Azovstal, Noury (Amnesty): “Rispettare diritti dei prigionieri a rischio dopo la propaganda”


“Certamente, dopo che dall’inizio della guerra i media russi e la stessa propaganda di Putin hanno definito i soldati di Mariupol come dei neonazisti, l’idea che vengano trattati con umanità e rispetto dei loro diritti è difficile da immaginare”. E’ quanto afferma all’Adnkronos Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, parlando a proposito della sorte dei combattenti ucraini usciti dall’acciaieria Azovstal di Mariupol e trasferiti in territori sotto il controllo russo, che potrebbero anche rischiare di finire sotto accusa per terrorismo.  

“A tutti gli effetti sono dei prigionieri di guerra e quindi devono godere di tutto quello che il diritto internazionale e umanitario prevede nei loro confronti”, spiega Noury. Pertanto, “immediato accesso alla Croce Rossa Internazionale a salvaguardia della loro incolumità, assoluto divieto di tortura o altri maltrattamenti e seguire pedissequamente la terza convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, oltre 100 articoli che vanno rispettati tutti”.  

“I prigionieri di guerra non si possono processare, tanto più nel corso di un conflitto, dovrebbero essere posti in libertà alla fine della guerra. Come andrà a finire? E’ possibile che la soluzione sia la restituzione reciproca tra le parti di prigionieri”, conclude. 

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