’impegno di Pino Insegno supera il limite della malattia, permettendoci di condividere il nostro desiderio di vita”. Così Fulvia Massimelli, presidente dell’Aisla, l’Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica, tra i relatori della presentazione del ‘Voice for purpose’, la piattaforma di tecnologia digitale che vede il coinvolgimento di Università Campus Bio-Medico di Roma, Centri clinici Nemo, Nemo Lab, Translated, Dream On e Aisla. 

Massimelli (Aisla): “Ridare la voce a chi ha la Sla è restituire anima e identità” (VIDEO)

 

Secondo Massimelli, “gli apparecchi tecnologici devono essere sempre all’avanguardia, sono costosi, le aziende che sono intervenute oggi hanno messo dei fondi ma non basta. Queste tecnologie devono essere alla portata di tutta la popolazione Sla e non solo di una piccola parte. Parliamo di circa 5-6mila malati in Italia, molti non sono nello stato avanzato della malattia. Visto che non esiste, ahimè, ancora una cura noi oggi – ha ribadito – dobbiamo puntare a una qualità migliore della vita”. 

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Sanremo 2023, ‘erba dei cantanti’, malva e zuppe per proteggere la voce

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(Adnkronos) – Non solo sciarpe, scaldacollo e correnti d’aria bandite, la voce si protegge anche a tavola con zuppe, tisane e gargarismi di infusi molto speciali. Gli ingredienti sono il più delle volte semplici: malva, salvia, rosmarino, verdure di stagione e soprattutto ‘l’erba dei cantanti’, l’erisimo, che non si beve ma è la base di sciacqui salva-voce “conosciuti già dagli antichi greci, ampiamente usata da Caruso”, spiega all’Adnkronos Salute Ciro Vestita, già docente di Nutrizione umana e fitoterapia all’Università di Pisa, che dà qualche consiglio di prevenzione e cura naturale agli artisti che si esibiranno a Sanremo la prossima settimana.  

“Il primo rimedio – riferisce Vestita autore del libro ‘Piccola farmacia botanica’, un prontuario di fitoterapia appena pubblicato – è la cosidetta ‘erba dei cantanti’, il nome ufficiale è erisimo, usata sin dall’antichità da chi lavora con la voce. Questo perché ha un potere antinfiammatorio ed emolliente sulle corde vocali. Va usato per ‘colluzione’, per fare gargarismi, non va bevuto. Si prepara un decotto e, una volta freddo, si fanno gli sciacqui. Ha un forte potere antiflogistico, è utile anche come prevenzione e può essere tranquillamente utilizzato anche da chi, in questo periodo, ha problemi di abbassamento di voce a causa dei virus invernali in circolazione”.  

L’erba regina, però, “rimane sempre la malva. Ha un vantaggio in più, perché oltre ad avere potere antinfiammatorio la si può anche bere. Con un infuso di malva si idratano le corde vocali e si disinfiammano, perché questa erba è ricchissima di mucillagini che sono protettive per le corde vocali”, consiglia Vestita. Per quanto riguarda poi le zuppe e le minestre “uno studio recente ha individuato in salvia e rosmarino una molecola, il carnosolo, che dà una forte capacità antinfiammatoria. Le tisane di salvia e rosmarino, però, non sono gradevoli e potrebbero alzare molto la pressione arteriosa. Meglio allora preparare zuppe con verdure di stagione come carote, fagioli, zucca, a cui aggiungere alcune foglie di salvia e rosmarino. Sono piatti gradevoli, anche per i giovani che magari non amano particolarmente le tisane”. Questo trucco ‘culinario’, conclude Vestita “può fare dei piccoli miracoli. Anche piccole quantità di carnosolo, a lungo andare, rendono la voce più limpida e potente”, conclude.  

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Nutrizionista: “Con 2 spremute d’agrumi al dì energia e barriera antivirus”

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(Adnkronos) –
Spremute, pesce azzurro, olio d’oliva, avocado. Sono gli ingredienti giusti per tenere a bada i virus invernali ed evitare la stanchezza post influenzale. In particolare “due bicchieri di spremuta d’arancia, meglio ancora se di pompelmo, al giorno hanno l’effetto di un integratore per questa stagione: danno energia, sollievo e proteggono dal virus”. Così all’Adnkronos Salute Ciro Vestita, già docente di Nutrizione umana e fitoterapia all’Università di Pisa.  

“In questo momento – continua l’esperto – abbiamo disponibili i frutti più potenti contro le malattie da raffreddamento, gli agrumi appunto. Nel pompelmo, soprattutto, è stata isolata una molecola che ha importanti proprietà antivirali, la naringenina. Questo frutto, come anche il limone, dà energia, ‘carica’ l’organismo, perché ha molta vitamina C. Proprietà che in questo momento dell’anno sono fondamentali”. E in più gli agrumi contengono “la vitamina D il cui assorbimento viene favorito dall’olio extravergine d’oliva. Una scoperta recente per questo alimento che ancora continua a sorprenderci per le sue proprietà”.  

La vitamina D “è molto presente nei pesci, ricordiamo il vecchio rimedio dell’olio di fegato di merluzzo, odiato dai bambini di qualche generazione fa. In questa stagione, quindi, è utile mangiare pesce azzurro condito con un filo d’olio extravergine d’oliva”. Altro alimento utile è “l’avocado, che è ormai un prodotto tutto italiano. E’ un alimento ‘morbidissimo’, amato dai giovani che lo utilizzano per molte salse. La sua azione antinfiammatoria è agevolata dall’untuosità che permette di distribuirsi facilmente sulle alte vie respiratorie, facilitando l’effetto curativo. Infine, per i masochisti, c’è il decotto di aglio: in pochissima acqua far bollire uno spicchio d’aglio, un rimedio da bere 2 o tre volte al giorno. L’aglio è un eccezionale antivirale e antimicrobico, ma l’effetto collaterale può essere il divorzio”, scherza Vestita.  

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Nel progetto ‘Pink Positive’ due podcast su nutrizione e musicoterapia

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(Adnkronos) – In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio, il progetto ‘Pink Positive’ di Daiichi Sankyo Italia si arricchisce dicontributi multimediali e due podcast dedicati alla nutrizione e alla musicoterapia, grazie alla collaborazione di Smartfood – Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e del Fondo Edo ed Elvo Tempia.  

Nato nel 2020 come eBook gratuito in costante aggiornamento e dedicato in particolare alle donne che si trovano ad affrontare una diagnosi di cancro – spiega l’azienda in una nota – il sito Pinkpositive.it raccoglie oggi 26 capitoli scritti dai maggiori esperti italiani che esaminano i temi della quotidianità dei pazienti oncologici, dall’alimentazione, alla femminilità fino alla gestione del dolore e dell’ansia, sempre con uno sguardo rivolto al futuro e con l’obiettivo irremovibile di contrastare falsi miti e fake news.  

Proprio da due di questi capitoli sono nati i podcast ‘La voce della nutrizione’ e ‘Musicoterapia’, che mettono al centro del percorso di cura gli elementi di uno stile di vita salutare che non deve più essere considerato solo nel fondamentale ruolo che ricopre nella prevenzione primaria delle malattie, ma anche come grande alleato nelle fasi successive a una diagnosi, soprattutto quando riguarda una malattia oncologica, che non colpisce nel vivo solo il corpo, ma ogni sfera della vita di una persona. 

Nelle 12 puntate del podcast ‘La voce della nutrizione – Pink Positive Edition’, gli esperti di Smartfood Ieo, in partnership con la Fondazione Ieo-Monzino, fanno finalmente chiarezza sulle evidenze inerenti il rapporto tra alimentazione e cancro, questione ampiamente dibattuta negli ultimi anni in ambito scientifico, ma anche talvolta comunicate in modo confuso e impreciso, tanto da diventare spesso falsi miti o vere e proprie fake news.  

“Questo progetto – spiega la nutrizionista e ricercatrice Lucilla Titta, coordinatrice del progetto Smartfood dell’Ieo – incarna sempre di più l’animo di Pink Positive per la semplicità, utilità e completezza dei messaggi. Attraverso l’ascolto dei podcast, le pazienti possono ricevere informazioni chiare e affidabili su nutrizione e stile di vita in un contesto, quello della Rete, che spesso confonde. Il nostro intento è proprio quello di aiutare le pazienti a districarsi in questo ambito e a operare scelte salutari e consapevoli”. 

Nei podcast, inseriti nella sezione ‘Nutrizione’ del sito, gli esperti di Smartfood forniscono inoltre moltissimi consigli pratici, ad esempio su come leggere le etichette degli alimenti al momento della spesa e capire quali prodotti evitare, come consumare più alimenti di origine vegetale e mantenere in salute le ossa, come idratarsi meglio e le modalità con cui selezionare i grassi, ma soprattutto come cucinare in maniera salutare e concepire piatti ‘smart’ per l’intero arco della giornata, dalla colazione alla cena. Da metà febbraio questa sezione ospiterà anche diverse video-ricette per realizzare sani e gustosi piatti ‘smart.  

In ambito oncologico la musicoterapia, a cui è dedicato un intero capitolo dell’eBook – continua la nota aziendale – ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti, dei loro familiari e caregiver, nelle varie fasi della diagnosi e della cura, alleviando i sintomi e riducendo le emozioni negative, favorendo così resilienza e comunicazione. Nella sezione ‘Musica’ di Pink Positive è possibile ascoltare tre podcast in cui gli esperti musicoterapeuti della Fondazione Tempia spiegano la natura della musicoterapia: la sua nascita, le sue funzioni, le evidenze scientifiche e le applicazioni in campo clinico. Nella stessa sezione sono a disposizione anche 7 playlist costruite intorno a vari generi musicali e selezionate da musicisti ed esperti per donare benessere, a seconda della sensibilità musicale e dei gusti di ogni individuo. 

“In letteratura – sottolinea Francesca Crivelli, coordinatrice di ricerca clinica in oncologia e del Master di specializzazione per musicoterapisti promosso dalla Fondazione Tempia – è ampiamente dimostrato come l’ascolto musicale possa ridurre l’intensità del dolore oncologico, abbassare i livelli di pressione sanguigna, ridurre la frequenza cardiaca e i livelli di stress. La musica suscita infatti nel nostro cervello reazioni neurormonali, come la stimolazione del nucleo accumbens, centro cerebrale del piacere, o la produzione di prolattina e peptidi oppioidi endogeni, responsabili di un’azione anestetica, analgesica e anche consolatoria. E ricordiamoci anche che eventi mentali consci e inconsci, frutto di abitudini, stili di vita, esposizioni a diversi ambienti e comportamenti, possono modulare l’espressione genica nelle nostre cellule, attraverso diversi meccanismi di espressione epigenetica”.  

Il Fondo Edo Tempia, grazie al sostegno non condizionato di Daiichi Sankyo Italia, apre a tutti la possibilità di sperimentare virtualmente la musicoterapia, partecipando a un incontro online che si può prenotare via mail all’indirizzo musicoterapia.online@fondazionetempia.org.  

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Salute e Benessere

A 101 anni operata d’urgenza al cuore a Empoli, sta bene

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(Adnkronos) – All’Ospedale di Empoli, in provincia di Firenze, è stato eseguito un intervento urgente di coronarografia e angioplastica con posizionamento di uno stent nell’arteria circonflessa in una paziente di 101 anni che aveva manifestato intenso dolore al petto e all’elettrocardiogramma, effettuato a domicilio da un medico dell’emergenza sanitaria, mostrava evidenti segni di infarto miocardico acuto. L’intervento è stato eseguito con successo da Benedetta Bellandi del reparto di Cardiologia diretto da Attilio Del Rosso. 

La procedura ha portato all’immediato ripristino della circolazione nella parete laterale del ventricolo sinistro, riferiscono i sanitari. Il decorso è stato regolare e la paziente è stata dimessa dopo 8 giorni di degenza in reparto cardiologico. E’ sempre stata vigile e alla visita di controllo, eseguita a distanza di un mese dall’intervento, è apparsa in buone condizioni generali. 

“L’angioplastica coronarica d’emergenza (angioplastica primaria) è attualmente la terapia immediata di prima scelta nell’infarto miocardico acuto ed è particolarmente sicura ed efficace soprattutto nei pazienti anziani. Anche a 100 anni, laddove le condizioni psicofisiche generali del paziente siano adeguate, la procedura può essere eseguita con buon successo immediato, precisa Del Rosso. 

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Salute e Benessere

Tutti pazzi per il canto ma occhio a non stressare la voce, i consigli

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(Adnkronos) – Con Sanremo tutti pazzi per il canto. Ma che si tratti di big o di semplici amatori, non fa differenza. Gli otorinolaringoiatri avvertono: attenzione a non mettere la voce sotto stress. “Lo sanno bene gli artisti in gara al Festival” dei fiori, sottolineano gli esperti del gruppo MultiMedica, “quanto sia importante allenare la voce conciliando la migliore performance con la necessità di proteggere e mantenere in salute le proprie corde vocali. Cantanti amatoriali e semiprofessionali, che non dispongono della stessa formazione specifica, ma fanno comunque un uso intenso della propria voce, sono tra le categorie più a rischio di andare incontro a lesioni dell’apparato fonatorio”. Per tutti loro è “fondamentale saper ascoltare alcuni campanelli d’allarme”, così da capire se serve una vista specialistica. “I disturbi della voce andrebbero monitorati non solo nei cantanti, ma in tante altre categorie professionali, poiché coinvolgono circa il 20% della popolazione generale”, evidenziano i medici.  

“Ci sono alcuni campanelli d’allarme ai quali ogni cantante dovrebbe prestare attenzione perché spie del fatto che gli organi fonatori possono essere sotto stress – insegna Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, gruppo MultiMedica e professore all’Università Statale del capoluogo lombardo – Primi fra tutti la disfonia, ossia un’alterata qualità della voce; la riduzione dell’estensione vocale: se prima si riusciva, ad esempio, a raggiungere una certa nota e ora non ci si riesce più o lo si fa con difficoltà; la comparsa di fatica fonatoria dopo aver cantato; la percezione di dolore al collo e di un senso di costrizione; la sensazione di fuga d’aria nella zona più acuta dell’estensione”. In presenza di uno o più di questi sintomi, “la prima regola da seguire è il riposo” ossia “smettere di cantare. In secondo luogo – suggerisce Mozzanica – bisogna evitare tutto ciò che potrebbe aumentare lo stato infiammatorio: contrariamente a quanto si creda, no alle bevande calde, come tisane e infusi, e ovviamente stop ad alcolici, fumo e cibi piccanti”.  

Se anche mettendo in atto questi comportamenti il disturbo persiste, allora diventa opportuno consultare un medico specialista, in primis otorinolaringoiatra e foniatra. L’otorino eseguirà una laringoscopia o laringostroboscopia, esame poco invasivo – spiegano da MultiMedica – che permette di vedere le corde vocali durante la fonazione e di visualizzare eventuali lesioni organiche come noduli, polipi, cisti e piccole cicatrici. Noduli ed edemi cordali sono i più diffusi tra i cantanti: i primi soprattutto fra le donne che impiegano voce gridata e iperacuta, i secondi legati allo sforzo per raggiungere una forte intensità senza le opportune tecniche di sostegno. Il foniatra conduce invece un’anamnesi volta a comprendere modalità di canto del paziente e sue abitudini di vita, per rintracciare le possibili cause che hanno portato alla formazione di queste lesioni, e indaga come la voce si produce, generando anche disfonie non dovute a lesioni organiche ma ad atteggiamenti anomali nella fonazione.  

Sarà poi impostato un percorso logopedico di tipo preventivo e abilitativo all’uso corretto della voce, se il problema è ancora allo stadio iniziale, o di tipo riabilitativo, specie nel caso in cui vi sia un danno strutturale alle corde, eventualmente coadiuvato da terapie farmacologiche e integrato da un percorso didattico di voce cantata con un maestro di canto. In alcuni casi – precisano gli esperti MultiMedica – può esserci l’indicazione all’intervento chirurgico, per asportare la lesione in microlaringoscopia.  

“Si stima che circa il 20% della popolazione generale vada incontro ad almeno un episodio di disfonia – ribadisce Mozzanica – Pertanto non solo le categorie artistiche, quali cantati, attori e speaker, dovrebbero avere a cuore lo stato di salute delle proprie corde vocali, ma anche tante altre: soprattutto insegnanti, personale di front-office, operatori di call-center, venditori, istruttori di corsi fitness. Pur essendo professionisti della voce, non ne sono consapevoli e spesso non fanno nulla per mantenere in salute il loro strumento di lavoro più importante”.  

Il magazziniere di giorno e cantante rock la sera, o l’impiegata dal lunedì al venerdì e performer di piano bar nel fine settimana, sono avvisati. A differenza dei loro ‘colleghi’ più celebri, molti dei quali sul palco del prossimo Festival di Sanremo possono contare su una formazione specifica e sul supporto di maestri e vocal coach che li aiutano a mantenere la voce ai massimi livelli, i cantanti semiprofessionali fanno più spesso i conti con disturbi che derivano da un uso improprio delle corde vocali, magari cercando di eseguire un repertorio al di sopra delle proprie capacità e competenze, mettendo eccessivamente sotto sforzo l’intero apparato fonatorio, oppure, per non mancare un’audizione o un ingaggio, cantando anche quando la loro voce è debilitata, affaticandola ulteriormente. Soprattutto a loro sono rivolti i consigli degli specialisti. 

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